Le posizioni più ricercate e come iniziare a lavorare nel mondo del gaming

di Gio Tuzzi Commenta

Come approcciare al meglio questo particolare settore in ambito lavorativo

Viviamo nell’epoca della rivoluzione digitale. Le innovazioni tecnologiche influenzano ogni aspetto della nostra vita, da quelli più semplici come fare la spesa fino ad arrivare al pagamento delle bollette o alle visite mediche. Una tecnologia sempre più pervasiva che ha avuto anche un altro effetto: quello di dare vita a una serie di nuove professioni. E tra le più ambite al momento ci sono quelle legate al gaming, uno dei settori con i più ampi margini di crescita. È il momento di scoprire le più ricercate dalle grandi aziende e come prepararsi per entrare in questo mondo.

posizioni più ricercate

Chi ama i videogiochi, ha dimestichezza con i linguaggi di programmazione e molta creatività può tentare la carriera di game designer. Il game designer è semplicemente la persona che crea l’idea per un videogioco e si occupa del contenuto della storia che verrà raccontata. Un professionista che deve conoscere bene le dinamiche dei giochi attuali e le caratteristiche di ogni categoria.

Tra le posizioni più ricercate c’è sicuramente quella dello sviluppatore di videogiochi. Le più importanti aziende dell’intrattenimento, come PokerStars Casino, sono alla costante ricerca di talenti per allargare il proprio catalogo di titoli e per migliorare quelli già lanciati, come per esempio Viking Hoard e Starburst. Esistono varie figure che rientrano nella definizione di “sviluppatore”. Si va dall’esperto di grafica, passando per l’addetto alla programmazione vera e propria, fino ad arrivare al sound engineer. Una figura più “tecnica” che richiede ottime competenze a livello informatico e matematico.

A supervisionare il lavoro del game designer e dello sviluppatore di software troviamo il direttore artistico, ovvero la figura di coordinamento dell’intero progetto. Suo il compito di gestire l’attività del gruppo e di correggere la rotta in caso di errori. Sua anche la responsabilità della qualità “estetica” e della prima promozione dei giochi in fase di lancio.

In epoca recentissima a queste tre posizioni più “tradizionali” se ne sono aggiunte altre due, sempre più ricercate dalle grandi aziende: il video game tester e il mobile game developer.

I giochi di oggi sono opere d’arte a metà tra cinema e intrattenimento. Non bastano più i professionisti del team creativo per capire se un gioco può funzionare o meno. È per questo motivo che le aziende assumono videogiocatori amatori o professionisti per testare il gioco prima di lanciarlo e per capire dove migliorarlo.

Il mobile game developer ha invece una doppia competenza: da un lato deve conoscere alla perfezione i linguaggi di programmazione mobile per creare app per smartphone, dall’altro deve essere a conoscenza delle dinamiche (spesso molto diverse) che determinano o meno il successo di un gioco per un telefono di ultima generazione.

Il grande successo internazionale dei videogiochi ha aperto anche una strada trasversale: quella del gamer professionista. In questo caso sarà l’abilità joypad alla mano a fare la differenza. Oggi i videogiocatori sono diventati delle vere e proprie star conosciute in tutto il mondo e pagate profumatamente. Il segreto del loro successo? Costanza, applicazione e predisposizione a mettersi in discussione a ogni uscita editoriale.

Fin qui abbiamo capito quali sono i lavori più ricercati dalle realtà che si occupano di gaming. Ma come tentare questa strada? E qual è il percorso di studi migliore?

Fortunatamente anche il nostro Paese si è accorto delle potenzialità del settore e sta iniziando a investire sulla formazione professionale. Le Università di Milano e Genova propongono già da qualche anno percorsi accademici legati al gaming mentre atenei come la Luiss e l’Università di Verona offrono corsi in Game Design e Game Development.

Esistono anche corsi organizzati da privati di ottimo livello e riconosciuti a livello internazionale.

A premiare maggiormente, però, potrebbero essere le competenze trasversali. Se sogniamo di scrivere la colonna sonora di un videogame, oppure crearne uno da zero o ancora curare l’aspetto grafico, avremo bisogno di conoscenze in campi diversi come l’ingegneria del suono, l’informatica o la programmazione. Il tutto accompagnato da una passione fortissima per il mondo dei giochi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>