La Carta Blu Ue per i lavoratori stranieri ad alta specializzazione

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La Carta Blu Ue è una nuova tipologia del permesso di soggiorno che viene rilasciata ai lavoratori ad alta qualificazione che provengono da paesi terzi allo scopo di favorirne la mobilità internazionale.

La Carta Blu Ue, introdotta dal nostro Governo in attuazione alla Direttiva Ue, è un modello comune a livello europeo che garantisce a questi lavoratori l’accesso al lavoro nei paesi comunitari che abbiano adottato il modello e recepito la Direttiva 2009/50/CE, in caso di ingresso e soggiorno per periodi superiori ai tre mesi, a condizione che siano autorizzati a circolare sul territorio degli Stati membri, in base all’acquis di Schengen.

D.Lgs. 28 giugno 2012, n. 108, pubblicato nella GU n. 171 del 24 luglio 2012 (cfr. ) e in ottemperanza alle previsioni contenute nella Legge comunitaria 2010 (L. 15 dicembre 2011, n. 217).

In base a questo provvedimento, è consentita l’assunzione diretta sul territorio italiano, al di fuori delle quote di ingresso, di un cittadino di un paese terzo che sia in possesso di titoli professionali o di istruzione superiore e che voglia svolgere l’attività lavorativa autonoma o subordinata nel nostro Paese.

La Direttiva pone dei limiti al rilascio di questo speciale permesso di soggiorno, riservato solo ai soggetti che abbiano qualifiche professionali superiori, attestate da titoli di istruzione superiore o da esperienza professionale di livello pari ai titoli di istruzione superiore nel settore, come specificati nel contratto di lavoro o nell’offerta di lavoro (Dir. 2009/50, Ce, art. 2).

Possono accedere alla Carta Blu Ue *gli stranieri in possesso dei requisiti sopra indicati, anche se soggiornanti in altro Stato membro; *i lavoratori stranieri altamente qualificati, titolari della Carta Blu Ue rilasciata in un altro Stato membro (per questo assume particolare rilevanza l’adozione di un modello comune per gli Stati membri); *gli stranieri in possesso dei requisiti citati, regolarmente soggiornanti sul territorio nazionale.

Il permesso di soggiorno vale per due anni per il contratto di lavoro a tempo indeterminato e, negli altri casi, per il periodo del rapporto di lavoro più tre mesi.

Si precisa che, allo scopo di tutelare le posizioni di lavoro per i cittadini italiani e per i cittadini della UE, è vietato l’accesso al lavoro nei casi in cui, in conformità alla legge nazionale o comunitaria in vigore, le attività del lavoratore straniero siano riservate ai cittadini italiani, ai cittadini dell’Unione o ai cittadini del SEE. È anche vietato l’accesso al lavoro se le attività comportano l’esercizio diretto o indiretto di pubblici poteri anche in via occasionale.

APPROFONDIMENTI
*Lavoratori stranieri, le condizioni per lavorare
*L’ingresso dei lavoratori stranieri per l’anno 2011

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