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Previsti tagli lavorativi pesanti con Volkswagen nei prossimi anni

Non è un buon momento per cercare lavoro con un grosso produttore di automobili, considerando il fatto che ad oggi sarebbero previsti tagli lavorativi pesanti con Volkswagen nei prossimi anni. Il Gruppo Volkswagen si appresta a varare una drastica cura dimagrante sotto la guida del suo amministratore delegato, Oliver Blume.

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Confermati i tagli lavorativi pesanti con Volkswagen

Secondo quanto rivelato dalla stampa economica tedesca, il vertice del colosso automobilistico sta pianificando una colossale ristrutturazione globale che potrebbe portare al taglio di ben centomila posti di lavoro nei prossimi anni, su un organico complessivo che attualmente conta circa 657mila dipendenti. Questo piano di ridimensionamento punta a raddoppiare gli obiettivi di esuberi precedentemente ipotizzati, inserendosi in una strategia più ampia volta a contenere le spese strutturali e a recuperare competitività sui mercati internazionali.

Oltre alla riduzione della forza lavoro, la strategia di Blume prevede una contrazione degli investimenti complessivi nell’ordine del quindici per cento, portando il budget per il prossimo quinquennio a poco più di 130 miliardi di euro. Il piano industriale prevede anche una profonda riorganizzazione societaria. Il marchio principale e le divisioni dedicate alla produzione della componentistica verrebbero infatti scorporati dall’attuale perimetro del gruppo per confluire in entità autonome.

Nel medio termine, la scure si abbatterà direttamente sulla capacità industriale in Germania, con la chiusura programmata degli stabilimenti di Hannover, Zwickau ed Emden, insieme al sito Audi di Neckarsulm, destinati a cessare le attività una volta esaurito il ciclo vitale delle vetture attualmente in produzione.

L’accelerazione impressa dai vertici risponde alla necessità di affrontare sfide macroeconomiche complesse, tra cui spiccano i dazi commerciali statunitensi, il rallentamento persistente delle vendite sul mercato cinese e l’aggressiva concorrenza dei costruttori asiatici in Europa. Volkswagen ha già avviato una riduzione della propria capacità produttiva annua, ridimensionandola da dodici a nove milioni di veicoli. Finora, le misure precedenti avevano già portato all’uscita volontaria di ventottomila lavoratori nell’ambito di un primo target di risparmio, ma i nuovi obiettivi, che puntano a tagliare undici miliardi di euro di costi generali entro la fine del decennio, delineano uno scenario molto più severo.

Il portavoce dell’azienda ha confermato la necessità di un cambiamento profondo per il futuro del costruttore, pur senza commentare i dettagli operativi. La reazione delle forze sindacali tedesche, tuttavia, è stata immediata e intransigente. Il consiglio di fabbrica e il sindacato IG Metall hanno respinto fermamente l’intero impianto della manovra, preannunciando una dura opposizione a qualsiasi tentativo di smantellamento industriale e occupazionale.

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