Come aprire un’erboristeria

di Redazione 1

In Italia l’erboristeria si è sviluppata soprattutto negli ultimi decenni. Per aprire un’erboristeria, ogni Comune segue regole diverse. Diventare un bravo erborista non è semplice. Oltre allo studio, è bene quindi che trovi anche qualche professionista esperto che gli consenta di imparare al suo fianco.

Aprire un’erboristeria può ancora essere una buona idea per mettersi in proprio, innanzitutto perchè l’avvio di un’erboristeria comporta investimenti più contenuti. Inoltre, a seconda di come è organizzato il punto vendita, un’erboristeria può anche essere condotta da una sola persona.

Un’erboristeria può avere successo soltanto se si verificano alcune condizioni. Innanzi tutto occorre avere un vasto assortimento di prodotti. I clienti sono infatti sempre più esigenti per quanto riguarda il numero delle referenze che possono trovare all’interno di un punto vendita dove desiderano acquistare anche integratori alimentari, fitoterapici e cosmetici a base di erbe. Ci si può dedicare a questa attività soltanto se si ha la necessaria preparazione.

Per iniziare l’attività di commercio al dettaglio di prodotti erboristici, bisogna  fare una distinzione. Se all’attività di erborista si intendono produrre o commercializzare piante officinali sfuse e loro derivati, allora è obbligatoriamente necessario conseguire una Laurea triennale in Tecniche Erboristiche (oppure una laurea specialistica in Farmacia) conseguita presso la facoltà di Farmacia o Agraria. Se l’attività di erborista è unita alla vendita di prodotti salutistici già preconfezionati, ci si deve rivolgere all’Ufficio Commercio del Comune in cui si intende avviare l’attività.

Il farmacista, iscritto all’Ordine dei Farmacisti, può aprire una parafarmacia contenente medicinali ed anche prodotti erboristici. Non può però servirsi di quelle erbe che sono esitabili esclusivamente dal farmacista in farmacia. La professione dell’erborista rappresenta dunque un insieme di queste due competenze, con un’importante differenza, e cioè che l’erborista laureato può vendere e miscelare erbe officinali non medicinali.

Le uniche forme di aggregazione degli erboristi sono quelle sindacali della Federazione Erboristi Italiani (Confcommercio) e dellUnione Nazionale Erboristi (Confesercenti), associazioni che rappresentano gli operatori del settore e sono impegnate nella tutela giuridica e sindacale dei propri associati.

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