Lavorare all’estero come pizzaiolo

di Piero 81 Commenta

La pizza è uno dei piatti italiani più amati e conosciuti all’estero e una sorta di simbolo della tradizione gastronomica del nostro paese e della nostra rinomata cucina. Lavorare come pizzaiolo all’estero è quindi un’idea più che legittima, dal momento che si tratta di una delle figure più richieste nel ramo della ristorazione internazionale. 

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Per diventare dei bravi pizzaioli e esportare la propria perizia all’estero, trasferendosi in un altro paese, non è necessario seguire dei corsi particolari, di tipo accademico, ma è sufficiente essere bravi nel proprio mestiere, che richiede una grande dose di praticità e, come immaginerete, conoscere almeno una lingua straniera – ma a seconda di quello che farete questa conoscenza si può ottenere anche sul posto.

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Per riuscire bene in questo mestiere, tuttavia, è necessario anche avere una grande passione per la propria professione e avere tanta voglia di fare e di entusiasmo. Chi vuole avvicinarsi a questa professione, però, o vuole perfezionare la sua tecnica può seguire anche degli appositi corsi, soprattutto se il proprio obiettivo è poi quello di mettersi in proprio, cioè avviare una propria attività.

I corsi per pizzaiolo di norma presentano una parte teorica e una parte pratica, sono cioè suddivisi in due. Nella parte teorica si impara a conoscere bene le materie prime, gli impasti, gli ingredienti e i tempi di cottura, mentre nella parte pratica si passa ad esaminare sul campo  i tempi di cottura, l’uso delle impastatrici, la tecnica dell’impasto, la stesura e la farcitura.

Oltre al bagaglio offerto da un corso, nel mestiere del pizzaiolo è richiesta senza dubbio una buona dose di esperienza che si può acquisire solo in prima persona praticando il mestiere al fianco di persone esperte.

Uno degli sbocchi preferenziali per chi vuole praticare il mestiere del pizzaiolo all’estero è quello di avviare una attività in proprio, dopo aver maturato in Italia o sempre all’estero la necessaria esperienza per riuscire nella propria impresa. Le pizzerie, tuttavia, anche all’estero, sono attività in espansione che richiedono una buona dose di intraprendenza. Ecco cosa potete fare per aprirne una.

Aprire una pizzeria all’estero

Una delle prime cosa da fare per aprire una pizzeria all’estero è quella di ottenere la licenza per la vendita dei prodotti enogastronomici, il cui percorso di richiesta varierà da paese a paese a seconda di dove vi trovate.

L’avvio di una pizzeria comporta poi anche la stesura di un business plan, perché si tratta comunque di una attività commerciale che non può essere lasciata al caso. Si può in questi casi affidarsi al proprio commercialista di fiducia per avere un calcolo delle spese di avvio e di gestione dell’attività, che includono le spese di affitto, le tasse e gli altri oneri legali.

Anche all’estero è possibile trovare scuole e corsi di formazione per pizzaioli, il più delle volte tenuti da persone che hanno già compiuto il grande passo di trasferirsi all’estero per esercitare questa professione.

Ecco quindi alcuni siti internet attraverso cui reperire informazioni utili sul mestiere del pizzaiolo:

  • www.pizza.it
  • www.federazioneitalianapizzaioli.com/scuolapizzaioli.html – la famosa FIP
  • www.scuolapizzaioli.com
  • www.pizzaitalianacademy.com/it/homeita.html.

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