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  • 11
  • giu
  • 2010

Pensioni più lontane con la manovra correttiva

Di Francesco Pentella, in Sindacati e Tutela.

pensione-manovra-correttiva-requisito

La recente manovra correttiva sui conti pubblici ha definito una nuova stretta pensionistica che allontana la possibilità di collocarsi a riposo.

È opportuno chiarire che saranno direttamente colpiti i lavoratori che matureranno i requisiti pensionistici di anzianità e vecchiaia a partire dal mese di gennaio 2011.

In questo modo si rendono sono ancora le finestre del 1° luglio, del 1° ottobre e quella successiva di gennaio 2011 a patto che i requisiti siano soddisfatti entro il 2010.

Vogliamo mettere in evidenza le tre finestre ancora utilizzabili secondo il vecchio sistema.

La finestra di luglio potrà essere utilizzata da coloro, lavoratori dipendenti, che hanno raggiunto quota 95 (ossia età minima 59 anni) entro il 30 dicembre 2009 o, in alternativa, che possono vantare 40 anni di contributi al 30 marzo 2010 a condizione che, entro il 30 giugno 2010, hanno raggiunto i 57 anni.

Possono anche usufruire la finestra di luglio anche i lavoratori dipendenti che hanno raggiunto 65 anni di età (60 anni se donne e 61 se iscritte all’Inpdap) compiuti entro il 30 marzo del 2010.

Al contrario i lavoratori autonomi possono usufruire della pensione a patto di avere 35 anni di contributi e 59 anni di età entro il 30 giugno 2009 o, in alternativa, con 40 anni di contributi al 31 dicembre 2009.

La finestra di luglio è anche utilizzabile dagli autonomi a patto che abbiano 65 anni di età (60 se donne) entro il 31 dicembre 2009.

La finestra di ottobre potrà essere utilizzata dai lavoratori dipendenti che possono vantare 40 anni di contributi al 30 giugno 2010 a condizione che, entro il 30 settembre 2010, hanno raggiunto i 57 anni. Possono anche usufruire della finestra anche i lavoratori dipendenti che hanno raggiunto 65 anni di età (60 anni se donne e 61 se iscritte all’Inpdap) compiuti entro il 30 giugno del 2010.

Al contrario i lavoratori autonomi possono usufruire della pensione a patto di avere 40 anni di contributi, a prescindere dall’età, entro il 31 marzo 2010 o, in alternativa, con 65 anni di età (60 se donne) entro il 31 marzo 2010.

Dal primo gennaio del 2011 può andare in pensione il lavoratore dipendente che può vantare 40 anni di contributi al 30 settembre 2010 a prescindere dall’età. Può anche usufruire della finestra di gennaio anche il lavoratore dipendente che ha raggiunto quota 95 (età minima 59 anni) entro il 30 giugno del 2010.

Non solo, il lavoratore con 65 anni di età (60 anni se donne e 61 se iscritte all’Inpdap) compiuti entro il 30 settembre del 2010.

Al contrario i lavoratori autonomi possono usufruire della pensione a patto di avere 40 anni di contributi a prescindere dall’età entro il 30 giugno 2010 o, in alternativa, se riescono a raggiungere quota 96 con età minima di 60 anni entro il 31 dicembre del 2010.

Con la pensione di vecchiaia il lavoratore autonomo può, con 65 anni di età e 60 se donne entro il 30 giugno 2010, chiedere di essere collocato a riposo.

A partire dal gennaio del 2011 entrerà a regime il nuovo sistema che appprofondiremo in seguito.

Cosa ne pensate? Ne parliamo all’interno della pagina Facebook di Gazzetta Del Lavoro.

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Commenti:

E' stato scritto un commento su "Pensioni più lontane con la manovra correttiva"

  1. lastaria francesco

    Ad ottobre 2010 compirò 62 anni e a dicembre 2011 a 63 anni maturerò 40 anni di contributi con la totalizzazione – solo allora possibile per una norma iniqua ed anticostituzionale – di 34 anni di lavoro dipendente inps e 6 anni di gestione separata,ovvero lavoro assimilato a lavoro dipendente. Il punteggio a tale data acquisito sarà 103 – 40 anni di contributi e 63 anni di età; quando potrò accedere alla pensione? Aiutatemi a capire…….



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