Curriculum vitae perfetto: come i selezionatori scelgono i migliori

di RobertoR 2

Stando alle ultime conferme disciplinari in materia, per valutare un curriculum vitae il selezionatore impiega pochi minuti. Un arco temporale che oscilla mediamente tra i 5 e i 10 minuti, che fino ad oggi erano stati considerati quali necessari per poter garantire al datore di lavoro o al responsabile delle risorse umane una opportuna ponderazione delle capacità del candidato, documentate in tale curricuvlum vitae. Eppure, le ultime ricerche sembrano invertire tale tendenza.

Stando a diverse analisi contemporanee (tra cui, l’ultima, “Keeping an eye on recruiter behavior”, dalla quale traiamo i seguenti spunti), che hanno utilizzato la tecnica dell’eye tracking per l’ambito delle ricerca del personale, i risultati sarebbero davvero straordinari e sorprendenti.

Secondo l’analisi, che ha “catturato” dove va a cadere l’occhio del selezionatore durante la fase di valutazione, si impiegherebbero solo 6 secondi per analizzare un curriculum. Inoltre, la ricerca ha scoperto che i selezionatori nella lettura seguono un percorso visuale ben preciso, e tanto più linearmente e professionalmente il cv è scritto, e tanto più facilmente, e rapidamente, ritrovano le informazioni che cercano.

A parlarne è stato, negli scorsi giorni, un approfondimento condotto da La Repubblica, secondo cui “che impieghino (i selezionatori) così poco tempo, in certi casi, è meglio anche per il candidato. Visto che quanto più lo sguardo è costretto a vagare in quello spazio di due paginette, dicono gli autori dell’indagine, tanto più i selezionatori si sentono costretti a fare fatica a prendere una decisione. I decisori, insomma, preferiscono ritrovare un percorso che li agevoli a decidere in un brevissimo lasso di tempo”.

Non solo: “le foto quindi, come ogni altra variazione grafica, finiscono per risultare come una distrazione, una perdita di tempo. Almeno rispetto a quelle informazioni che i selezionatori ritengono necessarie. L’ottanta per cento del breve tempo, trascorso a “valutare” il cv, viene impiegato sempre su sei precise informazioni che stanno davvero a cuore ai selezionatori: il nome del candidato, l’attuale posizione, l’azienda in cui si lavora, la precedente azienda in cui si è lavorato, la durata dell’impiego e il titolo di studio. Va bene o non va bene, dipende da queste informazioni” – conclude l’approfondimento di Mio Job.

E i social network? I profili su tali piattaforme non sono così efficaci e leggibili, così come i cv ben scritti. Meglio LinkedIn e i suoi profili più ordinati, rispetto ad altre piattaforme.

Commenti (2)

  1. lo sapevo già che chi seleziona il personale lo fa con troppa superficialità

  2. Io sono un recruiter e non sono affatto d’accordo con queste ricerche. 6 secondi non sono nulla e dall’esame attento di un CV (2 o 3 minuti) si possono trarre tutta una serie di informazioni sulla personalità di chi l’ha scritto che sono utilissime per un placement efficace. Poi ovviamente dipende molto da cosa si ricerca.
    Un CV curato, ben scritto, in formato simil europeo oppure personalizzato ma chiaro e professionale cattura l’attenzione e permette al selezionatore di intuire che vale la pena cercare di “scavare più a fondo” nella candidatura.

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