Disoccupazione in aumento

Parliamo di disoccupazione perchè secondo gli ultimi dati Istat i giovani senza lavoro nella fascia d’età 15-24 anni sono aumentati passando dal 28,8% del 2010 al 29,6% del primo trimestre del 2011; nel mezzogiorno questa percentuale arriva addirittura al 46,1%.

Bonus scuola: tutti in gita nella Regione Piemonte

 Grazie al Bando dal titolo “A scuola di Piemonte“, nella Regione sono stati assegnati i “bonus scuola” per le gite a ben 1.853 classi scolastiche. A darne notizia è stato Alberto Cirio, l’assessore all’Istruzione, al Turismo ed allo Sport della Regione Piemonte nel ricordare in particolare come l’agevolazione, fortemente voluta dal Governatore Roberto Cota e dall’assessore stesso, abbia avuto come finalità quella di realizzare in Piemonte, per l’anno scolastico 2010-2011, dei viaggi di istruzione. Il tutto a fronte, proprio a favore delle scuole piemontesi, di una dotazione finanziaria complessiva pari a 300 mila euro da distribuire alle classi delle scuole elementari, quelle medie nonché quelle del biennio superiore.

Occorre licenziare? Prima le donne!

  Abbiamo parlato in passato all’interno del blog di quanto sia difficile per una donna riuscire a conciliare il lavoro con l’essere anche madre; ricordo che sono molte le mamme

Giovani imprenditori e disoccupati: finanziamenti Regione Sardegna

 Ben 9 milioni di euro per sostenere ed agevolare l’avvio di nuovi progetti d’impresa. E’ con questa finalità che nella Regione Sardegna l’amministrazione è scesa in campo con un apposito Bando, denominato “Promuovidea”, del quale potranno beneficiare, con l’erogazione di finanziamenti, sia i giovani aspiranti imprenditori sardi di età compresa tra i 18 ed i 35 anni, sia quei lavoratori che attualmente percepiscono gli ammortizzatori sociali, quindi coloro che sono in cassa integrazione, in mobilità, prendono la disoccupazione o sono in Cigd, ovverosia in cassa integrazione in deroga.  “Promuovidea“, promosso in particolare dall’assessorato del Lavoro della Regione Sardegna, nell’ambito del “POR”, il Piano Operativo Regionale del Fondo Sociale Europeo 2007-2013, non è solo erogazione di finanziamenti visto che contestualmente il Bando offre anche, ai fini dell’avvio di nuovi progetti di impresa, sia sul supporto tecnico, sia il tutoraggio.

Mondo del lavoro e apparenza

La nostra è una società basata (probabilmente troppo) sull’apparenza e se non si corrisponde a determinati canoni si corre il rischio anche di essere tagliati fuori dal mercato del lavoro; un mondo in cui sempre più di rado si è valutati in base alle competenze tecniche.

Lavoro, stipendi e pensioni: manovra finanziaria, le novità

 Sta iniziando a prendere forma la manovra finanziaria triennale da oltre 40 miliardi di euro che dovrà mettere a punto l’Italia per far quadrare i conti pubblici da qui al 2014. Contestualmente, stando all’orientamento del Governo, ed in particolare, del Ministero dell’Economia, dovrebbe essere messa a punto anche la tanto agognata e sospirata riforma fiscale. Ma chi pagherà il conto? Ebbene, a quanto pare il centrodestra vuole “legittimare” questi nuovi sacrifici, innanzitutto, tagliando i costi della politica. Al riguardo Paolo Romano, ministro alle Politiche Agricole, nella giornata di ieri ha rivelato ai giornalisti che dal prossimo mese di luglio i ministri potrebbero rinunciare allo stipendio percependo solo quello da parlamentari. Ma chiaramente non è solo con questo che si sistemano i conti pubblici!

Il contratto di somministrazione presso le agenzie per il lavoro

All’interno della pagina Facebook del blog una lettrice ha scritto:

Ciao gazzetta del lavoro, senta potrei sapere cos’è un contratto di somministrazione presso una agenzia privata? E poi le agenzie cosa guadagno a farti far colloqui con aziende? Cioè che prende una parte del tuo sul tuo stipendio? oppure li paga l’azienda? Ho qualche dubbio!

Abbiamo girato la domanda a Maria Rita Meucci, responsabile ufficio stampa Articolo1 (agenzia per il lavoro).

1) La Somministrazione di lavoro è una nuova forma di rapporto di lavoro introdotta dal D. lgs. n° 276 del 2003 (legge Biagi), artt. da 20 a 28, sulla base della legge delega n° 30/2003, e prevede il coinvolgimento di tre soggetti:

– il somministratore, un’Agenzia per il lavoro autorizzata dal Ministero del Lavoro che stipula un contratto con un lavoratore

– l’utilizzatore, un’azienda pubblica o privata che necessita di tale figura professionale

– il lavoratore

Telelavoro: come, dove e quando

 Esercitare un’attività, come dipendente o collaboratore, senza lo spostamento fisico della persona occupata e con una maggiore flessibilità per quel che riguarda i tempi di lavoro. Lo possiamo definire così il telelavoro, non ancora molto diffuso nel nostro Paese, ma consolidato invece in tante economie di Paesi industrializzati. Sono molte le attività che si possono svolgere in telelavoro, sia in qualità di dipendenti pubblici, sia come assunti o collaboratori di imprese private. Trattasi di una forma di lavoro che offre delocalizzazione a fronte del risparmio di tempo e di denaro sia da parte dell’impresa o dell’ente, sia da parte del lavoratore stesso. In questi ultimi anni il telelavoro, sebbene a macchia di leopardo, si sta diffondendo anche nella Pubblica Amministrazione, così come molte imprese private con la formula del telelavoro hanno spesso portato avanti piani di riorganizzazione e di razionalizzazione della forza lavoro con benefici di medio e di lungo periodo.

Perché lavorare alle Poste Italiane?

 Attraverso un concorso, quando viene predisposto, oppure inviando spontaneamente la propria candidatura. Sono queste le due vie maestre per puntare ad essere assunti alle Poste Italiane. Essere assunti presso il colosso postale significa lavorare per una società a partecipazione pubblica che, contrariamente al dire ed al sentire comune, ha un approccio ed un modello organizzativo tipico di un’azienda efficiente che tende a valorizzare i dipendenti attraverso la meritocrazia. Questo perché, tra l’altro, in un futuro troppo lontano proprio Poste Italiane dovrebbe e potrebbe quotarsi in Borsa a Piazza Affari nel momento in cui lo Stato volesse da un lato fare cassa, e dall’altro valorizzare quello che è uno dei suoi asset più importanti assieme a partecipazioni strategiche come quelle in aziende, tanto per citarne una, come Eni, il colosso energetico.

I lavoratori dipendenti si sentono poco sicuri

Secondo i risultati di un’indagine condotta su 800 lavoratori italiani da Panel Data, un istituto di sondaggi di Padova molti lavoratori dipendenti (il 42%) ritengono il loro impiego poco o

Cercasi operai, ingegneri e cuochi disperatamente

I giovani sono senza lavoro e, secondo i dati dell’ultimo report del report sul mercato del lavoro della città di Bologna uno su tre resta a casa; tuttavia una lieve ripresa c’è stata e questo grazie alle agenzie per il lavoro che grazie ai tanti contratti di somministrazione riescono ad assumere moltissime persone ogni mese. Eppure nonostante questa leggera ripresa qualcosa nel mercato del lavoro italiano sembra non funzionare.

Lavoro: donne e giovani discriminati

Riuscire a trovare un impiego con un buono stipendio è difficile e se si è donne o giovani o si vive nel sud lo è ancora di più; si tratta di una vera e propria discriminazione emersa da una ricerca condotta da Fondoprofessioni (Fondo paritetico interprofessionale per la formazione continua dei dipendenti degli studi professionali) e dall’Università Politecnica delle Marche e presentata ad Ancona durante il Forum “Dalle pari opportunità alle opportunità di sviluppo” organizzato dal Fondo insieme a Confprofessioni. Si parla più specificatamente di discriminazione in 3 aree: genere, generazione e geografiche.

Come lavorare alle Poste Italiane giugno 2011

 Come lavorare alle Poste Italiane? Ebbene, così come per tutte le altre aziende, sia imprese pubbliche, sia imprese private, la strada maestra da seguire è quella di inviare il curriculum. Sul sito Internet di Poste Italiane c’è al riguardo un’apposita sezione finalizzata proprio all’invio del curriculum e, quindi, all’inoltro della candidatura. Alle Poste lavorano la bellezza di 150 mila persone a fronte di una società a partecipazione pubblica che negli ultimi anni ha cambiato pelle; Poste Italiane non è infatti oramai solo una società specializzata nella distribuzione postale e nei servizi di recapito, ma è sempre di più una banca attraverso un’ampia offerta che spazia dai conti correnti ai mutui, e passando per i prestiti, i finanziamenti, i fidi, i prodotti di investimento e le assicurazioni. Sono finiti anche i tempi in cui Poste Italiane chiudeva anno su anno i bilanci in profondo rosso; la società è in ottima salute dal punto di vista della redditività, ragion per cui chi riesce ad “entrare” alle Poste Italiane si sistema praticamente per tutta la vita.