Italia sempre più povera e stipendi sempre più bassi

di Martina 3

Ancora pessime notizie. Questa volta provengono da un’ indagine Istat che ha rivelato che nel 2006 una famiglia su due avrebbe percepito un reddito inferiore a euro 1.924 al mese. Inoltre, il reddito netto familiare, stando all’Istat, sarebbe inferiore al dato nazionale in tutte le regioni meridionali ed insulari. Non solo! Si evince che al sud esiste un fortissimo divario fra famiglie ricche e famiglie povere.

Secondo voi come sarà il 2009? Gli stipendi degli italiani cresceranno e le famiglie riusciranno ad arrivare tranquillamente a fine mese (si calcola che attualmente il 5% delle famiglie non ha soldi per comperare il cibo)?
Dati scioccanti ed inquietanti!

Commenti (3)

  1. Che bisogna cambiare il modo di concepire l’economia e il modo di fare impresa.
    Gli imprenditori attuali ragionano solo ed esclusivamente in termini di costi da una parte e di profitto dall’altra.

    Una nuovo paradigma imprenditoriale deve nascere: un imprenditore è colui che ha la responsabilità sociale di generare valori, ricchezza e prosperità nei confronti della collettività di appartenenza.

    La logica secondo la quale l’imprenditore sfrutta i dipendenti costringendoli ad un salario di sussistenza al fine di accomulare narcisisticamente ed egoisticamente capitali fini a se stessi deve scoparire.
    Ma questo puo’ avvenire soltanto attraverso il coinvolgimento diretto delle nuove generazioni verso questo nuovo paradigma.
    La voglia di mettersi in gioco, di intraprendere, di dare un futuro prospero a se stessi e alle generazioni successive, deve essere la spinta, la motivazione, il movente versa questa rivoluzione, verso un nuovo modo di vedere l’economia, un economia a misura d’uomo e non un uomo-automa a misura dell’economia.
    Le risorse, seppure limitate possono fornire a tutto una vita prospera e serena.
    Quindi, impocchiamoci le maniche e generiamo un futuro felice per tutti.

    Saluti.

  2. Mi scuso per alcuni errori di battitura.
    Saluti.

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