Quali sono i lavori più in crisi con l’avvento dell’intelligenza artificiale? Occorre una panoramica, per capire in quale direzione stiamo andando oggi. Il panorama delle relazioni industriali assiste a una trasformazione epocale con l’apertura della procedura di licenziamento per quarantadue dipendenti di Just Eat Takeaway. Il caso solleva un dibattito profondo tra sociologi del lavoro, esperti di tecnologia e rappresentanti sindacali, delineando uno scenario inedito.

Dettagli sui lavori più in crisi con l’arrivo dell’intelligenza artificiale
A differenza delle storiche vertenze che hanno coinvolto altre piattaforme di consegna a domicilio come Glovo o Deliveroo, spesso finite al centro di indagini giudiziarie per la tutela dei ciclo-fattorini, la situazione attuale si sviluppa su un binario completamente diverso. Proprio Just Eat si era distinta in passato per aver regolarizzato i propri rider come lavoratori dipendenti, ma l’attuale manovra di ridimensionamento non colpisce chi si occupa delle consegne, bensì il personale amministrativo e tecnico.
Ci troviamo di fronte a quello che molti analisti definiscono un paradosso della modernità: mentre le mansioni fisiche a basso valore aggiunto rimangono per ora al sicuro dalle automazioni, il lavoro intermedio dei cosiddetti colletti bianchi mostra tutta la sua vulnerabilità. Le figure a rischio, tra cui manager di territorio, coordinatori d’area e impiegati d’ufficio, hanno rappresentato fino a oggi il punto di riferimento umano essenziale per i corrieri, gestendo le emergenze stradali, le criticità meteorologiche e i malfunzionamenti dell’applicazione.
Con l’adozione di software avanzati e sistemi di intelligenza artificiale, la logistica interna, il supporto operativo e l’intera gestione del personale vengono delegati ad algoritmi automatizzati, rendendo superfluo l’intervento dell’intermediario umano per snellire i processi considerati troppo manuali.
Le sigle sindacali Filt Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno immediatamente espresso forte preoccupazione per una scelta aziendale che mira all’efficientamento dei costi operativi in mercati sempre più competitivi. Si tratta di una tendenza globale che ha già visto ristrutturazioni simili in Europa, come dimostra la riduzione del personale commerciale avvenuta nei Paesi Bassi.
In Italia, la vulnerabilità di questi modelli di business basati su piattaforma mette in luce come le competenze professionali e i ruoli di coordinamento non costituiscano più uno scudo sicuro contro la disoccupazione tecnologica. Emerge infine un’ironica contraddizione sociale: la contrazione occupazionale colpisce proprio quel ceto medio impiegatizio che rappresenta, storicamente, una delle fasce di consumatori più attive nel fruire dei servizi di consegna a domicilio. Insomma, focus sui lavori più in crisi in seguito all’esplosione dell’intelligenza artificiale.





