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Il Paese in Europa con meno stress lavorativo non è l’Italia

Focus oggi sul tema dello stress lavorativo. Nella società contemporanea, lo stress cronico è diventato una condizione comune, spesso alimentata dalla difficoltà di tracciare un confine netto tra impegni professionali e sfera privata. Per molti, raggiungere un equilibrio armonioso appare come un traguardo utopico. Tuttavia, i dati emergenti dal Global Work-Life Balance Index 2025, curato da Remote, suggeriscono che il cambiamento è possibile, a patto di guardare verso contesti geografici che hanno messo il benessere umano al centro delle proprie politiche economiche.

stress lavorativo

Una panoramica sulla questione dello stress lavorativo in Europa

Se a livello globale la Nuova Zelanda si conferma leader assoluta, in Europa è l’Irlanda a dominare la scena. Con un punteggio di 81,17 su 100, Dublino e il resto dell’isola si propongono come la destinazione ideale per chi cerca una trasformazione radicale del proprio stile di vita. Questo successo non è casuale, ma deriva da una combinazione di tutele legislative e cultura sociale. I pilastri del modello irlandese includono un riposo garantito, con 30 giorni di ferie annuali obbligatorie.

Non solo perché c’è anche la settimana corta, ossia un orario lavorativo medio di appena 34,3 ore, tra i più bassi a livello internazionale. Inoltre c’è un sostegno alla genitorialità, ossia un congedo di maternità di 26 settimane, retribuito al 70%. Infine una sicurezza economia importante, con un salario minimo elevato integrato da sussidi familiari generosi.

Oltre ai numeri, l’Irlanda si distingue per una cultura aziendale che valorizza il senso di comunità, dove la produttività non viene misurata sulla quantità di ore trascorse in ufficio, ma sulla qualità del tempo vissuto. L’indice analizza le 60 maggiori economie mondiali basandosi su parametri rigorosi come l’accesso alla sanità, la sicurezza pubblica e le tutele per i lavoratori.

Alle spalle dell’Irlanda, il Belgio conquista la medaglia d’argento grazie a un’assistenza sanitaria d’eccellenza e congedi favorevoli. Segue la Germania, che ha scalato le classifiche riducendo progressivamente l’orario di lavoro e implementando sistemi di protezione avanzati per i genitori. La “Top 5” si chiude con l’eccellenza scandinava: la Norvegia, leader per la generosità dei congedi parentali, e la Danimarca, celebre per la sua filosofia orientata al benessere personale.

Proseguendo nella classifica, troviamo realtà come Spagna, Finlandia, Regno Unito, Paesi Bassi e Portogallo, tutte accomunate da una tendenza chiara: la riduzione del tempo di lavoro e l’aumento delle tutele sociali sono ormai priorità assolute nelle agende governative europee. In conclusione, il report 2025 conferma che la competitività di una nazione non dipende più solo dal PIL, ma dalla sua capacità di garantire ai cittadini una vita piena, sana e libera dall’oppressione dello stress lavorativo.

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