Crescono i dati sulla disoccupazione raggiungendo un nuovo record

di Redazione Commenta

Nuovo record storico e negativo per la disoccupazione giovanile nel nostro Paese. Infatti, nel mese di ottobre il tasso di disoccupazione degli under 25 è salito al 36,5%: il dato arriva dall’Istat, spiegando che si tratta del dato più alto dal gennaio 2004 (anno d’inizio delle serie storiche mensili) e del record negativo assoluto mai registrato dal quarto trimestre del 1992 (inizio delle serie storiche trimestrali).

Per l’Istat, tra i 15-24enni le persone in cerca di lavoro sono 639mila e rappresentano il 10,6% della popolazione in questa fascia d’età. Il tasso di disoccupazione è aumentato di 0,6 punti percentuali rispetto a settembre e di 5,8 punti su base annua.

La CISL, per voce di Raffaele Bonanni, chiede un intervento del Governo Monti perché stiamo raggiungendo il limite sociale sostenibile. Infatti, per il segretario generale confederale della CISL, Raffaele Bonanni,

I dati sulla disoccupazione sono drammatici, soprattutto per quanto riguarda i giovani e le donne. Ma è inutile piangersi addosso, è arrivato il momento di fare tutti insieme qualcosa. Non serve a niente scaricare la responsabilità sugli altri

Secondo la nota diffusa dalla CISL

I dati forniti oggi sull’occupazione fotografano una Italia immobile sul piano economico, che fa più fatica degli altri ad uscire dalla crisi perché non si vogliono affrontare i nodi veri che ostacolano la ripresa dell’occupazione. Se ci sono più di due milioni di italiani senza lavoro, non basta lanciare l’allarme. Bisogna fare tutti di più per smuovere le acque, ciascuno per le proprie responsabilità: governo centrale, regioni, enti locali, banche, imprese, sindacati. Bisogna rimettere in moto l’economia, utilizzando tutte le risorse disponibili, tagliando le spese inutili ed i costi della politica. Occorre ridurre le tasse per chi fa davvero investimenti, e poi intervenire sulle spese dell’energia, sulle disfunzioni della pubblica amministrazione, sulle infrastrutture, sull’innovazione e la ricerca. Nessuno farà più investimenti in Italia se non si affrontano questi problemi di cui nessuno si occupa da più di vent’anni. Bisognerebbe poi fare più riqualificazione professionale per ricollocare le persone nel mercato del lavoro nei pochi settori dove ci sono carenze di manodopera ben qualificata

I dati sulla disoccupazione giovanile fotografano una realtà drammatica; infatti, in base ai dati forniti dall’Istat, il tasso di disoccupazione, a ottobre, è balzato all’11,1% dal 10,8% di settembre (all’11,8% se si considera il dato non destagionalizzato): si tratta del livello più alto registrato dal 2004, anno d’inizio delle serie storiche mensili. Se si considerano i dati trimestrali è il dato più alto dal primo trimestre del 1999.

Questi dati mettono in evidenza che il numero dei disoccupati a ottobre è di 2 milioni e 870 mila. È il livello più alto sia dall’inizio delle serie storiche mensili, gennaio 2004, sia dall’inizio delle serie trimestrali, IV trimestre 1992. Il tasso di disoccupazione è aumentato di 0,3 punti percentuali rispetto a settembre e di 2,3 punti nei dodici mesi.

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