Scuola: forse precari a vita

di Redazione Commenta

La scuola in alcune regioni italiane è iniziata ieri e non sono di certo mancate polemiche; polemiche, lamentele da parte di quei tanti precari che forse non riusciranno mai ad entrare di ruolo nel mondo della scuola.

Lo stesso Ministro Gelmini come abbiamo ricordato qualche giorno fa ha ribadito la difficoltà di assorbire tutti ma che forse, nei prossimi 6-7 anni grazie ai pensionamenti forse gli attuali 220mila precari saranno assorbiti dal sistema d’istruzione.

Previsioni ottimistiche? Forse sì. Giancarlo Montemarani, ha 68 anni e come si legge in un articolo contenuto all’interno del corriere.it non è entrato nel guinness dei primati perchè una classifica specifica, almeno per il momento, non c’è.

Insegnante di francese in una scuola media di Macerata, ha passato tutta la vita senza poter diventare di ruolo finché nel 2007 l’hanno spedito in pensione

Purtroppo però il suo calvario, come ricorda il legale Narciso Ricotta, non è ancora finito; Montemarani è infatti in attesa di poter andare in pensione prima dei 70 anni da professore non più precario. Ebbene sì: il nostro non può essere di certo definito un paese veloce quando si parla di burocrazia.

La sua però sembra non essere una situazione isolata; sembrano essere infatti in molti quelli che corrono il rischio di vedersi pensionare prima ancora di poter uscire dalla condizione di precario.

Queste le parole poco rassicuranti di Francesco Scrima, il segretario generale della Cisl scuola

Impossibile dire con esattezza quanto tempo servirà per assorbire tutti i precari. In alcuni casi, secondo i nostri calcoli, anche trent’anni e più

Prende come esempio il precariato che c’è nelle scuole materne.

Gli iscritti alle cosiddette graduatorie ad esaurimento per questo settore dell’istruzione sono 74.744. Una volta colmati i vuoti degli organici (circa 4 mila unità) e tenendo conto che d’ora in poi sarà possibile occupare al massimo soltanto i posti lasciati liberi dai pensionati, circa 2 mila l’anno, ciò significa che il serbatoio dei precari non si svuoterà completamente prima di trentacinque anni. Nel 2045.

Le graduatorie ad esaurimento sono degli elenchi predisposti in seguito alla sanatoria approvata dal governo Prodi per cercare di sanare l’assurda situazione che si era venuta creando negli anni precedenti; questi elenchi sono compilati prendendo in considerazione dei criteri oggettivi (come l’anzianità) si dovrà attingere per coprire il 50% dei posti che di volta in volta risulteranno vacanti.

Il numero degli iscritti? 229.721!  A questi vanno aggiunti altri 300 mila che non sono nelle graduatorie perchè non abilitati ma che comunque fanno parte del precariato scolastico. Tanti che forse, purtroppo, resteranno precari a vita.

Via| corriere.it

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