Il parere del Ministero di Giustizia sulla durata dei nuovi tirocini professionali nel campo forense

 Il ministero della giustizia ha risposto al quesito inviato dal Consiglio nazionale forense nel mese scorso in ordine alle modalità applicative dell’articolo 9 comma 6, del decreto legge 24 gennaio 20L2, n. 1, convertito con modificazioni dalla Legge 24 marzo 2012, n.27, sulla durata del tirocinio per I’ accesso alle professioni regolamentate.

A questo riguardo il Ministero della Giustizia ha precisato che, poiché il decreto legge non ha previsto alcuna norma transitoria, le nuove regole non possono trovare applicazione per i tirocini iniziati anteriormente all’entrata in vigore del decreto legge stesso, vale a dire, prima del 24 gennaio 2012.

Cercasi tre procuratori presso l’Avvocatura dello Stato

L’Avvocatura Generale dello Stato si occupa della consulenza giuridica e della difesa delle Amministrazioni Statali in tutti i giudizi, sia comunitari che internazionali. La sede centrale è a Roma, ma nei diversi Capoluoghi regionali ci sono le diverse Avvocature distrettuali. Oggi vogliamo segnalarvi la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale di un concorso indetto dalla stessa Avvocatura per ricercare tre procuratori dello stato. La selezione avverrà solo attraverso un esame teorico pratico. Uno dei posti è riservato ai concorrenti che sono in possesso di un attestato che comprovi la conoscenza della lingua italiana e tedesca.

Avvocati e commercialisti: liberalizzazione professioni, cosa cambia

 C’è un gran fermento da qualche giorno a questa parte ai piani alti degli Ordini professionali. Questo perché in ambito politico è in ballo la proposta di liberalizzare le professioni, partendo in particolare dai commercialisti e dagli avvocati. Le novità dovevano in particolare essere introdotte per Decreto nella manovra correttiva triennale, ma poi in sede di Consiglio di Ministri l’attuale Governo in carica sembra aver deciso di passare alla messa a punto di una legge delega sulla riforma delle professioni in modo che questa poi segua il completo iter parlamentare, ed una conseguente e doverosa discussione a livello politico ed istituzionale.

Avvocati dipendenti dell’Inpgi: novità

 L’INPGI con comunicato del 2 marzo 2011 ha reso noto che il Consiglio Nazionale Forense ha deliberato la reiscrizione di tre avvocati che patrocinavano direttamente le cause per l’Inpgi, cioè l’ente per cui lavorano, nell’elenco speciale aggiunto degli Avvocati di Roma.

Nel 2001 l’Ordine degli avvocati di Roma aveva ritenuto che gli avvocati dipendenti degli Enti privatizzati non potessero essere assimilati agli avvocati dipendenti degli Enti pubblici.

Pertanto il contenzioso era stato affidato ad avvocati esterni, nonostante la redazione degli atti fosse portata avanti dall’avvocatura interna dell’INPGI.

Avvocatura: Bando Inps per la pratica forense

 A favore di circa 400 avvocati, nei giorni scorsi è stato aperto un Bando per la pratica forense presso l’avvocatura dell’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale. A darne notizia è stato proprio l’Inps nel far presente in particolare come il Bando sia partito lo scorso 25 ottobre, e come le domande, solo ed esclusivamente in via telematica, potranno essere presentate entro e non oltre le ore 24 di lunedì 22 novembre 2010. Il Bando, in accordo con quanto riferisce l’Inps, rappresenta un altro tassello alla riforma dell’avvocatura dell’Istituto, e prevede l’ammissione alla pratica forense con gli stessi criteri e con le stesse modalità che sono previste dall’Avvocatura dello Stato. La domanda, come sopra accennato, si presenta per via telematica collegandosi online al sito Internet dell’Inps, www.inps.it, e non è ammessa in merito alcuna modalità alternativa di trasmissione al fine di poter inoltrare la richiesta; questo significa che l’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale, ai fini dell’accesso al Bando, non accetterà domande cartacee o con qualsiasi altro mezzo presentate presso gli Uffici dell’Inps, così come non saranno accettate quelle che dovessero eventualmente arrivare a mezzo posta.

Libera professione, nessuna tassa di iscrizione per i praticanti legali

Buone notizie per i praticanti legali: non è dovuta la tassa sulle concessioni governative per l’iscrizione al primo anno nell’apposito registro dei praticanti.

Il R.D.L. del 27 novembre 1933 n. 1578, convertito con modificazioni dalla legge 22 gennaio 1934 n. 36, prevede che i laureati in giurisprudenza, che svolgono la pratica, sono iscritti, a domanda e previa certificazione del procuratore di cui frequentano lo studio, in un registro speciale tenuto dal consiglio dell’ordine degli avvocati e dei procuratori presso il tribunale nel cui circondario hanno la residenza, e sono sottoposti al potere disciplinare del consiglio stesso.

I praticanti procuratori, dopo un anno dalla iscrizione nel registro sono ammessi, per un periodo non superiore a sei anni, ad esercitare il patrocinio davanti ai tribunali del distretto nel quale è compreso l’ordine circondariale che ha la tenuta del registro suddetto, limitatamente ai procedimenti che, in base alle norme vigenti anteriormente alla data di efficacia del decreto legislativo di attuazione della legge 16 luglio 1997 n. 254, rientravano nelle competenze del pretore.

Esame di avvocato in Spagna e riconoscimento del titolo

In Europa, in particolare in Italia, per poter esercitare alcune professioni non basta conseguire il titolo di studio, ma è indispensabile iscriversi all’Ordine, Collegio o Consiglio professionale relativo.

In base alla nostra normativa in vigore le professioni interessate sono, per gli ordini professionali, dottori agronomi e dottori forestali, architetti, assistenti sociali, biologi, chimici, dottori commercialisti, consulenti del lavoro, farmacisti, geologi, giornalisti, ingegneri, medici chirurghi e odontoiatri, medici veterinari e psicologi.

Al contrario i collegi professionali hanno lo scopo di tutelare le professioni di agrotecnici, costruttori edili, geometri, infermieri professionali e assistenti sanitari-vigilatrici d’infanzia, ostetriche, periti agrari, periti grafici, periti industriali, tecnici di radiologia medica, ragionieri e periti commerciali.

Banca D’Italia, concorso per cinque avvocati

 Banca D’Italia è la banca centrale della Repubblica italiana ed è parte del Sistema europeo di banche centrali (SEBC) e dell’Eurosistema.

La Banca D’Italia indice un concorso per l’assunzione di cinque avvocati. Sono richiesti i seguenti requisiti:

  • Laurea specialistica/magistrale in Giurisprudenza, conseguito con un punteggio di almeno 105/110 o votazione equivalente, ovvero diploma di laurea di vecchio ordinamento in Giurisprudenza, conseguito con un punteggio di almeno 105/110 o votazione equivalente.
  • Iscrizione ad uno degli Albi degli Avvocati istituiti in Italia, presso i relativi Consigli dell’Ordine.