Lavorare in una startup: perché in alcuni casi è meglio che in una corporate

di Redazione Commenta

Uno degli step più impegnativi nel processo di creazione di una startup è la formazione del team.

Già a partire dal pitch deck, la composizione della squadra è determinante agli occhi degli investitori poiché la qualità delle persone rappresenta il reale vantaggio competitivo della startup.

Il fattore critico diventa la risorsa umana che, al contrario di altri assets, è unica e inimitabile.

Quindi, come creare un “killer team”?

Lo stage 2.0, una soluzione win-win

Le sfide lavorative non si affrontano necessariamente con l’esperienza e i capelli grigi.

Per rispondere ad un mercato sempre più complesso, inserire nella squadra giovani laureandi con una prospettiva illuminante e idee geniali farà di essa un vero killer team.

Ma perchè gli studenti dovrebbero scegliere una startup anziché una realtà affermata?

I motivi sono tanti.

Una startup è una realtà dinamica e informale in cui lo studente metterà le mani in pasta fin da subito, influenzerà le decisioni aziendali in prima persona e svilupperà un senso di appartenenza più forte.

Tutto questo è spesso assente nelle grandi corporate.

Le startup possono fermare la tendenza a considerare lo stage “sfruttamento” dando vita allo stage 2.0, una soluzione win-win che, se applicata nel modo corretto, apporta benefici ad entrambe le parti.

E’ vero, con la pandemia il mercato del lavoro si è inasprito.

Trovare opportunità di stage è più difficile anche a causa della modalità smart-working richiesta che può spaventare gli imprenditori.

Tuttavia, lavorare bene e a distanza è possibile.

Un esempio è Startup Geeks dove, solo negli ultimi 11 mesi, oltre 15 studenti hanno iniziato il loro percorso professionale.

5 pratiche per creare lo stage 2.0 perfetto

Convertire gli studenti in membri performanti richiede una gestione consapevole dello stage.

Ecco alcuni pratiche consigliate:

La formazione inizia dal giorno 0

Dal giorno 0, fornite tutte le informazioni necessarie allo stagista per comprendere il ruolo ricoperto e il panorama di mercato.

I primi giorni sono dedicati all’onboarding

In questi meeting si racconta la storia della startup, le evoluzioni, gli obiettivi futuri e si sottolineano la vision, i valori e la mission.

Feedback giornalieri di relazione e di formazione

Programmate dei momenti di confronto con tutto il team, sarà utile allo stagista per ricevere feedback immediati e rafforzare i rapporti.

Flessibilità e responsabilità

Le responsabilità dello stagista diventeranno gradualmente più grandi.

Al contempo, le attività saranno gestite in autonomia grazie all’orario flessibile previsto dallo smart working.

OKR

Lo stagista deve monitorare lo stato degli OKR, ovvero degli obiettivi chiave che gli sono stati assegnati.

Perciò, pianificate dei momenti di revisione OKR per discuterne insieme.

Un ultimo consiglio agli stagisti e agli startupper

E’ vero i rischi ci sono per entrambi: uno stagista potrà voler prendere un’altra strada.

Iniziare la propria carriera in una startup non è semplice, un’azienda più strutturata e prevedibile può sembrare la scelta più conveniente.

Ma sceglietevi a vicenda, correte questo rischio, poiché dalla vostra collaborazione potrebbero scaturire idee rivoluzionarie.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>