L’insegnante di sostegno: chi è e cosa fa

di Martina 2

studente1L’ insegnante di sostegno si occupa di assistere, all’interno delle scuole (di qualsiasi ordine e grado), studenti con difficoltà di apprendimento oppure  diversamente abili (quindi con handicap psicofisici oppure sensoriali).

Dovrà cercare di coinvolgere lo studente nelle varie attività scolastiche cercando quindi di favorire la sua integrazione all’interno della classe.

Dovrà essere in grado di stabilire le potenzialità dell’alunno e dovrà capire quali sono le potenzialità e le attitudini per cercare di svilupparle.

Cosa viene richiesto ad un insegnante di sostegno?

– Deve possedere buone conoscenze di psicologia

– Deve conoscere il computer

– Deve sapere essere in grado di utilizzare anche gli eventuali ausili dell’apprendimento dedicati ai diversamente abili

– Deve avere tatto e molta pazienza

Per diventare insegnante di sostegno nella scuola dell’infanzia e primaria occorre seguire un corso di specializzazione all’interno del corso di laurea in Scienze della formazione primaria. Per le scuole secondarie invece dopo la laurea di tipo specialistico occorre frequentare una delle Scuole di Specializzazione per l’Insegnamento (SSIS), utili a conseguire non solo l’abilitazione per fare l’insegnante ma permettono anche di ottenere il titolo specifico di insegnante di sostegno.

Per quanto riguarda la tendenza occupazionale bisogna dire che ci sono molti insegnanti precari e la strada per potere ottenere un contratto di lavoro a tempo indeterminato non è semplice.

Info tratte dalla guida  “Alla scoperta delle professioni” redatta da ISFOL

Commenti

  1. l’insegnante di sostegno non si occupa di assistere studenti con difficoltà di apprendimento oppure diversamente abili. L’insegnante di sostegno si occupa di integrare studenti con difficoltà di apprendimento oppure diversamente abili, tramite strategie e metodologie di insegnamento che aiutino TUTTI, quali l’apprendimento cooperativo, il lavoro di gruppo e/o a coppie, il tutoring, l’apprendimento per scoperta, la suddivisione del tempo in tempi, l’utilizzo di mediatori didattici (uscite, oggetti, laboratori, disegni, immagini, carte, grafici, giochi, simulazioni, rappresentazioni, ascolto, lettura, sintesi, mappe concettuali), di attrezzature e ausili informatici, di software e sussidi specifici.