La crisi non diminuisce, aziende sempre più in difficoltà

di Francesco Pentella Commenta

Il quadro economico non è per nulla confortante visto che le imprese italiane si lamentano sempre di più delle difficoltà non solo economico ma soprattutto finanziarie. Infatti, la CGIA di Mestre torna a denunciare la pesante difficoltà delle imprese italiane a continuare ad assicurare il lavoro e l’occupazione delle maestranze.

A questo proposito il segretario della CGIA di Mestre, Giuseppe Bortolussi, ha così commentato l’analisi svolta dalla stessa associazione sulle sofferenze registrate dalla nostro tessuto imprenditoriale

“Ricevono sempre meno prestiti e nel contempo fanno sempre più fatica a restituire quelli ricevuti. Tra l’agosto del 2011 e lo stesso mese di quest’anno, la contrazione degli impieghi erogati dalle banche alle imprese italiane è stata di circa 27 miliardi di euro, mentre le sofferenze in capo al sistema imprenditoriale sono aumentate di 12,3 miliardi di euro. Ormai l’ammontare complessivo delle insolvenze sfiora gli 88 miliardi di euro: un vero e proprio record mai raggiunto dopo l’avvento dell’euro

L’analisi della CGIA di Mestre si è svolta analizzando i dato degli ultimi 12 mesi dell’anno (agosto 2011-agosto 2012).

In base ai dati in possesso dell’associazione, il Centro è l’area geografica ad aver subito la più significativa variazione di crescita delle sofferenze:  tra il luglio 2011 e lo stesso mese di quest’anno (ultimo dato disponibile)  l’incremento è stato dell’17,3%, contro il +16,9% registrato nel Nord Est, il + 15,1% fatto segnare dal Nord Ovest ed il +14,6% maturato nel Sud.

Sul fronte dei prestiti, il ruolo spetta alle zone del Nord Ovest: è questa l’area geografica che ha subito la flessione più evidente. Infatti, tra il mese di luglio 2011 e il luglio 2012, la contrazione è stata del -2,67%, rispetto al -1,67% fatto segnare dal Nord Est, al -1,58% registrato nel Sud e al -1,50% maturato nel Centro.

Infatti, per Bortolussi

Dopo quattro anni di crisi soprattutto le piccole imprese stanno soffrendo per la mancanza di liquidità. Per soddisfare gli ordini e la domanda, le piccole imprese devono pagare le forniture, acquistare le materie prime e i servizi, pagare le utenze, onorare gli impegni economici assunti con i propri dipendenti, versare le tasse e i contributi ed è chiaro che senza liquidità molte esperienze imprenditoriali rischiano di cessare l’attività. Ricordo che dall’inizio della crisi ad oggi sono quasi 50.000 le imprese italiane che hanno fallito e circa un terzo di queste hanno chiuso i battenti per mancati pagamenti

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