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	<title>Gazzetta del lavoro &#187; Consigli e Suggerimenti</title>
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	<description>Blog su concorsi e offerte di lavoro</description>
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		<title>Buoni lavoro: i limiti economici da rispettare</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 11:00:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filadelfio</dc:creator>
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Il sistema dei buoni lavoro, detti anche voucher, è disciplinato da una normativa che impone dei limiti economici sia per chi presta la collaborazione, sia per il committente che con questo sistema può far leva su manodopera e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-20817" title="lavoro-occasionale-accessorio" src="http://www.gazzettadellavoro.com/wp-content/uploads/2010/03/lavoro-occasionale-accessorio-294x300.jpg" alt="lavoro-occasionale-accessorio" width="250" height="250" />Il sistema dei <a href="http://www.gazzettadellavoro.com/voucher-cosa-significa-cosa-serve/17349/" target="_blank">buoni lavoro</a>, detti anche <strong>voucher</strong>, è disciplinato da una normativa che impone dei limiti economici sia per chi presta la collaborazione, sia per il <strong>committente</strong> che con questo sistema può far leva su manodopera e su <strong>prestazioni lavorative di tipo occasionale</strong>, ad esempio, nelle fasi in cui l&#8217;impresa nel corso dei mesi ha un maggior bisogno di personale. Pur tuttavia, il <a href="http://www.gazzettadellavoro.com/tag/lavoratore/" target="_blank">lavoratore</a>, così come impone la<strong> Legge</strong>, può prestare per un singolo committente prestazioni di lavoro di natura occasionale ed accessoria per <strong>compensi netti</strong> che, nell&#8217;anno solare, non possono superare i 5.000 euro netti. Questo significa che il <strong>lavoratore occasionale</strong> non può ricevere nei dodici mesi dell&#8217;anno dal singolo <strong>committente </strong>un compenso lordo che supera i 6.660 euro. In accordo con quanto spiega l&#8217;<a href="http://www.inps.it/newportal/default.aspx?sID=%3b0%3b&amp;lastMenu=5224&amp;iMenu=1&amp;itemDir=5305" target="_blank"><a href="http://www.gazzettadellavoro.com/inps/11140/" class="kblinker" title="More about inps &raquo;">Inps</a></a>, Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale, di recente possono <strong>prestare lavoro</strong> di tipo occasionale ed accessorio anche quei lavoratori che si trovano in <strong>mobilità</strong>, <a href="http://www.gazzettadellavoro.com/tag/cassa-integrazione/" target="_blank">cassa integrazione</a>, o che percepiscono l&#8217;assegno di disoccupazione ordinaria o l&#8217;assegno speciale per la <strong>disoccupazione in edilizia</strong>.</p>
<p><span id="more-20809"></span>Ebbene, per questi specifici casi il <strong>limite massimo annuale</strong> di compensi netti erogati con il sistema dei <a href="http://www.gazzettadellavoro.com/tag/buoni-lavoro/" target="_blank">buoni lavoro</a> non può superare i 3.000 euro, che corrispondono a 4.000 euro lordi pagati dal <strong>committente</strong>. Per quest&#8217;ultimo, inoltre, sono altresì previsti dei <strong>limiti economici </strong>per l&#8217;utilizzo dei <a href="http://www.gazzettadellavoro.com/lavoro-occasionale-tutto-regola-voucher/6933/" target="_blank">voucher</a> nell&#8217;ambito di un&#8217;impresa familiare: in questo, caso, infatti, per ogni <strong>anno fiscale</strong> il committente non può pagare prestazioni di <a href="http://www.gazzettadellavoro.com/tag/lavoro/" target="_blank">lavoro</a> occasionale ed <strong>accessorio</strong> per importi che superano il lordo dei 13.330 euro, che corrispondono a 10 mila euro nette nell&#8217;anno fiscale.</p>
<p>Ricordiamo i vantaggi che i <a href="http://www.gazzettadellavoro.com/i-buoni-lavoro-li-conosci/6446/" target="_blank">voucher</a> offrono alle due parti: il <strong>committente</strong> da un lato si avvale di personale che con i buoni lavoro è perfettamente in regola ed assicurato, mentre il lavoratore occasionale può sia <strong>integrare il proprio reddito</strong>, sia percepire un compenso lordo che ingloba i <a href="http://www.finanzalive.com/tag/contributi/" target="_blank">contributi</a> previdenziali che sono cumulabili con gli altri <strong>trattamenti pensionistici</strong>.</p>
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		<title>Wedding planner: l&#8217;intervista all&#8217;agenzia Regency di San Marino</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Feb 2010 09:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Monia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Come diventare]]></category>
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		<description><![CDATA[Ci siamo rivolti all&#8217;agenzia Regency di San Marino per avere maggiori informazioni riguardo la professione di wedding planner.
1) Regency è un&#8217;agenzia per  l&#8217;organizzazione di matrimoni che opera da molti anni sul mercato e organizzate anche corsi per diventare wedding planner. Una professione che da qualche anno è arrivata anche nel nostro paese ed una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-20423" title="weddingplanner" src="http://www.gazzettadellavoro.com/wp-content/uploads/2010/02/weddingplanner.jpg" alt="weddingplanner" width="200" height="138" />Ci siamo rivolti all&#8217;agenzia <a href="http://www.weddingsitaly.com/"><strong>Regency di San Marino</strong></a> per avere maggiori informazioni riguardo la professione di <a href="http://www.gazzettadellavoro.com/wedding-planner-chi-cosa-fa/776/" class="kblinker" title="More about wedding planner &raquo;">wedding planner</a>.</p>
<p><strong>1)</strong> <strong>Regency è un&#8217;agenzia per  l&#8217;organizzazione di matrimoni che opera da molti anni sul mercato e organizzate anche corsi per diventare wedding planner. Una professione che </strong><strong>da qualche anno è arrivata anche nel nostro paese ed una figura che viene sempre maggiormente ricercata. Perché?</strong></p>
<p><strong>Regency San Marino</strong> (<a href="http://www.weddingsitaly.com/"><strong>www.weddingsitaly.com</strong></a>) è stata la <strong>prima agenzia per l&#8217;organizzazione di matrimoni in Italia</strong> avendo iniziato la propria attività nel 1987. Fino a qualche anno fa, erano quasi esclusivamente persone straniere, in particolare cittadini anglosassoni e giapponesi, a rivolgersi a noi per organizzare il proprio matrimonio in Italia. Da qualche anno anche in Italia si è iniziato a rivolgersi a queste figure professionali specializzate. Tra le motivazioni che possono aver indotto a questo cambiamento, c&#8217;è senz&#8217;altro un cambiamento dovuto a ragioni sociali. Infatti, rispetto agli anni &#8216;50-&#8217;60, le giovani donne lavorano e pure le loro mamme, quindi manca il tempo per dedicarsi all&#8217;organizzazione di tutti i minimi dettagli e si preferisce delegare a persone specializzate. Poi c&#8217;è l&#8217;indubbia influenza dovuta all&#8217;aver visto, attraverso film, riviste, interviste, quanto sia diffuso all’estero -soprattutto negli Stati Uniti- l&#8217;utilizzo di questi professionisti. E&#8217; inoltre cambiato il “concetto” di matrimonio, che sempre più viene visto come “evento” e quindi coinvolge una serie di servizi che necessitano di una precisa ed attenta organizzazione. Si sta iniziando a capire che il <strong>coinvolgimento di un wedding planner può essere utile anche ad ottimizzare il budget di spesa.</strong> Infatti un bravo<strong> wedding planner</strong> consiglia su quali servizi ed elementi puntare per la riuscita dell&#8217;evento e questo può avere ripercussioni positive e non indifferenti sulla spesa finale.</p>
<p><span id="more-20412"></span></p>
<p><strong>2) </strong><strong> E&#8217; necessario, per poter svolgere con precisione e serietà questa professione frequentare dei corsi ad hoc? Quali sono le materie oggetto di studio dei vostri corsi?</strong></p>
<p>Non è indispensabile frequentare corsi perché l&#8217;esercizio della professione non obbliga a conseguire titoli specifici. La nostra lunga esperienza nel settore, però ci porta a consigliare le persone che vogliono intraprendere questa attività, <strong>a frequentare dei corsi specifici </strong>e, preferibilmente,<strong> corsi organizzati da persone che svolgono realmente questa professione.</strong> I corsi organizzati da <strong>Regency</strong> sono “ad hoc” perché ci rifacciamo ad esperienze pratiche, reali. Insegniamo la professione, non solo regole di Galateo o le procedure burocratiche o i nomi dei fiori e le tipologie di bouquet&#8230; Insegniamo soprattutto come interagire con il cliente e come gestire il delicato rapporto con i fornitori e le strutture dove vengono allestite cerimonie e ricevimenti. Per le materie oggetto dei corsi organizzati da <strong>Regency</strong>, è possibile prendere visione in dettaglio attraverso il nostro sito internet a questo link <a href="http://www.weddingsitaly.com/it/corsi-wedding-planner.html">http://www.weddingsitaly.com/it/corsi-wedding-planner.html</a> .Organizziamo corsi “base”, “avanzati” e “master” che sono stati studiati per offrire la preparazione necessaria e la concreta possibilità di svolgere da subito questa professione; non sono fornite solo nozioni “teoriche”, ma anche consigli pratici sulla base di una lunga esperienza vissuta “sul campo”!</p>
<p><strong>3)    Ed al termine del corso gli allievi cosa devono fare per mettere in pratica quanto appreso? In altri termini quali sono i primi passi che devono compiere per entrare col piede giusto in questo mercato?</strong></p>
<p>I corsi di Regency, primi nel loro genere in Italia, sia di livello basic che advanced, sono rivolti a persone desiderose di dare inizio ad una carriera di successo nell&#8217;ambito del turismo ricettivo specifico per matrimoni. Il nostro obiettivo è quello di <strong>introdurre persone alla professione di wedding planner</strong> e <strong>di formare potenziali nuovi collaboratori dislocati in tutta Italia. </strong>Tra i primi passi da compiere, consigliamo la realizzazione di un buon sito internet, da promuovere in modo attento e costante.  E&#8217; inoltre importante creare le basi dell&#8217;attività: visitare le strutture (chiese, Comuni, ville, hotel…) ed imparare a conoscerle, prendere contatti con i fornitori ed iniziare a fare preventivi per impostare “pacchetti” base che di volta in volta verranno modificati in base alle richieste specifiche dei clienti; è poi importante “sperimentare” i fornitori facendo eseguire prove, campioni…</p>
<p><strong>4)    Quali sono le principali caratteristiche che dovrebbe avere un buon wedding planner?</strong></p>
<p>Buona psicologia, ottima comunicazione, creatività, capacità organizzativa, polso, flessibilità e resistenza allo stress.<br />
Un buon <strong>wedding planner</strong> deve essere specializzato nei vari settori coinvolti nell&#8217;attività, sul territorio dove opera.</p>
<p><strong>5)    Chi si rivolge principalmente ad un wedding planner?</strong></p>
<p>In Italia, si rivolgono ad un <strong>wedding planner</strong> coloro che concepiscono il matrimonio come un “evento” ed hanno consuetudine a delegare ed affidarsi a persone competenti, a professionisti, per l&#8217;organizzazione di un evento importante. Si rivolgono quindi ad un <strong>wedding planner</strong>, soprattutto <strong>coloro che operano nel settore moda o chi organizza manifestazioni</strong> ed eventi di altro genere. Comunque, sempre di più, sentono la necessità di affidarsi ad uno specialista, giovani donne che amano i comportamenti “alla moda” ed anche persone molto impegnate che non hanno tempo sufficiente per programmare in ogni minimo dettaglio un evento a cui danno molta importanza. Chi ha una particolare attenzione nei confronti dell&#8217;evento-matrimonio, dei propri invitati e tiene in modo particolare alla perfetta riuscita di ogni aspetto coinvolto: cerimonia, ricevimento, addobbi floreali, intrattenimento musicale, dettagli… . Ed anche coloro i quali si vogliono godere il giorno più bello della loro vita liberandosi dallo stress.</p>
<p><strong>6)    La crisi che ha colpito il nostro paese ha colpito anche il settore dei matrimoni? Oppure questo settore riprenderà a crescere velocemente?</strong></p>
<p>Pensiamo che la crisi non abbia “colpito” questo settore come invece è successo per altri comparti, nel senso che si è comunque continuato ad organizzare matrimoni cercando di contenere le spese. A questo proposito possiamo dire che, se si vuol cercare di “ottimizzare” il budget, è consigliabile rivolgersi ad un <strong>wedding planner</strong> proprio perché sicuramente saprà indirizzare verso quali servizi concentrare la propria attenzione e consigliare ciò a cui invece si può rinunciare. Anche per il matrimonio più semplice, si può ottenere l&#8217;atmosfera desiderata dagli sposi e avere un tono e dei ritmi ideali, ed in questo il ruolo del <strong>wedding planner </strong>è fondamentale. Il <strong>wedding planner</strong> non è emotivamente coinvolto come gli sposi o i genitori o una sorella, pur entrando in simbiosi con la coppia. Ha quindi la capacità di fare fronte all&#8217;imprevisto e saperlo gestire al meglio per giungere prontamente alla una soluzione.</p>
<p><strong>7) Consigli per chi desidera avvicinarsi a questa professione?</strong></p>
<p>Creare un sito internet. Contattare strutture o fornitori tipo catering o hotel importanti…p<strong>resentarsi e proporsi per attivare una collaborazione</strong>. Iniziare con umiltà nei confronti delle persone con cui si collaborerà ed onestà-chiarezza nei confronti del cliente. Non pensate che <strong>sia una professione facile</strong>. Ci sono moltissime cose da imparare ed abilità da sviluppare, ma con un buon training, chiunque potrà diventare &#8220;wedding &amp; event planner&#8221; di successo!</p>
<p>Recapiti utili:</p>
<p>REGENCY SAN MARINO<br />
Via Manetti, 34 &#8211; Dogana<br />
Repubblica di San Marino<br />
Tel 0549-941108</p>
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		<title>Friuli Venezia Giulia: campagna informativa sul lavoro accessorio</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 11:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filadelfio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il lavoro occasionale accessorio può rappresentare un&#8217;opportunità sia per chi ha perso il posto di lavoro, e punta ad un reinserimento nel circuito dell&#8217;occupazione, sia per i giovani che vogliono fare le prime esperienze lavorative. Questa tipologia di lavoro nel nostro Paese è regolamentata attraverso i &#8220;voucher&#8220;, ovverosia i buoni lavoro che, sperimentati inizialmente per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-19989" title="lavoro-occasionale-accessorio" src="http://www.gazzettadellavoro.com/wp-content/uploads/2010/02/lavoro-occasionale-accessorio-300x200.jpg" alt="lavoro-occasionale-accessorio" width="260" height="180" />Il l<a href="http://www.gazzettadellavoro.com/tag/lavoro/" target="_blank">avoro</a> occasionale accessorio può rappresentare un&#8217;opportunità sia per chi ha perso il <strong>posto di lavoro</strong>, e punta ad un reinserimento nel circuito dell&#8217;<strong>occupazione</strong>, sia per i giovani che vogliono fare le prime esperienze lavorative. Questa tipologia di lavoro nel nostro Paese è regolamentata attraverso i &#8220;<strong>voucher</strong>&#8220;, ovverosia i <a href="http://www.gazzettadellavoro.com/voucher-friuli-venezia-giulia-lavoro-commercio-turismo/17198/" target="_blank">buoni lavoro</a> che, sperimentati inizialmente per la <strong>vendemmia</strong> n agricoltura, possono ora essere utilizzati dai datori di lavoro in molti settori dell&#8217;economia. E così in <strong>Friuli Venezia Giulia</strong> la Regione, anche al fine di contrastare il fenomeno del lavoro sommerso, ha avviato una <strong>campagna informativa</strong> attraverso tutta una serie di incontri/seminari ai quali è possibile iscriversi direttamente online <a href="http://www.regione.fvg.it/rafvg/utility/dettaglio.act?dir=/rafvg/cms/RAFVG/GEN/AGENZIALAVORO/FOGLIA101/" target="_blank">cliccando qui</a>. Ma chi sono i soggetti interessati ai buoni lavoro? Ebbene, dal lato dell&#8217;offerta i soggetti interessati sono gli <strong>Enti pubblici</strong>, gli enti locali, gli enti senza fini di lucro come ad esempio le associazioni, ma anche le imprese a conduzione familiare, le <strong>aziende agricole</strong>, i liberi professionisti e le <a href="http://www.gazzettadellavoro.com/tag/famiglia/" target="_blank">famiglie</a>.</p>
<p><span id="more-19982"></span>Dal lato della domanda, invece, i destinatari dei &#8220;<a href="http://www.gazzettadellavoro.com/lavoro-occasionale-tutto-regola-voucher/6933/" target="_blank">voucher</a>&#8220;, anche a seguito dell&#8217;estensione del loro utilizzo rispetto alla fase sperimentale, sono i pensionati, le casalinghe, i <strong>lavoratori part-time</strong>, gli studenti, sia <a href="http://www.gazzettadellavoro.com/tag/universitari/" target="_blank">universitari</a>, sia quelli che, con un&#8217;età compresa tra i 16 ed i 25 anni, sono iscritti ad un <strong>ciclo di studi</strong> qualsiasi. Di recente, inoltre, possono effettuare prestazioni di <strong>lavoro occasionale accessorio</strong> anche tutti i beneficiari del trattamento di <a href="http://www.gazzettadellavoro.com/tag/cassa-integrazione/" target="_blank">cassa integrazione</a>, disoccupazione o mobilità. Ma quali vantaggi offre l&#8217;utilizzo del <strong>buono lavoro</strong>?</p>
<p>Ebbene, innanzitutto il <strong>datore di lavoro</strong> può acquistare i &#8220;<a href="http://www.gazzettadellavoro.com/voucher-cosa-significa-cosa-serve/17349/" target="_blank">voucher</a>&#8221; e fruire di prestazioni occasionali perfettamente a norma di Legge, mentre il <strong>lavoratore</strong> può integrare il proprio reddito con la piena copertura a livello sia di infortuni, sia a livello previdenziale. Il <strong>voucher</strong> è infatti costituito da un importo netto, che il <a href="http://www.gazzettadellavoro.com/tag/lavoratore/" target="_blank">lavoratore</a> può poi riscuotere presso l&#8217;ufficio postale, ed una quota pari al 25% circa che invece è rappresentata dai <strong>contributi previdenziali</strong>. Trattasi di una forma rapida e snella di <a href="http://www.finanzalive.com/tag/retribuzioni/" target="_blank">retribuzione</a> se si considera che il datore di lavoro non deve effettuare nessuna comunicazione presso i <strong>Centri per l&#8217;impiego</strong>, così come non c&#8217;è bisogno che i lavoratore debba firmare un <strong>contratto</strong>.</p>
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		<title>Lavoro e salute: lo psicologo e la sindrome da lavoro precario</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 11:00:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filadelfio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il lavoro nel nostro Paese può essere una minaccia per la salute? Ebbene, la risposta purtroppo è positiva visto che, in base ad un&#8217;indagine effettuata dall&#8217;Istituto superiore per la sicurezza sul lavoro (Ispesl), nel nostro Paese c&#8217;è il 43% dei lavoratori che ha il &#8220;mal d&#8217;ufficio&#8221; pronto a sfociare in molti casi in disturbi sia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-19767" title="sindrome-precario" src="http://www.gazzettadellavoro.com/wp-content/uploads/2010/02/sindrome-precario.jpg" alt="sindrome-precario" width="245" height="245" />Il <a href="http://www.gazzettadellavoro.com/tag/lavoro/" target="_blank">lavoro</a> nel nostro Paese può essere una minaccia per la <strong>salute</strong>? Ebbene, la risposta purtroppo è positiva visto che, in base ad un&#8217;indagine effettuata dall&#8217;Istituto superiore per la <a href="http://www.gazzettadellavoro.com/tag/sicurezza/" target="_blank">sicurezza</a> sul lavoro (<strong>Ispesl</strong>), nel nostro Paese c&#8217;è il 43% dei lavoratori che ha il &#8220;mal d&#8217;ufficio&#8221; pronto a sfociare in molti casi in <strong>disturbi </strong>sia psicologici, sia fisici. Ma quali sono le cause di questo  &#8220;mal d&#8217;ufficio&#8221;? Ebbene nel nostro Paese ci sono<strong> lavoratori</strong> colpiti da un malessere profondo che può riguardare, ad esempio, i casi di <strong>discriminazione</strong> e di prepotenza, ma anche gli eccessivi carichi di lavoro. E così lo stress sul <a href="http://www.gazzettadellavoro.com/tag/posto-di-lavoro/" target="_blank">posto di lavoro</a>, quasi senza accorgersene molto spesso, si trasforma in <strong>insonnia</strong>, disturbi gastrointestinali e addirittura depressione. Quello di garantire la <a href="http://www.gazzettadellavoro.com/tag/salute/" target="_blank">salute</a> del <strong>lavoratore</strong> in ufficio è un grosso problema che non è solo tipicamente italiano; secondo quanto dichiarato da <em>Giampaolo Landi di Chiavenna</em>, assessore alla salute del <strong>Comune di Milano</strong>, in Europa ci sono ben 40 milioni di <a href="http://www.gazzettadellavoro.com/tag/lavoratori/" target="_blank">lavoratori</a> colpiti dal mal d&#8217;ufficio, con la conseguenza che ai <strong>rischi per la salute</strong> si aggiungono anche ore di lavoro perse per malattia che vanno ad incidere sulla collettività.</p>
<p><span id="more-19762"></span>Molto spesso, tra l&#8217;altro, il mal d&#8217;ufficio fa rima con la <strong>precarietà</strong>, visto che chi ha un <a href="http://www.gazzettadellavoro.com/tag/contratto/" target="_blank">contratto</a> a termine è sovente preso dalla foga e dalle <strong>preoccupazioni</strong> di dover essere sempre all&#8217;altezza per poter scongiurare poi in futuro il licenziamento ed ottenere il <strong>rinnovo del contratto</strong>; ma chiaramente, il rinnovo di nuovo a termine può far scattare nel lavoratore nuovi fenomeni ed atteggiamenti di <strong>instabilità psicologica</strong>.</p>
<p>Di conseguenza, il <a href="http://www.comune.milano.it/portale/wps/portal/CDM?WCM_GLOBAL_CONTEXT=/wps/wcm/connect/ContentLibrary/giornale/giornale/tutte+le+notizie/salute/salute_psicologo_azienda" target="_blank">Comune di Milano</a>, conscio di queste problematiche legate al lavoro, ha deciso di aprire un tavolo con l&#8217;Ordine degli Psicologi e Manager Italia, l&#8217;Unione del Commercio ed <strong>Assolombarda</strong>. L&#8217;obiettivo, dopo l&#8217;istituzione sul territorio dello <strong>psicologo di quartiere</strong>, che ha portato a conseguire risultati interessanti, è quello di far incrementare nelle aziende la presenza degli <a href="http://www.gazzettadellavoro.com/tag/psicologo/" target="_blank">psicologi</a>. Secondo l&#8217;assessore <em>Giampaolo Landi di Chiavenna</em>, infatti, congiuntamente con la flessibilità servono anche da parte delle <a href="http://www.finanzalive.com/tag/imprese/" target="_blank">imprese</a> degli <strong>obblighi sociali e morali</strong> affinché gli occupati a termine non diventino soggetti colpiti in maniera diffusa dalla <strong>sindrome da lavoro precario</strong>.</p>
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		<title>Ricerca lavoro: intelligenza e successo non sempre vanno d&#8217;accordo</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 11:00:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filadelfio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nella vita, per avere successo in ambito lavorativo, non sempre una spiccata intelligenza permette di trovare un&#8217;occupazione in linea con le proprie capacità. La causa di tutto ciò non è legata solo al fatto che magari ci sono poche opportunità lavorative, ma è strettamente correlata alla ragione per cui chi ha un elevato quoziente intellettivo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-19712" title="lavoro-intelligenza-successo" src="http://www.gazzettadellavoro.com/wp-content/uploads/2010/02/lavoro-intelligenza-successo-300x276.jpg" alt="lavoro-intelligenza-successo" width="260" height="220" />Nella vita, per avere successo in ambito lavorativo, non sempre una spiccata <strong>intelligenza</strong> permette di trovare un&#8217;<a href="http://www.gazzettadellavoro.com/tag/occupazione/" target="_blank">occupazione</a> in linea con le proprie <strong>capacità</strong>. La causa di tutto ciò non è legata solo al fatto che magari ci sono poche opportunità lavorative, ma è strettamente correlata alla ragione per cui chi ha un elevato <strong>quoziente intellettivo</strong> non è sempre in grado di spendere le proprie capacità sul <a href="http://www.gazzettadellavoro.com/tag/mercato-del-lavoro/" target="_blank">mercato del lavoro</a> in maniera ottimale. Questo significa, ad esempio, che si può essere dei veri e propri geni nel campo della <strong>matematica</strong>, dell&#8217;arte o della <a href="http://www.gazzettadellavoro.com/tag/scienza/" target="_blank">scienza</a>, ma poi oltre ad un quoziente intellettivo elevato conta anche la capacità di sapersi, ad esempio, <strong>relazionare con gli altri</strong>, o saper gestire situazioni critiche ed inaspettate. Molto spesso, infatti, coloro che hanno un&#8217;intelligenza spiccata sono le persone più chiuse, mentre  magari chi ha un QI più basso è più aperto non solo al dialogo ed alle <strong>relazioni sociali</strong> ma, conscio dei propri limiti, riesce nelle <strong>situazioni critiche</strong> a gestire meglio la situazione ed a trovare le soluzioni migliori.</p>
<p><span id="more-19707"></span>Non a caso <em>Elisabetta Rotriquenz</em>, sulle pagine del <a href="http://donna.tiscali.it/articoli/psicologa/2010/febbraio/intelligenza-lavoro-482.html" target="_blank">canale Tiscali Donna</a>, nel descrivere la teoria delle intelligenze multiple di <strong>Howard Gardner</strong>, mette in evidenza come nella <strong>vita privata</strong> e nel lavoro il successo non sia strettamente legato all&#8217;intelligenza, ma dipende anche dai <strong>comportamenti emotivi</strong> e da come si gestiscono le situazioni. Non basta infatti <strong>l&#8217;intelligenza razionale</strong> che porta ad esempio, ad avere spiccate <a href="http://www.gazzettadellavoro.com/tag/capacita/" target="_blank">capacità</a> nel campo del ragionamento deduttivo che rende le persone dei veri e propri <strong>scienziati</strong>; si diventa infatti dei grandi scienziati quando all&#8217;intelligenza razionale spiccata si affianca nel soggetto anche una spiccata <strong>intelligenza di tipo emotivo</strong>.</p>
<p>Da qui si spiega come ci siano alcuni <a href="http://www.finanzalive.com/tag/giovani/" target="_blank">giovani</a> di belle speranze, <strong>promettenti e brillanti</strong>, che a fronte di un talento innato si perdono letteralmente per strada a causa di <strong>un&#8217;intelligenza emotiva</strong> che non è altrettanto spiccata e che rischia spesso di compromettere definitivamente un <strong>futuro professionale</strong> tipico di chi a prima vista nel proprio campo sembrava essere un <strong>predestinato</strong>.</p>
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		<title>Famiglia e lavoro: ecco cosa chiedono le donne</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Feb 2010 11:00:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filadelfio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per le donne nel nostro Paese è ed è sempre stato difficile poter conciliare la famiglia ed il lavoro, con la conseguenza che molto spesso dopo la nascita di un figlio, a causa di un&#8217;occupazione poco flessibile, ma anche per effetto di una carenza di strumenti a sostegno della conciliazione tra la cura dei familiari [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-18700" title="famiglia-lavoro-donne" src="http://www.gazzettadellavoro.com/wp-content/uploads/2010/02/famiglia-lavoro-donne-293x300.jpg" alt="famiglia-lavoro-donne" width="245" height="245" />Per le <a href="http://www.gazzettadellavoro.com/tag/donna/" target="_blank">donne</a> nel nostro Paese è ed è sempre stato difficile poter conciliare la <strong>famiglia</strong> ed il lavoro, con la conseguenza che molto spesso dopo la <strong>nascita di un figlio</strong>, a causa di un&#8217;<a href="http://www.gazzettadellavoro.com/tag/occupazione/" target="_blank">occupazione</a> poco flessibile, ma anche per effetto di una carenza di strumenti a sostegno della conciliazione tra la cura dei familiari ed il <strong>mantenimento del lavoro</strong>, si è costretti a diventare forzatamente delle casalinghe. Ma cosa chiedono le <strong>donne</strong> per poter continuare a lavorare anche quando in famiglie sono presenti <strong>bambini piccoli</strong>, sotto i tre anni di età? Ebbene, in accordo con quanto emerso da un sondaggio presentato dalla rivista &#8220;<strong>Insieme</strong>&#8221; del Gruppo RCS, e realizzato dal Portale &#8220;QuiMamme.it&#8221;, quasi la metà delle donne nella condizione sopra citata richiedono un&#8217;<strong>occupazione part-time</strong>. La percentuale, nello specifico, è al 47%, mentre il 23% delle <a href="http://www.tuttomamma.com/" target="_blank">neomamme</a>, in base ad un campione di quasi 1.000 donne interpellate che lavorano ed hanno figli sotto i tre anni, chiede il <strong>congedo pagato</strong>.</p>
<p><span id="more-18696"></span>Ma al datore di <a href="http://www.gazzettadellavoro.com/tag/lavoro/" target="_blank">lavoro</a>, con una percentuale del 19%, chiederebbero anche di poter <strong>conciliare il lavoro con la famiglia</strong> sfruttando i vantaggi del <a href="http://www.gazzettadellavoro.com/tag/telelavoro/" target="_blank">telelavoro</a>, mentre l&#8217;11% gradirebbe poter alternare il congedo con il proprio partner. Questo è quello che le donne chiedono sul <strong>posto di lavoro</strong>, mentre allo Stato, in accordo con quanto riporta il <a href="http://www.regione.lombardia.it/cs/Satellite?c=News&amp;childpagename=Regione%2FDetail&amp;cid=1213340640517&amp;p=1194454760265&amp;packedargs=locale%3D1194453881584%26menu-to-render%3D1213273365640&amp;pagename=RGNWrapper" target="_blank">sito della Regione Lombardia</a>, chiedono facilitazioni sui servizi per i bambini, potendoli pagare di meno, ma anche dei voucher da spendere per gli asili nido visto che l&#8217;offerta pubblica in molte aree del nostro Paese scarseggia anche a seguito degli scarsi trasferimenti dello Stato ai Comuni, ed a causa dell&#8217;abolizione dell&#8217;ICI sulla <strong>prima casa</strong>.</p>
<p>Le donne, con una percentuale del 33%, chiedono altresì il &#8220;bonus <a href="http://www.bassitassi.com/tag/bebe/" target="_blank">bebè</a>&#8221; come <strong>strumento di sostegno economico</strong> per poter stare a casa ed avere cura dei <strong>bambini piccoli</strong>, mentre solo un 4% delle donne interpellate vorrebbe che lo Stato erogasse un <a href="http://www.gazzettadellavoro.com/tag/voucher/" target="_blank">voucher</a> per <strong>baby-sitter</strong>. E se il 18% delle donne con bambini piccoli per il proprio figlio sarebbe disposto a lasciare il lavoro, c&#8217;è un 35% che non si arrende, e che sarebbe disposto, nel 22% dei casi, a mantenere il lavoro pur rinunciando ai <strong>normali avanzamenti</strong> di <a href="http://www.gazzettadellavoro.com/tag/carriera/" target="_blank">carriera</a>, mentre il 13% sarebbe pronto e disposto a cambiare lavoro pur di mantenere un&#8217;occupazione e poter avere cura al meglio dei propri <strong>figli</strong>.</p>
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		<title>Lavoro e salute: droga, alcolismo ed i segreti del dipendente</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 11:00:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filadelfio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le informazioni relative al proprio stato di salute sono riservate, tutelate dalla Legge sulla privacy, e quindi non possono di certo essere diffuse da terzi senza rischiare grosso. Pur tuttavia, è chiaro che un dipendente sul posto di lavoro deve essere non solo in forma per poter rendere al meglio, ma non deve avere neanche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-18485" title="droga_alcol" src="http://www.gazzettadellavoro.com/wp-content/uploads/2010/02/droga_alcol.jpg" alt="droga_alcol" width="230" height="230" />Le informazioni relative al proprio <strong>stato di salute</strong> sono riservate, tutelate dalla Legge sulla privacy, e quindi non possono di certo essere diffuse da terzi senza rischiare grosso. Pur tuttavia, è chiaro che un <a href="http://www.gazzettadellavoro.com/tag/dipendente/" target="_blank">dipendente</a> sul posto di lavoro deve essere non solo in forma per poter rendere al meglio, ma non deve avere neanche uno <strong>stile di vita</strong> fuori dall&#8217;ufficio tale da mettere a rischio sia la propria <a href="http://www.gazzettadellavoro.com/tag/salute/" target="_blank">salute</a>, sia i destini dell&#8217;azienda con il proprio operato. L&#8217;assunzione di <strong>alcol</strong> e <strong>droga</strong>, ad esempio, può portare ad avere alla lunga seri problemi sotto tanti punti di vsita, anche da quello della salute mentale. Ebbene c&#8217;è da scommettere che siano tantissimi in Italia, e non solo, i <a href="http://www.gazzettadellavoro.com/tag/lavoratori/" target="_blank">lavoratori</a> che assumono alcol e/o droghe ma che non si sognerebbero mai di rivelare il tutto, chiaramente per <strong>paura</strong>, al proprio datore di lavoro. A prevalere nel nostro Paese, infatti, sono spesso i pregiudizi e <strong>l&#8217;onesta intellettuale</strong> non viene mai premiata, anzi quasi sempre comporta penalizzazioni, esclusioni e<strong> discriminazioni</strong>.</p>
<p><span id="more-18477"></span>Ebbene, un sondaggio condotto dall’<em><strong>American Psychiatric Association</strong></em> rivela, non a caso, come i dipendenti sul posto di lavoro siano per lo più poco inclini a chiedere aiuto per le <strong>malattie mentali</strong>, ritenendo che ciò contribuirebbe a far perdere <strong>autorevolezza</strong> in ufficio. E questo nonostante magari il capo sia ben disposto a tutelare la salute dei propri <strong>lavoratori/collaboratori</strong>; il <a href="http://www.gazzettadellavoro.com/tag/sondaggio/" target="_blank">sondaggio</a>, su un campione di poco più di 1.100 lavoratori, rivela infatti come ben quattro datori di <a href="http://www.gazzettadellavoro.com/tag/lavoro-e-malattia/" target="_blank">lavoro</a> su dieci siano ben disposti a tutelare la salute mentale dei propri <strong>dipendenti</strong>.</p>
<p>Gli ostacoli ed i pregiudizi da superare, pur tuttavia, sono tanti nonostante l&#8217;onesta e la <strong>trasparenza</strong> a conti fatti farebbe bene al lavoratore ed all&#8217;azienda; Alan Axelson, a capo del <strong>Partnership for Workplace</strong> <strong>Mental Health Advisory Council</strong>, in accordo con quanto riporta il canale salute del <a href="http://it.health.yahoo.net/c_news.asp?id=27322&amp;s=3" target="_blank">portale Yahoo!</a>, ha infatti sottolineato come i dati della ricerca rivelino che i <strong>dipendenti </strong>che ricevono assistenza in caso di malattie mentali diventino più produttivi e chiaramente più in <strong>salute</strong>, ragion per cui il luogo di <a href="http://www.gazzettadellavoro.com/tag/lavoro/" target="_blank">lavoro</a> dovrebbe essere anche un ambiente dove occorre supportare ed incoraggiare i lavoratori a far presente il loro stato di salute e le loro <strong>dipendenze</strong>.</p>
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		<title>Lavoro e salute: lo stress dipende anche dalla personalità</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 11:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filadelfio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il vostro capo vi stressa? Svegliarsi tutte le mattine per andare al lavoro è diventato per voi una sorta di incubo? Ebbene, prima di trarre delle conclusioni analizzando, valutando e giudicando il comportamento degli altri, dal vostro capo ai vostri colleghi sul posto di lavoro, forse è meglio fare una sorta di &#8220;autocritica&#8221; al fine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-18391" title="stress-da-lavoro" src="http://www.gazzettadellavoro.com/wp-content/uploads/2010/02/stress-da-lavoro-300x225.jpg" alt="stress-da-lavoro" width="255" height="190" />Il vostro capo vi stressa? Svegliarsi tutte le mattine per andare al lavoro è diventato per voi una sorta di<strong> incubo</strong>? Ebbene, prima di trarre delle conclusioni analizzando, valutando e giudicando il <strong>comportamento degli altri</strong>, dal vostro capo ai vostri colleghi sul posto di lavoro, forse è meglio fare una sorta di &#8220;<strong>autocritica</strong>&#8221; al fine di comprendere se lo stress è frutto anche dei vostri comportamenti e del vostro modo di <strong>vivere la vita</strong> anche e soprattutto fuori dall&#8217;ufficio. In <strong>Finlandia</strong>, non a caso, alcuni ricercatori dell&#8217;Ateneo di Helsinki hanno condotto uno studio, apparso tra l&#8217;altro sulla rivista specializzata &#8220;<em><strong>Journal of Occupational and Environmental Medicine</strong></em>&#8220;, da cui è emerso come lo stress sia strettamente correlato alla personalità del lavoratore, ma anche al suo <strong>stile di vita</strong> condotto fuori dalle mura aziendali.</p>
<p><span id="more-18385"></span>Ecco allora che è facile rilevare nelle aziende <strong>lavoratori</strong> privi di stress che lavorano in maniera tranquilla e proficua, anche se il capo è un <strong>despota</strong>, mentre altri fanno fatica ad essere produttivi ed efficienti sul <a href="http://www.gazzettadellavoro.com/tag/posto-di-lavoro/" target="_blank">posto di lavoro</a> anche se magari sono più bravi e possono far leva su un più elevato grado di <strong>competenze</strong>.</p>
<p><em>Stefano Massarelli</em>, sul canale <a href="http://it.health.yahoo.net/c_news.asp?id=27312&amp;s=3" target="_blank">Yahoo! Salute</a>, infatti, rivela come dalla ricerca dell&#8217;<a href="http://www.gazzettadellavoro.com/tag/universita/" target="_blank">Università</a> finlandese sia emerso come i <a href="http://www.gazzettadellavoro.com/tag/lavoratori/" target="_blank">lavoratori</a> maggiormente soggetti allo <strong>stress</strong> siano quelli che vivono l&#8217;attività lavorativa come una vera e propria gara, una <strong>competizione</strong>, il che li rende molto spesso aggressivi ed insofferenti quando c&#8217;è magari da mettere in pratica qualche richiesta assurda da parte del <strong>datore di lavoro</strong>.</p>
<p>Questi lavoratori, che molto spesso, tra l&#8217;altro, sono soggetti allo <a href="http://www.gazzettadellavoro.com/tag/stress/" target="_blank">stress</a> anche a causa della poca <strong>attività fisica</strong> e di un&#8217;alimentazione non regolare e poco sana, sono stati definiti con <strong>personalità di tipo A</strong>, e sono quelli per cui andare al lavoro tutte le mattine può trasformarsi in un incubo. Meno soggetti allo stress, invece, sono i<strong> lavoratori</strong> appartenenti alla classe di <strong>personalità di tipo B</strong>, ovverosia quelli che non vedono il <a href="http://www.gazzettadellavoro.com/tag/lavoro/" target="_blank">lavoro</a> come una<strong> competizione</strong>, e che sono decisamente più pacati sia nell&#8217;esercizio della loro attività, sia nel rapportarsi con i <strong>colleghi di lavoro</strong> e, soprattutto, con <a href="http://www.gazzettadellavoro.com/malattie-lavoro-rischi-capo-autoritario/13724/" target="_blank">l&#8217;odiato capo</a>. <strong>E voi, a quale categoria ritenete di appartenere</strong>?</p>
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		<title>Sicurezza sul lavoro: concorso video a premi Umbria donne e lavoro</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 11:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filadelfio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scade venerdì prossimo, 5 febbraio 2010, il termine per la partecipazione a “Umbria donne e lavoro”, un concorso che, giunto alla sua quinta edizione, è incentrato sul tema della prevenzione e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Sfruttando i nuovi mezzi di comunicazione, infatti, il concorso punta a mettere in risalto l&#8217;importanza dell&#8217;argomento attraverso i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-18227" title="donne-e-lavoro" src="http://www.gazzettadellavoro.com/wp-content/uploads/2010/02/donne-e-lavoro-300x192.jpg" alt="donne-e-lavoro" width="250" height="180" />Scade venerdì prossimo, 5 febbraio 2010, il termine per la partecipazione a “<strong>Umbria donne e lavoro</strong>”, un concorso che, giunto alla sua quinta edizione, è incentrato sul tema della <strong>prevenzione</strong> e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Sfruttando i nuovi mezzi di comunicazione, infatti, il <strong>concorso</strong> punta a mettere in risalto l&#8217;importanza dell&#8217;argomento attraverso i video. “<strong>Umbria donne e lavoro</strong>” si rivolge proprio al sesso femminile, invitando le donne a rappresentare la sensibilità sociale sul tema della sicurezza sui luoghi di <a href="http://www.gazzettadellavoro.com/tag/lavoro/" target="_blank">lavoro</a> attraverso un <strong>video</strong>. Il video può essere realizzato con qualsiasi mezzo, anche con il videofonino, dopodiché basta leggere e scaricare il <strong>bando</strong>, registrarsi al sito <a href="http://www.donneelavoro.it/" target="_blank">Donneelavoro.it</a> e caricare i propri contributi. La partecipazione al <strong>concorso</strong> è gratuita, e prevede l&#8217;assegnazione di tre <strong>premi</strong>: il primo premio da 1.500 euro, il secondo da 1.000 euro ed il terzo da 500 euro.</p>
<p><span id="more-18216"></span>Per poter partecipare al <a href="http://www.gazzettadellavoro.com/category/concorsi/" target="_blank">concorso</a> occorre essere <strong>donna</strong>, italiana o straniera, avente un&#8217;età che, in corrispondenza della data di scadenza per la presentazione della <strong>domanda di partecipazione</strong>, ovverosia il 5 febbraio prossimo, non deve essere inferiore ai 14 anni. Nel caso in cui a vincere uno dei <strong>premi</strong> sarà una donna di età inferiore ai 18 anni, il premio potrà essere ritirato dalla vincitrice solo in presenza di un genitore o di chi è il <strong>legittimo titolare dell&#8217;affidamento</strong>. Per quanto riguarda le caratteristiche ed i criteri dei video che si possono presentare, questi devono avere una durata minima di un minuto, e massima di cinque minuti comprendendo anche i <strong>titoli di testa</strong> e quelli di coda.</p>
<p>Come accennato, per la realizzazione dei <strong>video</strong> è ammessa qualsiasi tecnica e qualsiasi strumento, incluso il videofonino, mentre per quanto riguarda la<strong> lingua del video</strong> stesso questa può essere anche straniera a patto che ci siano o i sottotitoli in italiano, oppure la <strong>traduzione in lingua italiana</strong> dei dialoghi. Con questo concorso, tra l&#8217;altro, le donne possono dare anche spazio alla propria creatività sul tema della <a href="http://www.gazzettadellavoro.com/tag/sicurezza-sul-lavoro/" target="_blank">sicurezza nei luoghi di lavoro</a> visto che si può partecipare anche con l&#8217;invio di più <strong>opere video</strong>, comprese altresì quelle che non risultano essere inedite; in ogni caso, il <a href="http://www.gazzettadellavoro.com/tag/bando/" target="_blank">Bando</a> prevede che per ogni video caricato la partecipante accompagni il contributo con una spiegazione.</p>
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		<title>Servizio civile: come, dove e quando presentare domanda</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 11:00:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filadelfio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Consigli e Suggerimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Servizio civile]]></category>
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		<description><![CDATA[Il servizio civile nazionale, a partire dall&#8217;anno 2005, rappresenta una importante opportunità per i giovani che vogliono arricchire il proprio bagaglio di esperienze nell&#8217;ambito di attività a scopo solidaristico che hanno una forte componente sia educativa, sia formativa. La partecipazione è su base volontaria, ragion per cui è necessario presentare entro i termini la domanda [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-17885" title="servizio_civile_nazionale" src="http://www.gazzettadellavoro.com/wp-content/uploads/2010/01/servizio_civile_nazionale.jpg" alt="servizio_civile_nazionale" width="230" height="230" />Il <strong>servizio civile nazionale</strong>, a partire dall&#8217;anno 2005, rappresenta una importante opportunità per i <a href="http://www.finanzalive.com/tag/giovani/" target="_blank">giovani</a> che vogliono arricchire il proprio <strong>bagaglio di esperienze</strong> nell&#8217;ambito di attività a scopo solidaristico che hanno una forte componente sia educativa, sia formativa. La partecipazione è su <strong>base volontaria</strong>, ragion per cui è necessario presentare entro i termini la <strong>domanda di partecipazione</strong> ai <a href="http://www.gazzettadellavoro.com/servizio-civile-2009-bando-concorso/5366/" target="_blank">bandi </a>che periodicamente vengono messi a punto. Tra i requisiti per accedere al <strong>servizio civile</strong>, che dura un anno, c&#8217;è quello relativo all&#8217;età, che deve essere compresa tra i 18 ed i 28 anni, e che può essere svolto presso un Ente come, ad esempio, una <strong>ONG</strong>, ovverosia una Organizzazione Non Governativa, un&#8217;associazione <strong>senza scopo di lucro</strong> ma anche una pubblica amministrazione. Gli ambiti di prestazione del <a href="http://www.gazzettadellavoro.com/tag/servizio-civile/" target="_blank">servizio civile</a> possono così essere quelli relativi alla protezione civile, alla tutela dell&#8217;ambiente e del patrimonio culturale ed artistico, oppure<strong> l&#8217;assistenza</strong> nonché la possibilità di svolgere il <strong>servizio civile all&#8217;estero</strong>.</p>
<p><span id="more-17880"></span>Il servizio civile, tra l&#8217;altro, molto spesso da <strong>esperienza formativa ed educativa</strong>, a conclusione dei dodici mesi, si può trasformare anche in una <strong>opportunità di tipo collaborativa/lavorativa</strong>; questo perché di norma al termine dei dodici mesi tra il giovane che ha prestato il servizio civile e l&#8217;Ente si viene a formare una sorta di &#8220;<strong>rapporto privilegiato</strong>&#8220;.</p>
<p>Ma in ogni caso <strong>l&#8217;esperienza maturata</strong> nel corso dei dodici mesi di servizio civile è non solo formativa ed educativa, aiutando a crescere ed a maturare uno <strong>spirito solidaristico</strong>, ma fornisce anche un minimo di sostegno a livello economico. Ai <a href="http://www.gazzettadellavoro.com/tag/volontario/" target="_blank">volontari</a> del <strong>servizio civile</strong>, infatti, spetta giornalmente un compenso pari a 14,46 euro netti, che corrispondono a 433,80 euro netti al mese. Per poter ricercare un <strong>Ente</strong>, magari il più vicino a casa, <a href="http://www.serviziocivile.it/Enti/BancaDati/Default.aspx" target="_blank">basta cliccare qui</a>, dove è possibile accedere alla &#8220;<strong>Banca Dati Enti</strong>&#8221; dell&#8217;Ufficio Nazionale per il Servizio Civile, mentre <a href="http://www.serviziocivile.it/FAQ/Default.aspx?section=65&amp;Argomento=76&amp;ArgomentoText=03+-+DOMANDE+DI+PARTECIPAZIONE" target="_blank">cliccando qui</a> potrete accedere alle risposte alle domande più frequenti sul Servizio Civile Nazionale.</p>
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