Come diventare gestore di un ristorante self service

di Piero 81 Commenta

Una delle attività a cui ci si potrebbe dedicare nel corso della vita potrebbe essere quella del ristoratore. Tra i tanti tipi di ristoranti che si possono aprire le ultime tendenze hanno dato molto credito alla modalità fai da te. Si potrebbe quindi pensare di aprire e di diventare gestore di un ristorante self service.

I ristoranti self service sono diventati molto famosi grazie al modello americano, ovvero il modello della ristorazione veloce e pratica in cui i clienti con i loro vassoi camminano lungo una guida o un nastro vicino al quale sono disposte le singole portate e possono scegliere di comporre il loro pranzo come preferiscono. Per lungo tempo la tipologia del ristorante self service nel nostro paese è stata associata alla ristorazione veloce delle mense universitarie o di quelle militari, ma poi il modello americano, rivisitato in chiave più flessibile e locale, ha preso piede anche da noi.

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In Italia il ristorante self service è stato riorganizzato sia nella struttura lasciando molto spazio al design, che forma in genere delle isole dedicate ad ogni tipo di pietanza sia in merito al tipo di ciao che viene servito, fatto da prodotti tipici e prodotti regionali di alta qualità. Se volete sapere quindi come entrare in questo tipo di business e aprire o diventare gestore di un ristorante self service in questa piccola guida abbiamo raccolto tutte le informazioni, i consigli e i suggerimenti per farlo.

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Come diventare gestore di un ristorante self service

Per diventare gestore di un ristorante self service è necessario in primo luogo avere una discreta somma di capitale da investire, che sarà la vostra base di partenza. In secondo luogo sarà necessario trovare un luogo adatto all’apertura di un ristorante del genere, che dovrebbe essere facilmente accessibile da parte di molte persone e posizionato in un luogo strategico.

Per poter sfruttare al meglio la vostra occasione di business dovrete però come prima cosa affrontare anche la parte burocratica, che avrà un peso non indifferente. Ci si dovrà avviare con un certo anticipo a chiedere i permessi necessari, le autorizzazioni, che vi consentiranno di procedere con i lavori.

Una delle prime cose da fare dal punto di vista fiscale è aprire la Partita Iva, scegliendo la forma di società più indicata, lavoro che potrebbe essere svolto anche dal vostro commercialista di fiducia. Per i propri collaboratori sarà necessaria una iscrizione all’ Inail e all’Inps, e occorrerà dedicarsi alle certificazioni sanitarie. Come per tutte le attività di somministrazione sarà necessario redigere un manuale HACCP per procedere alla conservazione degli alimenti, alla pulizia dei locali e alla sanificazione delle stoviglie. Si dovrà ovviamente anche richiedere al proprio comune una licenza commerciale necessaria per l’apertura dell’attività da richiedere all’ufficio Commercio del proprio comune.

Si dovrà quindi pensare a come arredare il proprio locale, come disporre le diverse isole, le quali possono prendere un percorso obbligato o un percorso libero da parte del cliente. Per realizzare questo potete farvi aiutare da un architetto o un designer di interni chiedendo la sua consulenza. Una buona idea sarebbe anche quella di unire il servizio ristorazione a quello di un bar caffetteria in modo da essere più competitivi nella vostra zona.

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