Boom di imprenditrici straniere

Spesso, quando si parla di lavoratrici straniere si tende, erroneamente a fare riferimento solo a colf e badanti; invece, il 70% delle lavoratrici straniere risulta essere impiegato nel terziario, il

Occupazione e impresa: sgravi fiscali in Sardegna

 Nella Regione Sardegna partono ufficialmente i “Poic”, i Programmi operativi per l’imprenditorialità comunale, che rappresentano sia un’iniziativa sperimentale, sia un progetto pilota a livello nazionale. A darne notizia è l’Amministrazione regionale nel far presente come sul territorio sardo sia quello di Alghero il Comune capofila di un progetto che, nello specifico, mira a concedere sgravi fiscali per le nuove imprese e, di conseguenza, per la creazione di nuovi posti di lavoro. La misura dei Programmi operativi per l’imprenditorialità comunale è stata così inserita all’interno del Piano straordinario per il lavoro 2011 che la Giunta della Regione Sardegna ha approvato proprio nei giorni scorsi. Sul territorio, ed in particolare nel Comune di Alghero, i “Poic”, Programmi operativi per l’imprenditorialità comunale, partono con una dotazione finanziaria pari a 5 milioni di euro, ma se i riscontri saranno buoni l’Amministrazione regionale s’è da ora impegnata per andare ad incrementare in futuro i fondi stanziati.

Giornata mondiale contro il lavoro minorile

Oggi 12 giugno è la Giornata mondiale contro lavoro minorile e il titolo della campagna organizzata dall’ILO International Labour Organization è: “Attenzione! I bambini fanno lavori pericolosi. Fermiamo il lavoro minorile“.

Pensate che sono ben 215 milioni i baby lavoratori in tutto il mondo molti dei quali svolgono mansioni pericolose; questo fenomeno riguarda anche il nostro paese dove Telefono Azzurro dal 2006 fino ad ggi ha ricevuto circa 600 telefonate di sfruttamento lavorativo di bambini ed adolescenti.

Lavoro Regione Piemonte: piano per occupazione e competitività

 Mercoledì scorso, 8 giugno 2011, nella Regione Piemonte, è stato approvato il progetto annuale per l’occupazione e per la competitività relativamente al programma operativo dell’FSE, il Fondo sociale europeo. A darne notizia è stata l’Amministrazione regionale nel precisare in particolare, per voce dell’Assessore al Lavoro ed alla Formazione Professionale, Claudia Porchietto, che in questi primi mesi dell’anno 2011 sono stati superati i target di spesa previsti per l’utilizzo delle risorse, ragion per cui si guarda con ottimismo agli obiettivi di fine ciclo che, nello specifico, scadono nell’anno 2015. L’assessore ha quindi assicurato che a valere sull’FSE la Regione Piemonte non subirà tagli dall’UE per quel che riguarda i fondi da destinare sia alla formazione, sia al lavoro.

Ammortizzatori sociali: Sardegna, accordo col Ministero del Lavoro

 Arriva una boccata d’ossigeno, nella Regione Sardegna, per i lavoratori in difficoltà, ed in particolare per quelli che sono attualmente in cassa integrazione in deroga, percettori della disoccupazione speciale, oppure in mobilità. L’Amministrazione regionale, infatti, ha siglato con il Ministero del Lavoro un accordo finalizzato all’assegnazione di risorse pari a cinquanta milioni di euro per la concessione della Cigd, mobilità o disoccupazione speciale, oppure per la proroga delle rispettive misure di sostegno al reddito. L’accordo, secondo quanto recita una nota della Regione Sardegna di mercoledì scorso, riguarda sia i lavoratori con contratto di lavoro a tempo indeterminato, sia quelli con contratto a tempo determinato, includendo anche gli apprendisti; la misura, a valere sull’intero anno in corso, è inoltre a conguaglio dell’anno 2010.

Cassa integrazione: Inps, tiraggio sotto il 40%

 In linea con le attese, è in diminuzione in Italia il cosiddetto tiraggio della cassa integrazione, ovverosia il rapporto tra le ore richieste ed autorizzate, e quelle che poi le imprese vanno effettivamente ad utilizzare. E’ questa, in estrema sintesi, la fotografia scattata dall’Inps, Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale, sui dati relativi alla cassa integrazione nel primo trimestre del corrente anno; il tiraggio nei tre mesi si è infatti attestato sotto il 40%, al 38,82% per l’esattezza, andando così a segnare un netto calo rispetto al 50% circa di tiraggio della CIG nel periodo gennaio-marzo 2010, ovverosia nello stesso trimestre dell’anno precedente.

Discriminazioni: in aumento nel mondo del lavoro

Le discriminazioni nel mondo del lavoro sembrano essere in aumento; a far emergere questo fatto i dati contenuti nel nuovo rapporto dell’ILO (Ufficio Internazionale del Lavoro). La crisi economica che sta coinvolgendo quasi tutto il mondo ha fatto aumentare la disoccupazione e questo soprattutto all’interno di alcue categorie sociali come ad esempio i lavoratori migranti ma anche donne, omosessuali, giovani e disabili.

Uomini e donne vengono poi discriminati anche per motivi religiosi; anche per quanto riguarda la politica esistono discriminazioni e questo soprattutto avviene soprattutto nel settore pubblico.

Giovani: il futuro è sempre più nero

 

Se ne parla spesso ma evidentemente non abbastanza. Di cosa? Dei giovani e del futuro lavorativo e pensionistico. Nel corso del “Rapporto sullo Stato sociale 2011 – Questione giovanile, crisi e welfare state” presentato alla Sapienza di Roma e curato da Felice Roberto Pizzuti con il dipartimento di Economia e diritto dell’università e il Criss, sono emersi dati e previsioni piuttosto preoccupanti; i giovani di età compresa tra i 25 e i 30 anni si trovano in una condizione completamente diversa rispetto a quella in cui si erano trovati i loro padri negli anni ’50 e ’60 (che a differenza di questi che stiamo vivendo erano anni d’oro).

Occupazione e laurea: aspra concorrenza tra colleghi

 Anche per chi ha una laurea in Italia cresce la voglia di fare impresa, ovverosia di avviare attività di lavoro autonomo, per scelta, ma anche spesso perché non ci sono altre strade. E’ il caso della Regione Lombardia dove, rispetto alla media nazionale, c’è un aumento delle immatricolazioni, un aumento della domanda di laureati, ma nello stesso tempi i contratti di lavoro sono sempre più “deboli”, ovverosia tendono a stabilizzarsi nel tempo indeterminato dopo un periodo superiore agli anni precedenti la crisi finanziaria ed economica. In accordo con un Rapporto realizzato dalla Camera di Commercio di Milano, ed in particolare dall’azienda speciale Formaper, in collaborazione con la Provincia di Milano, attualmente c’è una sorta di “guerra” tra laureati dal fronte occupazionale. Nel dettaglio, dal Rapporto intitolato “Laureati in Lombardia: è ancora crisi?” è emerso che i laureati di oggi, per la ricerca di un posto di lavoro, sono in competizione ed in concorrenza con quelli di “ieri”, ovverosia con quelli che, in questi ultimi anni di crisi, non sono riusciti a trovare un’occupazione.

Un progetto per cercare di prevenire il lavoro sommerso

 Quello del lavoro sommerso è una brutta piaga che riguarda il nostro paese; proprio per cercare di arginare questo fenomeno è nato il progetto “Re.la.R. – Rete dei servizi per la prevenzione del lavoro sommerso”, voluto e promosso dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e realizzato da Italia Lavoro.

Per il momento riguarderà 4 regioni: Calabria, Sicilia, Campania e Puglia. Come spiega Natale Forlani, direttore generale per l’Immigrazione del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali:

Il progetto rappresenta un primo tassello di un programma più vasto di interventi che il ministero del Lavoro, d’intesa con le Regioni del Mezzogiorno, che sarà allargato al settore dei servizi familiari. Vogliamo offrire ai lavoratori, alle imprese e alle famiglie, servizi di orientamento di buona qualità, facilitazione nella gestione dei rapporti di lavoro, opportunità formative. A questi interventi sarà affiancato il lavoro degli ispettori per contrastare la piaga del lavoro illegale

Aziende italiane: tasse troppo alte

Le aziende italiane pagano molte tasse, forse troppe se rapportate ad esempio ad altri paesi come la Spagna; nello studio “Imposizione societaria – regimi fiscali a confronto” viene specificato:

L’imposizione fiscale complessiva in rapporto al reddito imponibile (effective tax rate) è decisamente superiore in Italia (58%) rispetto alla Germania (43%), al Regno Unito (40%) e alla Spagna (29%). Di poco diversa la situazione della Francia, dove il carico fiscale complessivo (60%) risulta lievemente superiore a quello italiano, per effetto dell’indeducibilità del compenso corrisposto ad amministratori esterni all’impresa

Per De Masi servono posti di lavoro per i giovani

 I giovani che in Italia non studiano o non lavorano, i cosiddetti Neet (acronimo che sta per Not in education, employment or training) sono circa 2 milioni e sono in aumento soprattutto nella fascia di età 15-34 anni. Il sociologo Domenico De Masi grazie anche ai risultati (che saranno pubblicati a settembre) di una ricerca effettuata dall’Università “La Sapienza” di Roma dice che:

E’ urgente creare posti di lavoro, facendo anche lavorare di meno gli “anziani”

A LABITALIA spiega:

Se si considera che in Italia c’è gia una moltitutidine di pensionati ‘condannati’ a non fare niente dai 62 agli 80 anni, che è l’età a cui ora in media si muore, i due milioni di giovani nullafacenti loro malgrado si aggiungono come una massa enorme alla categoria degli inattivi

Inps: cassa integrazione, maggio 2011 a due velocità

 Calo a due cifre a livello tendenziale, ma aumento a due cifre a livello congiunturale. E’ questo, in estrema sintesi, per la cassa integrazione, lo scenario rilevato e fotografato dall’Inps, l’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale, relativamente allo scorso mese di maggio 2011. In particolare, le ore autorizzate sono scese dell’11,1% rispetto al maggio del 2010, ma sono salite del 12,1% rispetto al mese precedente, ovverosia rispetto ad aprile 2011. Decisamente più incoraggiante, sempre su base tendenziale, è il calo delle ore autorizzate di cassa integrazione nel periodo gennaio-maggio 2011 con un secco -19,19% rispetto ai primi cinque mesi del 2010. Secondo quanto dichiarato da Antonio Mastrapasqua, Presidente dell‘Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale, i dati dimostrano come le imprese, nonostante la presenza di segnali di ripresa provenienti proprio dal mondo produttivo, preferiscano mettere da parte ore autorizzate di cassa integrazione per l’eventuale bisogno.