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Come diventare educatore professionale

 
Monia
24 febbraio 2010
6 commenti

educatoreprofessionaleL’educatore professionale è una figura che si occupa di progetti educativi e riabilitativi (a volte collaborando con altre figure professionali quali l’assistente sociale, lo psicologo ed il medico) che hanno lo scopo di recuperare e reinseire socialmente soggetti portatori di menomazioni psico – fisiche, persone che si trovano in una situazione di disagio o che rischiano di essere emarginate.

L’educatore professionale si occupa principalmente di:

  • Assistenza domiciliare ad anziani, handicappati e malati di aids.
  • Assistenza ai minori disabili a scuola e in centri diurni.
  • Assistenza in casa di riposo di anziani ed interventi in carcere con adulti e minori.
  • Intervento in comunità per alcoolisti,  per disabili psichici adulti e minori.
  • Sostegno educativo a domicilio.

L’evoluzione di tale figura professionale è stata rapida. Sino alla fine degli anni sessanta l’educatore esisteva solo negli istituti come volontario e non c’era neanche un percorso formativo di base  che permetteva di svolgere tale funzione. Nel 1983 una Commissione nazionale riconosceva la rilevanza della figura dell’educatore professionale per il sistema dei servizi sociali e sanitari.

Per poter diventare educatore professionale, è necessaria una laurea per Educatore professionale. Per esercitare la  professione nell’ambito dei servizi socio sanitari, degli Enti o delle associazioni private, è opportuno (oltre al possesso del titolo professionale) essere iscritti all‘Albo professionale degli educatori professionali.

Si ritiene che la laurea in Scienze dell’educazione (con indirizzo educatore extrascolastico) non abbia le caratteristiche di percorso formativo adeguate all’acquisizione delle competenze relative all’educatore professionale, ma vi sono facoltà specifiche. Qui di seguito sono elencate alcune università a cui ci si può rivolgere, qualora si voglia intraprendere la professione di educatore professionale:

Esiste infine l’ANEP (Associazione Nazionale Educatori Professionali), organizzazione nata nel 1992  che ha come principale obiettivo quello di tutelare la figura dell’educatore professionale in Italia.

E’ possibile visitare anche il sito www.eduprof.it in merito a tale professione.

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  • #1Francesco Castracane

    Gentile Monia,

    la ringrazio per avere parlato della nostra splendida professione, che tutti noi svolgiamo con passione e professionalità.
    Vorrei però correggere alcune inesatezze contenute nel suo articolo:
    Il profilo dell’educatore professionale è normato in sanità dal D.M. 520/98, che ne definisce i compiti e la formazione. Grazie a questo decreto la formazione della nostra figura avviene attraverso corsi triennali afferenti alle facoltà di medicina (SNT”). Il titolo quindi si acquisisce alla conclusione di un corso di laurea triennale, che in conclusione del percorso produce un titolo abilitante valido per lavorare in tutte le strutture sanitarie, siano esse pubbliche o private. Diversamente, i corsi di Laurea di Scienze della Formazione emettono a conclusione del percorso un titolo non abilitante che non consente di lavorare nell’area sanitaria.
    Vorrei inoltre precisare che allo stato attuale non esiste alcun albo degli educatori professionali. Presso la commissione sanità del Senato è in questo momento in discussione una proposta di legge che dovrebbe istituirlo, assieme a tutte le altre professioni sanitarie attualmente sprovviste di albo.

    La ringrazio per la sua attenzione

    Francesco Castracane
    Educatore Professionale
    Ufficio Stampa ANEP

    24 feb 2010, 12:36 Rispondi|Quota
  • #2mikela

    @ Francesco Castracane:
    salve vorrei diventare educatore e vorrei capire a cosa abilita dunque scienze dell’educazione?in pratica cosa si fà dopo?kiedo perchè purtroppo non potrei frequentare il corso di educatore professionale.
    grazie

    3 mag 2011, 00:36 Rispondi|Quota
  • #3giuseppina

    salve,
    volevo un’informazione.
    io sono un educatore, laureata da qualche mese.
    vivo nella provincia di cosenza.
    volevo sapere come devo fare per iscrivermi all’albo degli educatori!
    grazie

    29 dic 2011, 15:12 Rispondi|Quota
  • #4Alessandro Prisciandaro

    Mai lette tante idiozie tutte insieme. Da millenni la Pedagogia è stata insegnata nelle civiltà più evolute e le Facoltà di Pedagogia oggi Scienze dell’Educazione, continuano a formare Educatori e Pedagogisti che da millenni portano culture e valori nella loro opera educativa.
    Affermare che il nostro titolo di studio Laurea in Pedagogia/SDE non sia idoneo non è solo un falso storico e una affermazione offensiva verso centinaia di migliaia di laureati, ma dimostra la profonda ignoranza nelle scienze pedagogiche!!!
    Presidente Nazionale Pedagogisti Educatori Italiani
    Alessandro Prisciandaro
    Pedagogista Certificato APEI legge 4/2013

    18 feb 2013, 12:04 Rispondi|Quota
  • #5Samuele Amendola

    Mi sento di intervenire in quanto credo che l’articolo qui riportato sia estremamente fazioso e spiego anche i motivi per i quali dico ciò: l’articolo è evidentemente scritto da un rappresentante di una delle tante associazioni italiane che riuniscono gli educatori ( dico una delle tante xkè saranno una decina ); quindi appare evidente che l’autore voglia tirare acqua al proprio mulino e scriva tale articolo al solo scopo di indirizzare le persone verso la sua associazione. Detto questo, e’ importante informare i tanti aspiranti educatori che E’ ASSOLUTAMENTE FALSO dire che “la laurea in Scienze dell’educazione (con indirizzo educatore extrascolastico) non abbia le caratteristiche di percorso formativo adeguate all’acquisizione delle competenze relative all’educatore professionale” per appurare questo è sufficiente visionare i piani di studio e si noterà come il corso di laurea educatore professionale attivatò da medicina…sia fortemente a carattere “sanitario”….e quanto poco ad indirizzo pedagogico. Però c’è una legge…hanno ragione, ma la legge prescrive la necessità del titolo di ed. prof. sanitario SOLO PER LAVORARE in ambito SANITARIO! Mentre per quanto concerne l’ambito sociale…socio-educativo, socio-assistenziale…la legge non dice nulla. La prassi in effetti da anni ed anni…attribuisce alle SCIENZE PEDAGOGICHE ( SCIENZE DELL’EDUCAZIONE ) la facoltà di formare EDUCATORI ( professionali, extrascolastici, dell’infanzia, formatori, educatori sociali etc. )…e PEDAGOGISTI ( laurea magistrale ). Gli enti…sia pubblici che privati richiedono espressamente la LAUREA IN SCIENZE DELL’EDUCAZIONE E DELLA FORMAZIONE…ritenuta la più idonea e completa per svolgere il ruolo di EDUCATORE.

    18 feb 2013, 13:38 Rispondi|Quota
    • #6Martina

      @Alessandro Prisciandaro: @Samuele Amendola: @Samuele Amendola:

      Salve a tutti,
      sono una ragazza di 29 anni…scusate un attimino ma vorrei alcune delucidazioni che qui non capisco più niente in questo mondo in cui tutti danno le proprie spiegazioni in base ai propri interessi (è chiaro che non mi riferisco a voi ma, si sa, siamo in Italia!). Vi racconto il mio percorso formativo ( probabilmente simile a quello di altri). Sono laureata in servizio sociale, diventata assistente sociale dopo l’esame di stato, mi sono sempre più interessata al campo educativo per 3 ragioni; la prima il mio personale interesse nel campo, la seconda è comunque l’affinità con un percorso formativo, quello dell’assistente sociale, che mi è costata tanta fatica ma che ho fatto con il CUORE, la terza è la difficoltà di trovare lavoro nel campo del servizio sociale . Infatti, a proposito di quest’ultima (ma in realtà in tutto il campo del sociale), ti chiedono esperienza MA NON TI DANNO LA POSSIBILITA’ DI FARLA( io , come molti, ho fatto anche un tirocinio post-laurea di 6 mesi, ma sembra che ti stanno a fare la carità, e LAVORI GRATIS!!), ci sono SEMPRE intrallazzi politici, e i fondi scarseggiano si sa, il sociale è l’ultima ruota del carro! Comunque, ho deciso anche per tali motivi di specializzarmi meglio nel campo dell’educazione (speravo in minore ingerenza politica, ingenuità??)pagandomi, e non poco ve l’assicuro, un corso per educatore promosso da un’ente privato di cui non dirò il nome, ma rinomato a livello nazionale. Ho fatto cento ore di teoria sull’infanzia, adolescenza e disturbi dello sviluppo, legislazione, studio delle attività ludiche ecc.(tra l’altro cose almeno la metà fatte nel corso di laurea, non ho fatto ingegneria nucleare!!) e due mesi di stage in una comunità educativa per minori. Ho così conseguito l’attestato di educatrice con votazione (buona) che, secondo il corso, mi dovrebbe permettere di lavorare in asilo, scuole, tramite cooperative, comunità ecc. L’altro giorno mi chiama una mia amica dicendomi che ,ad esempio, per le comunità educative vogliono PER FORZA la laurea in scienze dell’educazione/formazione.
      Ora io dico; premettendo che sicuramente c’è sempre tanta esperienza da fare e io NON mi sento una che è arrivata all’apice nel campo, e premettendo che è giusto dare un “alto” merito a chi ha proprio la laurea in scienza dell’educazione/formazione, ma chi una formazione come la mia non potrebbe avere la possibilità di essere considerata anche più di un minimo?? e’ assurdo!!Cioe’, a me sembra che sta’ storia dei titoli a volte è una scusa e si sta perdendo di vista VERAMENTE il valore della PERSONA in quanto tale!Scusate, ma avevo il bisogno di esprimere la mia…sarei ben lieta di ricevere risposte anche solo nel dirmi che non ho capito niente…basta che si chiarisca…mi piace il confronto e sono una persona abbastanza aperta! So che il post risale a qualche anno fa…ma comunque…

      Ringrazio tutti ,
      Martina

      4 ott 2013, 12:35 Rispondi|Quota
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