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Dati sugli infortuni sul lavoro nel Lazio da monitorare

Tutto quello che dobbiamo sapare sul tema degli infortuni sul lavoro nel Lazio

Tiene banco il tema degli infortuni sul lavoro nel Lazio. Il 2026 si sta rivelando un anno particolarmente critico per la sicurezza nei luoghi di lavoro nel Lazio, segnato da un trend negativo in costante peggioramento. I dati Inail aggiornati al 31 luglio e rielaborati dalla Cgil di Roma e Lazio delineano un quadro preoccupante, che trova nel mese di luglio il suo momento più drammatico.

infortuni sul lavoro nel Lazio

Occhio agli infortuni sul lavoro nel Lazio

Nel corso di quei trenta giorni si sono infatti registrati oltre 3.600 infortuni, con un incremento del 6,7% rispetto allo stesso periodo del 2025. Un dato ancora più allarmante se confrontato con il contesto nazionale, rispetto al quale la regione Lazio evidenzia un aumento superiore di oltre due punti percentuali. Tra i fattori primari di questa impennata, la Cgil individua l’impatto devastante del caldo estremo e dello stress termico.

Nel mese di luglio si sono contate ben 30 giornate ad alto rischio climatico, coprendo praticamente l’intero periodo, a fronte delle 15 registrate a giugno. Il segretario generale della Cgil di Roma e Lazio, Natale Di Cola, ha evidenziato come le temperature torride abbiano stremato lavoratrici e lavoratori. Sebbene l’ordinanza anticaldo si sia rivelata un provvedimento utile, la realtà quotidiana richiede interventi di natura strutturale e non più solo emergenziale.

Tra le misure urgenti sollecitate dal sindacato figurano la riorganizzazione dei ritmi di lavoro, la revisione degli orari delle città e la destinazione di risorse economiche a sostegno del reddito di chi è costretto a sospendere la propria attività a causa delle condizioni climatiche avverse. Analizzando il periodo compreso tra gennaio e luglio 2026, le denunce complessive di infortunio nella regione superano quota 27.000, segnando circa duemila casi in più rispetto all’anno precedente (+8% a fronte del +5,3% della media nazionale).

A crescere sono soprattutto gli infortuni avvenuti durante lo svolgimento dell’attività lavorativa (+9%), ma il bilancio più doloroso riguarda i decessi, saliti da 47 a 50. La crescita dei casi riguarda l’intero territorio regionale: Roma registra il volume più elevato con quasi 22.000 denunce (+8%) e 32 vittime, mentre in termini percentuali l’aumento più spiccato si osserva a Viterbo (+14%), seguita da Rieti (+7,7%), Latina (+5,5%) e Frosinone (+0,9%). A livello settoriale, il comparto più colpito risulta quello di trasporti e magazzinaggio con quasi 2.000 denunce (+8%).

Seguono la sanità e l’assistenza sociale con circa 1.800 casi (+5,3%) e il commercio con 1.435 (+5%). Impennate significative si registrano anche nel settore dello spettacolo e dello sport (+41,4%) e nelle attività professionali e scientifiche (+18%). Un ultimo dato di forte rilievo riguarda i lavoratori tra i 15 e i 34 anni, che con 8.124 denunce (+10%) rappresentano ormai quasi il 30% del totale regionale. Su questa fascia d’età incidono in modo pesante anche i rischi legati ai percorsi di alternanza scuola-lavoro (PCTO) e la carente manutenzione degli edifici scolastici.