Fincantieri: per i sindacati di Castellammare il nuovo piano è una soluzione da perseguire

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Fincantieri per i sindacati di Castellammare il nuovo piano è una soluzione da perseguire

“Incremento della produzione del 40% per il cantiere navale di Castellammare di Stabia”, è quanto ha deciso Fincantieri che ha messo a punto un piano di investimenti che assicura lavoro per i prossimi dieci anni a tutti gli stabilimenti del Gruppo, compreso quello stabiese.

Il nuovo programma di lavoro, che l’azienda andrà a varare entro aprile 2019, vede protagonisti tutti gli stabilimenti industriali da Palermo a Castellammare fino a Monfalcone, compresi tutti i siti industriali all’estero.

Per il cantiere di Castellammare, che ha raggiunto altissimi livelli di specializzazione, è previsto un restyling in cui rientra la sostituzione del tradizionale scalo di varo con una piattaforma semisommergibile e un sistema di carrelli mobili.

Si tratta di un sistema moderno che consente di varare costruzioni di stazza maggiore, assicurare maggiore efficienza al ciclo produttivo e un livello di sicurezza più alto per il personale addetto alle operazioni di varo, senza considerare gli innegabili vantaggi derivanti dal lavorare in piano.

Una soluzione che ha convinto i sindacati di Stabia a patto che il progetto “si sviluppi così come presentato”.

FIM-FIOM-FAILMS dopo un incontro, il 7 dicembre, con il responsabile aziendale per le relazioni sindacali Marco Grillo, hanno diramato un comunicato sindacale in cui, tra l’altro, precisano che “per rendere tutto ciò attuativo, c’è bisogno di un forte intervento delle istituzioni a partire dalla quota parte per gli investimenti previsti sulle aree demaniali, mentre l’azienda già si è resa disponibile a supportare economicamente la parte di adeguamento infrastrutturale non ancora quantificata”.

I sei delegati della rappresentanza sindacale dichiarano infine che “la RSU di fabbrica, come sempre, vigilerà attentamente affinché il tutto venga realizzato per garantire il futuro al nostro stabilimento”.

Proprio con riferimento al sito di Castellammare, Fincantieri si era già espressa il 5 dicembre precisando che “nel caso di Castellammare la società ha onorato l’impegno di tenere aperto il cantiere negli anni più duri della crisi e ora che si assiste a un notevole incremento della domanda è allo studio la progettualità indispensabile per rispondere alla forte richiesta del mercato. Gli investimenti pensati per il cantiere stabiese non vanno nella direzione della riduzione, ma dell’incremento della capacità produttiva”.

Il sistema di varo attuale tramite scalo per la società è ormai anacronistico e antieconomico, tanto da essere stato eliminate in tutti i cantieri del mondo “modernamente organizzati”.

La costruzione invece di un’ampia platea comporterebbe una serie di vantaggi, tra cui andrebbe a liberare aree indispensabili per assicurare maggiore capacità al cantiere con evidenti ricadute occupazionali dirette e indirette.

Inoltre, permetterebbe di varare costruzioni di stazza maggiore, in pratica navi e tronconi più grandi di 250 metri, assicurando maggiore efficienza al ciclo produttivo e un livello di sicurezza più alto per il personale addetto alle operazioni di varo, senza considerare gli innegabili vantaggi derivanti dal lavorare in piano.

Il cantiere di Castellammare di Stabia attualmente annovera circa 560 dipendenti e quotidianamente accedono in azienda altri 900 lavoratori dell’indotto, dei quali l’85% è originario di Castellammare o zone limitrofe.

Fincantieri fino ad oggi ha fatto il possibile per mantenere la permanenza dei lavoratori sul territorio, riducendo al minimo le trasferte presso altri cantieri.

Pertanto gli interventi che l’azienda andrà ad effettuare consentiranno al cantiere stabiese di non dover in futuro ridurre il carico di lavoro, soprattutto nell’ottica che questo stabilimento, insieme a quelli di Marghera e Monfalcone, dovrà realizzare navi che hanno dimensioni che superano la capacità di varo in larghezza che lo scalo attuale può assicurare.

 

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