Infermieri, alla ricerca del posto

di Redazione 1

Ammontano a circa 2000 infermieri il fabbisogno della regione Veneto e proprio in questi giorni è in corso una campagna promozionale negli istituti superiori per fornire a tutti gli studenti della città di Venezia tutte le informazione sulla professione infermieristica.

La professione di infermiere è altamente ricercata: solo all’ospedale civile di Venezia, nel 2010, sono andati in pensione 60 tra infermieri e operatori e 90 nell’Azienda Sanitaria 12.

Ricordiamo, però, che ciò non comporta una sostituzione automatica poiché, per le esigenze della finanza pubblica, si garantisce un turn over minimo.

Secondo alcune valutazione della federazione dei collegi degli infermieri, Ipasvi, su quasi 370mila iscritti il 10% appartengono ad altre nazioni. Il collegio Ipasvi ha posto in evidenza che il 59% degli stranieri sono comunitari, mentre il 41% provengono da Paesi di area extra europei.

La comunità più numerosa sono gli infermieri rumeni, circa il 30% in termini percentuali e 11350 in termini assoluti.

Il nostro Paese non riesce a soddisfare il suo fabbisogno di infermieri tanto che l’amministrazione pubblica ha definito diversi accorgimenti per facilitare l’ingresso in Italia di personale di area sanitaria e un iter più veloce per il riconoscimento del proprio titolo di studio.

In effetti, secondo i dettami dell’articolo 27 del decreto 286/98 (testo unico sull’immigrazione) il legislatore ha previsto un iter più veloce per l’ingresso in Italia di personale tecnico specialistico di area sanitaria, compreso medici, per l’enorme valenza sociale.

Per prima cosa sarà ogni ufficio regionale ad occuparsi della gestione dei diplomi di laurea e delle diverse incombenze previste per legge. Grazie a questa iniziativa, tra il momento di richiesta del nullaosta e la concessione passa circa un mese contro i quasi 300 giorni di attesa per gli altri immigrati.

Il legislatore ha tenuto conto anche dell’equipollenza dei titoli di studio. In questo caso, medici e infermieri stranieri, è necessario rivolgersi direttamente presso il Ministero della Sanità anziché recarsi presso un’università.

Lo straniero comunitario ha diritto al riconoscimento automatico in base a determinati requisiti di base, mentre lo straniero extra UE deve seguire una procedura più complessa.

Secondo alcuni dati sono proprio i cittadini provenienti da paesi fuori dell’Unione Europea che più richiedono il riconoscimento del titolo di studio in campo medico.

Commenti (1)

  1. Pagarli meglio ‘sti infermeri no, eh? In Italia hanno lo stipendio piu’ basso dei paesi industrializzati…In Finlandia 2200 euro, in Spagna 1900 e cosi’ via…ovvio che la gente non rischia un lavoro pericoloso (denunce, problemi legali, rischi per la salute per infezioni, raggi, chemioterapici etc.) e pesante e preferisce fare il fisioterapista…

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