Il POS e lo stress da lavoro correlato

di Francesco Pentella Commenta

Il POS, o il Piano Operativo di Sicurezza, è un documento obbligatorio importante e necessario che serve per identificare tutti i pericoli, anche potenziali, presenti sul posto di lavoro.

Da più parti si evidenza la necessità, in special modo dagli organi di vigilanza, di redigere questi piani in modo più preciso e puntuale identificando i possibili rischi presenti; in effetti, i coordinatori e gli organi di vigilanza preposti a questi compiti si trovano sempre più spesso ad esaminare documenti con sostanziali incongruenze che dovrebbero essere colmate.

Secondo le attente valutazioni questi particolari documenti appiano agli occhi degli esperi abbastanza lacunosi e imprecisi: dalla mancanza delle apparecchiature presenti in un cantiere anche se non utilizzate alla incoerenza dell’organizzazione preposta fino ad arrivare alle valutazioni dei rischi da agenti fisici espressi in modo generiche e improprie.

Per inciso, un POS deve contenere almeno le informazioni presenti riportate nell’allegato XV del decreto legislativo 81/2008 e successive integrazioni e modifiche: si tratta di una considerazione minima perché il documento deve includere ulteriori elementi che siano in grado di descrivere e controllare, da un punto di vista della sicurezza, l’ambiente di lavoro.

In effetti, l’articolo 89 indica che il POS deve essere il documento che il datore di lavoro dell’impresa esecutrice redige, in riferimento al singolo cantiere interessato, ai sensi dell’articolo 17 comma 1, lettera a),  con i contenuti riportati nell’ALLEGATO XV. All’articolo 17, c.1, lett. a)  si nota che il documento deve indicare la valutazione di tutti i rischi con la conseguente elaborazione del documento previsto dall’articolo 28.

In sostanza, occorre analizzare il rischio presente sul luogo di lavoro identificando tutti gli aspetti: dal rischio rumore a quello relativo alla vibrazione, ma anche  il rischio da radiazioni ottiche artificiali o quello da movimentazione manuale dei carichi fino ad arrivare al rischio biologico e al rischio esposizione a campi elettromagnetici.

Di certo, secondo quanto scritto, se in un cantiere venissero individuati fattori organizzativi, ambientali, comunicativi o soggettivi, capaci di far insorgere stress lavoro-correlato, allora anche questo deve essere inserito nel POS.

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