Nel settore turistico, solo a Milano, ci sono a disposizione di chi è a spasso ben 15 nuovi posti di lavoro al giorno per un totale di 5.600 assunzioni sotto la Madonnina nel 2010. A rilevarlo è stata la Camera di Commercio di Milano in accordo con un’elaborazione da cui è emerso, tra l’altro, come Milano sia seconda solo a Roma per numero di aziende che operano nel settore turistico. A Milano sono i cuochi le figure più ricercate, ma sopra la media si attestano anche le richieste di camerieri e di addetti alle pulizie negli alberghi. Secondo quanto dichiarato da Carlo Franciosi, che è un componente della Giunta dell’Ente camerale, per Milano il turismo è un settore importante in quanto, tra l’altro, è in grado di valorizzare il territorio. Ma in merito bisogna anche guardare con attenzione al futuro in vista dei grandi appuntamenti culturali ed economici che interesseranno Milano nei prossimi anni, a partire dall’Expo.
Dal 1° luglio sarà attivo l’Albo dei Buttafuori
Vi ricordiamo che a partire dal 1° luglio 2011 per poter svolgere l’attività di buttafuori servirà un tesserino che permette di essere iscritti all’interno di un apposito albo tenuto dalle
Sono stati pubblicati gli avvisi relativi a “Master and Back“, un’iniziativa che, nella Regione Sardegna, attiva i cosiddetti “percorsi di rientro” presso enti di ricerca, ma anche organismi pubblici e privati che operano sul territorio sardo. A darne notizia nella giornata di ieri, mercoledì 22 giugno 2011, è stata la Regione Sardegna nel ricordare come per la misura siano stati stanziati complessivamente 9 milioni di euro a valere su risorse dell’FSE, il Fondo Sociale Europeo. “Master and Back” è promosso in Sardegna dall’Agenzia regionale per il lavoro al fine di facilitare l’inserimento lavorativo di giovani laureati che hanno già innalzato il proprio livello di preparazione e di competenze seguendo con profitto dei percorsi di alta formazione. Sul sito Internet sono così già stati pubblicati i due avvisi, quello per gli enti privati, e quello per gli enti pubblici e di ricerca.
La tenuta dell’attuale maggioranza di Governo è sostanzialmente a rischio dopo i risultati delle elezioni amministrative 2011, ed ancor di più dopo l’esito del referendum, letto da buona parte dei partiti dell’opposizione come un chiaro messaggio al Premier ed al suo Governo di centrodestra. Poi domenica scorsa, da Pontida, c’ha pensato il leader della Lega Nord Umberto Bossi a gettare benzina sul fuoco con tutta una serie di richieste, a nome del popolo del partito del Carroccio, che dovranno essere esaudite in tempi brevi. E così, per il Decreto Sviluppo, la cui approvazione è attesa nelle prossime ore, il Governo ha deciso di puntare sulla carta della fiducia, ma nello stesso tempo ha tagliato fuori dal maxi-emendamento la bellezza di 20 mila docenti già abilitati, o prossimi all’abilitazione che, in particolare, saranno esclusi dalle graduatorie.
Assunzioni nella scuola, ed in particolare negli istituti piemontesi che si trovano sia nelle zone montane, sia in quelle realtà urbane che sono attualmente degradate; ma anche la sperimentazione della formazione professionale per i giovani nell’ambito dei contratti di apprendistato, meno burocrazia per venire incontro alle imprese sul territorio, ed il bonus bebè a sostegno delle famiglie. Sono queste alcune delle misure che in questi mesi ha messo in atto la Regione Piemonte che, in accordo con le dichiarazioni rilasciate dal Governatore Roberto Cota, ha confermato il proprio impegno nella lotta alla disoccupazione ed alla precarietà. Roberto Cota venerdì scorso, 17 giugno del 2011, nel corso della presentazione di una ricerca a cura dell’Ires ha posto l’accento sul fatto che l’Amministrazione regionale ha il dovere di dare sicurezze ai cittadini visto che proprio la precarietà e la disoccupazione sono i due fattori che, senza un passaggio alla continuità lavorativa, generano insicurezza.
L’Italia è sempre più sotto pressione. Sia a causa dell’instabilità a livello politico, sia perché si sta stringendo il cerchio delle agenzie di rating, anche sull’Italia, chiamata molto probabilmente a mettere a punto la manovra strutturale da circa 40 miliardi di euro in largo anticipo in modo da tranquillizzare i mercati finanziari e, quindi, evitare una pericolosissima fase di speculazione sul debito sovrano. E dopo l’ultima manovra, che ha congelato nel pubblico impiego gli stipendi per ben tre anni, c’è grande timore per i docenti precari, i cosiddetti supplenti per intenderci, che sono in tutto e per tutto aggrappati al Decreto Sviluppo. All’interno del Dl, in particolare, è stato inserito il cosiddetto provvedimento salva prof-precari che non “salverà” tutti, ma probabilmente solo quelli che, rimasti con la scuola senza contratto, ne hanno stipulato almeno un paio negli ultimi anni.
E’ un ente universitario, rigorosamente militare, con sede a Modena, nel centro storico. Da questo ente, a seguito di un percorso di studi avente una durata di due anni, escono quelli che saranno sia i futuri ufficiali dell’Arma dei Carabinieri, sia quelli del Ruolo Normale dell’Esercito Italiano. Stiamo parlando, nello specifico, della prestigiosa Accademia Militare di Modena, un ente di formazione universitaria propedeutico poi, finiti i due anni, per l’ingresso, a Roma, per i Carabinieri, alla Scuola Ufficiali, e per i futuri Ufficiali del Ruolo Normale dell’Esercito Italiano, alla Scuola di Applicazione e Istituto di Studi Militari dell’Esercito che, in particolare, si trova a Torino.