Non ci sono segnali positivi dal mondo del lavoro femminile. L’analisi delle attuali criticità del mercato del lavoro e del welfare nella provincia di Cuneo, evidenziata sia dalle attiviste di “Non una di meno” sia dagli studi della Fondazione Crc, offre lo spunto per riflettere sulle indispensabili prospettive future del territorio. Per superare l’attuale modello, che vede ancora una forte carenza di servizi e un’alta percentuale di lavoratori privi di tutele aziendali, sarà necessario implementare strategie di lungo termine capaci di azzerare i divari di genere.

Le tendenze raccolte in questi giorni sul mondo del lavoro femminile
In futuro, il contrasto alla precarietà e al part-time involontario, che oggi colpisce duramente le donne impiegate nei settori delle pulizie, delle mense e della grande distribuzione, dovrà passare da una ristrutturazione contrattuale che garantisca salari dignitosi e proporzionati al costo della vita.
Le prospettive di evoluzione del welfare aziendale e pubblico dovranno necessariamente rimettere al centro la persona e la conciliazione tra professione e famiglia. Sul fronte privato, le imprese saranno chiamate a superare la logica dei semplici bonus pasto, investendo su un sostegno concreto che includa soluzioni per l’emergenza abitativa e una rinnovata flessibilità oraria, come il ripristino strutturale dello smart working. Questo cambiamento eviterà che il lavoro assorba interamente il tempo dei genitori, offrendo risposte tangibili in una provincia dove i costi degli affitti risultano spesso insostenibili per chi percepisce redditi bassi.
Allo stesso modo, il welfare pubblico del futuro dovrà colmare il divario tra la domanda delle famiglie e l’offerta dei servizi essenziali. Le linee d’azione future si concentreranno inevitabilmente sul potenziamento delle infrastrutture scolastiche ed educative. Sarà fondamentale non solo incrementare i posti negli asili nido, ma anche trasformare la scuola in un centro civico aperto oltre l’orario delle lezioni, garantendo a ogni bambino l’accesso gratuito ad attività sportive e culturali.
Infine, la sostenibilità sociale della comunità dipenderà dalla valorizzazione economica e contrattuale delle professioniste della cura e dell’istruzione, come educatrici, psicologhe e assistenti sociali. La creazione di una rete di supporto psicologico pubblico e accessibile diventerà una priorità per intercettare i disagi della sfera adolescenziale. Il futuro della Granda si giocherà quindi sulla capacità di trasformare l’attuale ricchezza economica in un benessere collettivo diffuso, laico e inclusivo.
Insomma, c’è ancora tanta strada da fare per raggiungere determinati obiettivi minimi che ci si è posti a proposito del lavoro femminile, ma è chiaro che tutto debba partire dall’analisi della situazione odierna.





