Dalla Cassazione sentenza sul rimborso IRAP

di Redazione Commenta

La Corte di Cassazione interviene sul termine di decadenza del rimborso IRAP; infatti, per la suprema corte il termine di decadenza dei due anni al fine di chiedere il dovuto rimborso non decorre dal momento della presentazione della dichiarazione e non al momento del versamento dell’acconto.

In effetti, la Corte di Cassazione giunge a questa decisione attraverso la sentenza n. 23562 del 2012. A questo proposito, a suddetta Corte di Cassazione in merito all’articolo 38 del D.P.R. 602 del 1972 osserva che

1. Il soggetto che ha effettuato il versamento diretto può presentare all’intendente di finanza nella cui circoscrizione ha sede il concessionario presso la quale è stato eseguito il versamento, istanza di rimborso, entro il termine di decadenza di quarantotto mesi dalla data del versamento stesso, nel caso di errore materiale, duplicazione ed inesistenza totale o parziale dell’obbligo di versamento.
2. L’istanza di cui al primo comma può essere presentata anche dal percipiente delle somme assoggettate a ritenuta entro il termine di decadenza di quarantotto mesi dalla data in cui la ritenuta è stata operata.
3. L’intendente di finanza, sentito l’Ufficio delle imposte, provvede al rimborso mediante ordinativo di pagamento.
4. Si applicano il secondo e terzo comma dell’articolo precedente.
5. Quando l’importo del versamento diretto effettuato ai sensi del primo comma, n. 3), o del secondo comma, lettera c), dell’art. 3 è superiore a quello dell’imposta liquidata in base alla dichiarazione ai sensi dell’art. 36-bis del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, l’intendente di finanza provvede al rimborso della differenza con ordinativo di pagamento, su proposta dell’Ufficio.
6. I rimborsi delle imposte non dovute ai sensi dell’articolo 26-quater del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, richiesti dalle società non residenti aventi i requisiti di cui alla lettera a) del comma 4 del citato articolo 26-quater o da stabili organizzazioni, situate in un altro Stato membro, di società che hanno i suddetti requisiti sono effettuati entro un anno dalla data di presentazione della richiesta stessa, che deve essere corredata dalla documentazione prevista dall’articolo 26-quater, comma 6, del citato decreto n. 600 del 1973 o dalla successiva data di acquisizione degli elementi informativi eventualmente richiesti.
7. Se i rimborsi non sono effettuati entro il termine di cui al precedente comma, sulle somme rimborsate si applicano gli interessi nella misura prevista dall’articolo 44, primo comma

Per questa ragione, sempre per la Corte di Cassazione, in base all’articolo 38 sempre del suddetto decreto, il soggetto che ha effettuato il pagamento diretto può presentare istanza di rimborso entro il termine di decadenza di quarantotto mesi dalla data del versamento stesso in caso di presenza di errore materiale, duplicazione ed inesistenza totale o parziale dell’obbligo di versamento.

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