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Passi in avanti con la sicurezza sul lavoro in Italia secondo gli ultimi dati

I dati INAIL relativi al confronto tra gennaio 2025 e gennaio 2026 delineano un quadro complesso della sicurezza sul lavoro in Italia. Se da un lato si registra una confortante riduzione dei decessi e degli infortuni diretti, dall’altro emergono segnali d’allarme riguardanti gli incidenti in itinere, il settore scolastico e l’incidenza delle malattie professionali.

sicurezza sul lavoro in Italia

Alcuni dati in merito alla sicurezza sul lavoro in Italia

A gennaio 2026, le denunce totali di infortunio sono state 41.905, con una lieve crescita dello 0,3%. Tuttavia, isolando gli infortuni avvenuti strettamente in occasione di lavoro (escludendo gli studenti), si osserva un calo dell’1,6% (29.611 casi). Un dato particolarmente positivo riguarda la mortalità: i decessi sul lavoro sono scesi drasticamente da 45 a 27 (-40%).

Un dato importante che evidenzia come qualcosa sia cambiato per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro, soprattutto per quelli più rischiosi. L’incidenza degli infortuni ogni 100.000 occupati prosegue il suo trend discendente, segnando un -21,3% rispetto al 2019. A livello settoriale, l’aumento delle denunce ha interessato manifatturiero e costruzioni, mentre il settore dei servizi ambientali e idrici ha mostrato un calo.

Geograficamente, il Centro Italia è l’unica macroarea in controtendenza con un aumento del 6,8% delle denunce. In netta controtendenza rispetto ai dati in officina o in ufficio, gli infortuni nel tragitto casa-lavoro sono aumentati del 7,6%, raggiungendo quota 5.836. Sebbene i casi mortali in itinere siano scesi (da 14 a 6), il volume complessivo degli incidenti stradali legati al lavoro preoccupa, specialmente nel Nord-Est e al Sud.

L’aumento ha coinvolto sia uomini che donne, con picchi significativi in Emilia-Romagna e Sardegna. Il comparto scolastico mostra dinamiche opposte: mentre le denunce totali tra gli studenti sono salite a 6.458 (+2,7%), gli infortuni legati ai percorsi di alternanza scuola-lavoro sono crollati del 56% (solo 56 casi). La Lombardia si conferma la regione con la maggiore incidenza, concentrando un quarto delle denunce totali degli studenti.

Preoccupa quindi più che altro il dato relativo alle denunce tra gli studenti, con casi in aumento che bisogna inevitabilmente provare ad arginare con le dovute accortezze didattiche. Infine, il dato più critico riguarda le malattie professionali, che hanno registrato un incremento generalizzato del 14,4%, con 7.535 denunce protocollate. Le patologie più diffuse restano quelle del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, seguite da disturbi del sistema nervoso.

Questo aumento costante suggerisce una maggiore emersione delle patologie croniche legate alle attività lavorative prolungate e all’invecchiamento della forza lavoro. Si lavora di più e per più tempo, questo inevitabilmente provoca una forte degenerazione psico-fisica.

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