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Aumentano i licenziamenti per l’intelligenza artificiale nel mondo

Occhio Il fenomeno dei licenziamenti per l’intelligenza artificiale. Inizialmente osservato in Cina e successivamente consolidatosi negli Stati Uniti, soprattutto tra i colossi tecnologici come Amazon, Meta, Oracle, Microsoft e Cisco, ha ufficialmente fatto il suo ingresso anche in Europa. Un esempio recente e significativo coinvolge Allianz, il colosso assicurativo tedesco.

licenziamenti per l’intelligenza artificiale

Il fenomeno dei licenziamenti per l’intelligenza artificiale

Secondo quanto diffuso dalle agenzie di stampa, il gruppo ha pianificato una drastica riduzione del personale all’interno di Allianz Partners, la controllata che si occupa di assistenza e assicurazioni di viaggio. Il piano prevede il taglio di una quota compresa tra i 1.500 e i 1.800 posti di lavoro distribuiti in vari paesi del Vecchio Continente.

L’amministratore delegato della divisione, Tomas Kunzmann, ha confermato che la ristrutturazione colpirà diverse nazioni europee, tra cui la Spagna, la Francia, la Germania, i paesi del Benelux e l’Italia. Per attenuare l’impatto di questa manovra, l’azienda intende procedere attraverso l’offerta di scivoli pensionistici, incentivi all’esodo e accordi di buonuscita. La motivazione ufficiale alla base di questa riorganizzazione è l’implementazione di soluzioni tecnologiche basate sull’intelligenza artificiale.

Di fatto, l’automazione dei processi sta sostituendo le mansioni precedentemente svolte dal personale umano. Il management della divisione ha commentato la decisione definendola un cambiamento che potrebbe progressivamente interessare chiunque, assicurando al contempo che i dipendenti coinvolti saranno trattati in modo equo. Tuttavia, la realtà dei fatti evidenzia una progressiva perdita di posti di lavoro nel settore.

Quello di Allianz non è un caso isolato nel panorama europeo dei servizi turistici: solo poche settimane prima, infatti, la piattaforma svizzera lastminute.com aveva fatto notizia per una massiccia riduzione del personale dovuta a motivazioni analoghe. Inevitabilmente per queste aziende, con l’ingresso in gioco dell’intelligenza artificiale, si ha la possibilità di risparmiare un bel po’ sugli stipendi dei dipendenti ed è per questo che vengono attuati tali tagli.

Nonostante l’apparente inarrestabilità di questa tendenza, non mancano i segnali di controtendenza e i passi indietro da parte di alcune multinazionali. Il costruttore automobilistico statunitense Ford, ad esempio, è stato recentemente costretto a fare marcia indietro e a riassumere una quota consistente dei propri specialisti.

L’azienda si è infatti resa conto che gli algoritmi di intelligenza artificiale non erano ancora in grado di sostituire efficacemente le competenze umane, offrendo prestazioni inferiori alle aspettative e causando un drastico calo della qualità del lavoro complessiva. Ci sono quindi ancora degli aspetti in cui l’intelligenza artificiale non risulta alla pari di quella umana, questo può dare ancora speranza per il futuro di molti lavoratori.

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