Giovani imprese lanciano allarme sulla stabilità economica italiana

di Redazione Commenta

Le giovani imprese italiane sono sempre più preoccupate dell’evoluzione dello stato di salute dell’economia italiana. È quanto ha affermato Jacopo Morelli, presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria, in apertura del Consiglio centrale dei giovani imprenditori, per l’occasione riunitosi in una seduta straordinaria le cui conclusioni erano comunque state da tempo preannunciate nell’aria.

“L’Italia è vicina al naufragio” – ha dichiarato Morelli – “Diciamo agli italiani la verità: o profonde e organiche riforme economiche e strutturali, oppure, a breve, il capolinea. Se non agiamo subito, nemmeno l’Europa potrà salvarci”, ha poi ribadito il numero 1 dei Giovani imprenditori della confederazione industriale, andando a sottolineare l’importanza di riforme con effetti non solo sul brevissimo termine.

“Se non agiremo subito con serietà” – ha poi continuato Morelli – “nemmeno l’Europa potrà salvarci. Ci sono volute ben cinque manovre consecutive per tentare di raggiungere un temporaneo equilibrio finanziario, ma quante ancora ne serviranno per garantire sviluppo e crescita all’Italia? Le nuove misure vanno nella direzione di risanare i conti pubblici, ma è solo un equilibrio di breve periodo e tutto basato sull’aumento delle entrate invece che sul taglio della spesa”.

Insomma, da parte delle giovani imprese sembra che vi sia una promozione con notevoli riserve nei confronti di quanto è stato prodotto negli ultimi mesi dal governo italiano. Le giovani imprese lamentano infatti la mancanza di decisioni coraggiose, che sempre secondo le dichiarazioni di Morelli sarebbero state “troppo a lungo rimandate”. La politica di oggi, continua, “è debole, capace forse di far tornare i conti con provvedimenti estemporanei, ma non di dare una soluzione duratura alle questioni di oggi e una visione credibile per il domani”.

Infine, un invito a cercare non solo il consenso immediato, ma uno sviluppo futuro, a cominciare dalle generazioni più giovani, che non verranno assolutamente beneficiate dagli interventi previsti in manovra.

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