Stress lavoro-correlato e valutazione del rischio psicosociale

di Redazione 1

Nel nostro Paese ci sono ben quattro milioni di lavoratori che vengono colpiti dai sintomi da stress lavoro-correlato; trattasi del 10% del totale dei lavoratori che in tutta Europa accusano tali sintomi, ma la platea è decisamente più ampia se si includono anche quei lavoratori che vedono nello stress lavoro-correlato non solo un fattore che incide sulla qualità delle prestazioni lavorative, ma anche sulla salute. Di conseguenza, la promozione della sicurezza, del benessere e della salute dei lavoratori deve diventare un fattore centrale nella gestione d’impresa e nel rapporto tra il datore di lavoro ed i suoi dipendenti/collaboratori, al punto che oramai proliferano i corsi sulla prevenzione dei sintomi da stress lavoro-correlato proposti gratuitamente o a pagamento per combattere e prevenire tali sintomi in azienda. Alla fine del mese scorso, a Roma, c’è stata la nona Conferenza dell’European Academy of Occupation Health Psycology, dalla quale è emersa, in accordo con quanto messo in risalto dall’Ispesl, l’Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro, la necessità di adottare nel Vecchio Continente, al fine di combattere e prevenire i fenomeni di stress lavoro-correlato, una metodologia comune.

Al riguardo ci si sta muovendo anche dal punto di vista legislativo visto che il nostro Paese, dopo la “sperimentazione” avvenuta in alcuni Paesi europei, tra cui la Germania e l’Inghilterra, è pronto a adottare all’interno del Testo Unico sulla Sicurezza dei lavoratori le norme contenute in un accordo europeo del 2004. Secondo quanto dichiarato dal direttore del Dipartimento di Medicina del Lavoro dell’Ispsel, Sergio Iavicoli, i tempi in Europa sono maturi per poter adottare una metodologia comune per combattere lo stress e per valutare il rischio psicosociale.

Ma chiaramente per raggiungere tale obiettivo secondo il direttore Iavicoli servono piattaforme condivise e validate che coinvolgano sia le aziende attraverso un approccio sostenibile, sia le figure preposte al monitoraggio ed alla prevenzione dei sintomi da stress lavoro-correlato. Questo significa che la valutazione dei rischi legati allo stress non può limitarsi all’espletamento di procedure formali come ad esempio la compilazione di un questionario, ma deve essere chiaramente una buona pratica da adottare in azienda e per la quale, da parte di chi se ne occupa, occorre grande professionalità nel gestire quelli che nell’era della globalizzazione sono i rischi emergenti del mondo del lavoro.

Commenti (1)

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