La classifica dei lavori più salutari

di Martina 3

Solitamente quando si avvicina la fine dell’anno si è soliti leggere le classifiche più disparate ed anche noi vogliamo proporne una grazie ad un articolo reperito all’interno di La Stampa e che ha riportato i risultati di un sondaggio effettuato della compagnia assicuratrice sanitaria londinese Medicash e condotto su ben 3000 lavoratori.

Il sondaggio ha permesso di stilare una classifica relativa ai mestieri più insalubri e quelli invece ritenuti più salutari.I risultati hanno sorpreso un po’ tutti ad iniziare proprio da chi ha commissionato il sondaggio; pensate infatti che in cima alla classifica dei lavori più insalubri troviamo i cuochi!

Dopo il salto potete leggere la classifica.

I lavori più malsani (in ordine dal peggiore al migliore)

– Chef
– Agricoltore
– Elettricista
– Assicuratore
– Muratore – costruttore
– Bancario
– Operatore di call center
– Camionista
– Ingegnere
– Agente di viaggi

I lavori più sani (in ordine dal migliore al meno peggio)

– Pubblicitario
– Insegnante
– Assistente alle risorse umane
– Venditore
– Avvocato
– Segretario
– Operaio
– Ricercatore
– Infermiere
– Commesso

Le sorprese però riguardano anche chi si è piazzato al secondo posto per quanto riguarda i lavori malsani; come avrete notato campeggiano infatti i contadini (che però dovrebbero, almeno in teoria avere e condurre una vita di tipo “naturale”). Non vi sembra un po’ strano o quanto meno bizzarro?
Per quanto concerne i cuochi pare che siano stati beccati a fumare molto più di altri ed a concedersi diversi spuntini. Invece, gli agricoltori sembrano seguire una dieta più equilibrata.

C’è una cosa che non capisco; perchè anche gli agenti di viaggio (anche se all’ultimo posto) sono stati inseriti tra le professioni più malsane? La professione di venditore inserita tra quelle salutari è comunque sia piuttosto stressante, no?
Comunque sia, secondo questo sondaggio dovremmo fare tutti i pubblicitari e che prima di scegliere un lavoro dovremmo pensare anche alla nostra salute. Siete d’accordo?

Via| La Stampa

Commenti (3)

  1. E’ più stressante fare l’insegnante di scuola elementare dove hai più giorni, ferie, festività pagate, o è più stressante farsi quasi 10 ore lavoro privato in ufficio assicurazioni, commercialisti etc?

  2. L’infermiere è un lavoro salubre?

    Stare perennemente in ambienti infetti, a rischio biologico infettivo, con carichi di lavoro assurdi su turni e notti…

    mmm..?

  3. Lei, Martina, dice “come avrete notato campeggiano infatti i contadini (che però dovrebbero, almeno in teoria avere e condurre una vita di tipo “naturale”). Non vi sembra un po’ strano o quanto meno bizzarro?”

    Evidentemente Lei non ha la minima idea di come si svolge il lavoro del contadino.

    Se andiamo oltre agli stereotipi da film di Walt Disney o dei telefilm tipo “La casa nella prateria” (vita nelle campagne USA di fine ‘800) vediamo che il lavoro si svolge su macchine operatrici che richiedono per legge un addestramento specifico per il loro utilizzo – definito dalle leggi sulla sicurezza sul lavoro – perché sono molto pericolose (trattori per lavori in piano ed in pendìo, macchine operatrici trainate o come appendici sollevate dai trattori che sono pesanti diversi quintali ed attivate da un solo lavoratore, ecc.) Utilizzo di sostanze tossico-nocive come i fitofarmaci o altri trattamenti alle colture come i concimi ed i diserbanti (non si scandalizzi perché anche chi fa colture biologiche usa sostanze chimiche tossiche e pericolose, ma ammesse nelle produzioni integrate come il solfato di rame che si fissa nel fegato e può portare ad intossicazini epatiche anche con rischio di esito letale, e nonostante questo ammesse anche in quelle colture completamente biologiche, anzi esiste uno specifico rischio biologico anche per chi tratta i terreni con letami naturali).
    Senza parlare dei rischi di infortunio legati ad altre cause strettamente legate ad altre mansioni.

    Per non parlare poi dell’ansia derivante dal fatto che spesso l’esito del proprio lavoro non dipende solo dalla nostra professionalità, ma anche dall’imponderabile situazione meteo annuale. Si è mai chiesta cosa succede se, ad esempio, a due settimane dal raccolto della frutta in un frutteto di pere o di mele o di pesche, si abbatte una grandinata? Il rischio che rimanga poco o nulla è altissimo. Così un anno di lavoro e di spese già sostenute per i trattamenti di fitofarmaci fatti ai frutteti, va in fumo!

    D’accordo, ci sono le assicurazioni e le reti antigrandine, ma i costi da sostenere abbassano il proprio reddito finale, non le sembra un po’ stressante e deludente tutto questo?

    E la siccità? ed il freddo che se capita in primavera durante l’allegagione dei fiori dei frutti impedisce la formazione del frutto e per un anno hai delle piante da frutto dove i frutti non ci sono? Non ci sono mica assicurazioni o reti-coperta antifreddo in questi casi!

    Quindi come vede, la conoscenza un po’ più approfondita di cosa succede in agricoltura fa subito passare la meraviglia del perché l’agricoltore sia una una professione stressante e faticosa.

    (Commento fatto ad un articolo pubblicato sul giornale on-line “Gazzetta del lavoro! )

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