Disoccupati Piemonte: domande sostegno al reddito al via

di Redazione Commenta

Si aprono domani, lunedì 2 maggio 2011, nella Regione Piemonte, i termini per la presentazione delle domande di sostegno al reddito a valere sull’anno in corso, ed a fronte di una dotazione finanziaria complessiva pari a nove milioni di euro. A darne notizia è l’Amministrazione regionale nel precisare come il termine ultimo per la presentazione delle istanze sia quello di martedì 31 maggio 2011, e come il sussidio sia pari a 2.000 euro per chi ha un indicatore della situazione economica equivalente (Isee) inferiore a 10 mila ma superiore ai 5 mila euro, mentre balza a 3 mila euro per chi ha un Isee che non raggiunge i 5 mila euro. Oltre ai limiti Isee, i potenziali beneficiari devono rispettare, per accedere al sussidio, anche altri requisiti, tra cui quelli di avere almeno un figlio a carico, e di essere disoccupati, alla data del 2 maggio del 2011, da almeno un anno ma da non più di due anni. In tale lasso di tempo, inoltre, occorre che il beneficiario del sussidio abbia svolto almeno tre mesi di lavoro subordinato o parasubordinato; sono comunque esclusi dalla misura i percettori di indennità di mobilità e di disoccupazione.

L’accesso al sussidio è chiaramente rivolto a chi risiede nella Regione Piemonte fermo restando che i cittadini stranieri che richiedono l’accesso al sostegno al reddito devono essere in possesso di un regolare permesso di soggiorno. Il sussidio, avente gli importi sopra indicati, sarà erogato al beneficiario in un’unica soluzione attraverso il rilascio di una apposita carta di credito prepagata.

La domanda, in accordo con quanto si legge sul sito Internet della Regione Piemonte, deve essere presentata dal potenziale beneficiario in possesso dei requisiti all’Agenzia Piemonte Lavoro, agli enti pubblici convenzionati oppure ai Caf. Dopo il 31 maggio 2011, ovverosia dopo la chiusura dei termini per la presentazione delle domande, sarà redatta una graduatoria di accesso al sussidio tenendo conto dei minori valori dell’Isee e, in seconda battuta, anche dell’indebitamento legato al saldo nel 2010 di rate per il credito al consumo e/o per il pagamento di rate di mutui ipotecari.

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