La formazione continua in medicina

di Francesco Pentella Commenta

Il programma di Educazione Medica Continua (ECM) nel nostro, come in molti altri Paesi europei, è volto alla promozione dell’aggiornamento delle figure sanitarie.

La formazione continua è un sistema che possiamo definire di accreditamento personale della propria professionalità e con i recenti contratti di lavoro è diventato un passo necessario ed obbligatorio per alcune categorie di lavoratori, in modo particolare, per i lavoratori del settore sanitario.

In sostanza, l’ECM, o formazione continua, è diventato un obbligo professionale perché permetterebbe alle categorie interessate di provvedere alla propria formazione e al loro aggiornamento professionale.

A volte è l’azienda sanitaria che provvede con specifici corsi, ma altre volte, e non sono casi isolati, è il singolo operatore che deve provvedervi e garantire un livello minimo di formazione.

A partire dal 2002 diverse Regioni, tra le quali la Lombardia, hanno avviato sistemi regionali per l’ECM.  In Lombardia è stata istituita con Decreto n. 3730/04 del marzo 2004 la Commissione Regionale per la formazione continua ed in seguito sono state definite le normative per l’accreditamento dei Provider lombardi e l’attribuzione di crediti formativi sia per eventi in presenza che a distanza secondo le normative stabilite.

A questo proposito vale la pena di mettere in evidenza il decreto n. 3684 del 14 aprile 2010 della Direzione Generale della Sanità della regione Lombardia titolato come Il sistema lombardo di Educazione Continua in Medicina – Sviluppo professionale continuo (ECM-CPD): indicazioni per l’anno 2010 ed è già stato contestato dal Collegio Ipasvi della provincia di Milano.

In sostanza, secondo il Collegio Ipasvi il decreto provocherebbe un aumento notevole dei costi per la formazione con ripercussioni dirette verso i singoli lavoratori della sanità.

La formazione professionale non può essere un modo per introitare, tasse camuffate sotto forma di contributi, fissando delle quote da versare alle strutture regionali altrimenti si sminuirebbe il ruolo stesso della formazione.

L’aspetto che viene maggiormente criticato è l’aumento dei costi nella formazione a distanza, il Collegio Ipasvi di Milano rivendica il suo ruolo di Ente Pubblico non economico rivolto alla tutela e salvaguardia della professione.

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