Per la CGIA di Mestre si esce dalla crisi solo puntando sugli investimenti

di Redazione Commenta

La CGIA di Mestre è intervenuta sull’attuale situazione economica facendo il punto della situazione sugli investimenti degli ultimi dieci anni delle grandi imprese. Infatti, per l’associazione locale di Mestre, le grandi imprese hanno aumentato i loro investimenti negli ultimi dieci anni solo negli immobili con una incidenza di quasi del 91% in più, ,mentre quelli sui macchinari sono aumentati del 18,5%.

Non solo, per la CGIA di Mestre, al 31 dicembre 2011, la quota di investimenti nel settore immobiliare è risultata essere superiore di quasi 2 volte e mezza rispetto a quella destinata a macchinari e attrezzature varie.

Un enorme giro di denaro che non ha certamente favorito le imprese in termini di crescita economica tanto che Giuseppe Bortolussi, il segretario della CGIA di Mestre, ha precisato che

E’ da augurarsi con le nuove misure che il Governo Monti sta predisponendo a sostegno delle imprese si tenga conto di chi, in una fase economica così difficile, ha continuato a credere nella propria azienda, a differenza di coloro che invece hanno pensato bene di riporre i propri investimenti nel settore immobiliare, abbassando la competitività del nostro sistema produttivo. Certo generalizzare è sempre sbagliato, ma questa nostra analisi dimostra come, in questo ultimi dieci anni, le grandi aziende italiane si siano concentrate prevalentemente su attività speculative, invece di investire sul miglioramento dell’organizzazione produttiva che ci avrebbe consentito di recuperare quote importanti di competitività

Per la CGIA l’industria italiana ha privilegiato soprattutto l’investimento di tipo speculativo trascurando la produttività e quindi la competitività delle nostre grandi aziende in una fase storica, come quella verificatasi per gran parte dell’ultimo decennio.

Per la CGIA l’andamento degli investimenti in immobili avvenuti in questo ultimo decennio è stato fortemente condizionato dalle agevolazioni innescate anche per la cosiddetta “Tremonti bis”.

Di certo, per uscire dalla crisi e cercare, di conseguenza, di invertire il trend è necessario modificare questa realtà cercando di favorire la parte industriale delle crescita evitando spinte speculative.

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