Boom di donne imprenditrici

Donne e lavoro: spesso all’interno del blog parliamo di come le donne rispetto agli uomini nel mondo del lavoro siano più svantaggiate e di come molte aziende troppo spesso non permettano di conciliare famiglia e lavoro. Sarà forse per questo che molte donne decidono di mettersi in proprio? Forse sì. In questo modo possono gestire il tempo con maggiore flessibilità e dedicare cure ed attenzioni anche ai figli.

Internet Cafè: i nuovi uffici

L’ufficio? In un bar! Non è di certo un’idea bizzarra ma molto diffusa soprattutto in Inghilterra e Stati Uniti dove gli Internet bar stanno diventando il posto di lavoro preferito da parte di molti lavoratori autonomi.

Esistono anche locali con tavoli grandi per riunioni e/o pranzi di lavoro (insomma questi Internet Cafè stanno cercando di soddisfare tutte le possibili richieste di questi nuovi clienti); in tempi di crisi non tutti hanno le possibilità economiche di pagare un affitto e questa degli Internet Cafè come luogo di lavoro può essere un’ottima idea.

Tuttavia, come ricordano gli esperti questi luoghi di lavoro per essere realmente efficienti non devono essere né troppo silenziosi né troppo rumorosi.

Ricerca lavoro: sfiducia dilagante in Italia

 Dopo aver inviato centinaia di curriculum, dopo aver ricevuto al più una mezza dozzina di risposte, e dopo aver ricevuto proposte di lavoro poco serie, da quelle a provvigione a quelle per cui non si capisce come l’azienda intende inquadrare il candidato, molto spesso i giovani gettano la spugna ed il lavoro neanche lo cercano più. A quattro anni di distanza dallo scoppio della crisi è infatti la sfiducia nel lavoro e nella sua ricerca uno dei problemi più grossi da superare. Non a caso Fulvio Fammoni, segretario confederale della Cgil, nel commentare l’ultimissimo Rapporto dell’Istituto Nazionale di Statistica su “Occupati e disoccupati“, relativo al mese di aprile 2011, ha fatto presente come la disoccupazione non scenda in virtù di un numero maggiore di persone che trovano lavoro, ma perché aumenta l’esercito degli scoraggiati.

No conoscenze? No lavoro!

Cerchiamo di non essere ipocriti: oggi, se non si conosce qualcuno o se non siamo “figli di” difficilmente riusciremo a ricoprire ruoli di prestigio e a nulla (o a poco) servono titoli di studio faticosamente conseguiti.

Donne medico: tante hanno subito violenze

Nel mondo del lavoro spesso le donne sono costrette a subire soprusi e, come è ben noto non sempre riescono (a differenza di colleghi uomini) ad emergere; questo accade un po’ in tutti i settori lavorativi anche in quello medico. E proprio di questo ambito oggi vogliamo parlarvi.

I risultati del rapporto “Donne medico: indagine su lavoro e famiglia, stalking e violenze“, realizzato dall’Ordine dei medici della provincia di Roma e che ha coinvolto 1597 donne medico riporta dati allarmanti. Pensate che il 46,4% (pari a circa la metà) delle donne medico ha ammesso di aver subito molestie; vittime sono principalmente le donne nella fascia di età che va dai 34 ai 54 anni; i motivi di queste violenze? Principalmente o per mettere in cattiva luce la collega oppure perchè il molestatore voleva la sua attenzione.

Inps iscrizione Gestione Separata: da oggi si cambia

 In linea con quanto preannunciato nelle scorse settimane dall’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale, da oggi, mercoledì 1 giugno 2011, per l’iscrizione alla cosiddetta Gestione Separata gli unici canali attivi sono quelli relativi al telefono e Web. A ribadirlo con una nota ufficiale è stato proprio l’Inps nel precisare come questa novità rientri nell’ambito del potenziamento dei servizi telematici per  la presentazione delle principali domande per l’accesso sia ai servizi, sia alle prestazioni assistenziali e previdenziali a favore del cittadino. E così, via Internet, la domanda per l’iscrizione alla Gestione Separata si presenta collegandosi al sito Internet www.inps.it con il codice PIN oppure con la cosiddetta “CNS”, la Carta Nazionale dei Servizi. Per venire incontro agli utenti che sono ancora sprovvisti di codice PIN, fino e non oltre il 30 settembre del 2011 è possibile inserire online il codice fiscale al posto del codice identificativo personale; dopodiché il Contact Center provvederà successivamente ad effettuare le dovute verifiche.

Formazione a distanza: Toscana avanti con Trio

 Si chiama “Trio“, Tecnologia, ricerca, innovazione ed orientamento, ed è un sistema di formazione a distanza o, se volete, di web learning, che è stato esteso nella Regione Toscana anche a favore delle imprese del turismo e di quelle del commercio. A darne notizia è stata l’Amministrazione regionale dopo uno specifico accordo stipulato da Gianfranco Simoncini,  assessore alle attività produttive della Regione Toscana, con l’Ebtc, l’Ente bilaterale turismo e commercio, e con la Confesercenti Toscana. In questo modo anche i lavoratori dipendenti e gli imprenditori del commercio e del turismo potranno formarsi e crescere a livello professionale con “Trio“, un sistema accessibile per la formazione che, grazie al fatto di essere un progetto a distanza, riesce con facilità a raggiungere migliaia di lavoratori e di imprenditori e, nello stesso tempo, venire incontro alle esigenze formative fondamentali per lo sviluppo e per la competitività.

Università: per la Gelmini le donne non riescono ad emergere

Che per le donne riuscire ad emergere nel mondo del lavoro fosse difficile era cosa ben nota e, secondo Mara Carfagna, Ministro per le Pari Opportunità questo accade soprattutto nell’Università e negli Enti di Ricerca. Ed a questo proposito dice:

Nel mondo dell’università e degli istituti pubblici di ricerca le donne fanno ancora fatica ad emergere, incontrano più difficoltà che in altri settori della nostra società ed economia. Frequenti i casi di ricercatrici o studiose con curricula invidiabili ma che difficilmente sono Presidi, Rettori o ricoprono altri posti chiave. Ciò dimostra che le donne vengono ancora oggi penalizzate nel corso delle loro carriere

Voucher lavoro giovani: opportunità estive in campagna

 Piuttosto che, al termine della scuola, oziare e non fare nulla, a partire da mercoledì prossimo, 1 giugno 2011, i giovani potranno lavorare in campagna per la raccolta di frutta prima, e per la vendemmia poi, attraverso lo strumento del lavoro occasionale accessorio remunerato con i voucher. A metterlo in risalto è stata la Coldiretti nel sottolineare come siano all’incirca 200 mila i giovani che quest’anno potranno lavorare in agricoltura sfruttando lo strumento dei buoni lavoro che, lo ricordiamo, permette anche la maturazione dei contributi Inps ai fini previdenziali. Il giovane, in particolare, può lavorare nei campi a partire da dopodomani a patto che abbia un’età compresa tra i 16 ed i 25 anni, e che risulti essere regolarmente iscritto ad un ciclo di studi. Quella del lavoro con i voucher, quindi, può rappresentare un’opportunità da non perdere anche per gli studenti universitari che, in questo modo, possono mettere da parte i soldi per pagare le tasse e/o acquistare i libri in concomitanza con il prossimo anno accademico.

Lavoro coltivatori: si va in pensione con una miseria

 In futuro i giovani, ed in particolare quelli precari, con il versamento dei contributi nella cosiddetta Gestione Separata, potranno ottenere una pensione dignitosa? Ebbene, al riguardo ci sono molti dubbi, ma al giorno d’oggi anche i nostri padri non se la passano tanto meglio. In base ad un’elaborazione effettuata dalla Federpensionati su dati del Rapporto Annuale dell’INPS, relativo al 2010, nel nostro Paese ci sono la bellezza di un 1,2 milioni di coltivatori che a stento riescono a percepire una pensione sopra i 600 euro. Insomma, trattasi di prestazioni previdenziali da fame visto che al giorno d’oggi, con un carovita imperante, neanche con un migliaio di euro al mese si riesce a sbarcare il lunario.

Giovani tra lavoro precario e case che costano troppo

Anche oggi vogliamo parlare di giovani e lavoro: un argomento che nel corso di questi ultimi tempi sembra essere diventato di grande attualità. Secondo i risultati di un’indagine condotta dalla Cgil e dal Sunia relativa alla condizione abitativa dei giovani è emerso che sarebbero più di 7 milioni gli individui di età compresa tra i 18 ed i 34 anni che abita con i genitori; tra questo quelli che hanno più di 25 anni sono il 40% e uno su due lavora ma ha un’occupazione precaria e percepisce uno stipendio di mille euro al mese.

Per i giovani uno dei maggiori ostacoli è rappresentato dal costo delle abitazioni; Laura Mariani responsabile delle Politiche abitative della Cgil dice che è:

Indispensabile rivendicare un ‘Patto per l’abitare’ che sia in grado di far incontrare la domanda dei bisogni giovanili con un’offerta adeguata in modo da regolare un mercato con trasparenza

Lavoro e scuola: alternanza per l’occupazione

 Per i giovani il passaggio dalla scuola, e quindi dalla conclusione degli studi, al lavoro, andrebbe accompagnato da percorsi di alternanza. Ad affermarlo è la Camera di Commercio di Milano in forza ad un’indagine da cui è emerso come siano convinte di ciò ben tre imprese su quattro disposte, tra l’altro, proprio ad affiancare i giovani nei percorsi che dalla preparazione scolastica portano a quella di trovare un lavoro. Ed allora, proprio per favorire quei processi di raccordo tra la scuola ed il lavoro, passando per la formazione, la Camera di Commercio di Milano, attraverso la propria azienda speciale, la Formaper, ha annunciato d’aver promosso un progetto di alternanza scuola lavoro avvalendosi sia della collaborazione e del supporto delle Associazioni di categoria, sia dell’Ufficio Scolastico della Provincia di Milano

Occupazione giovani: Buon lavoro, novità targata Sky

 Quello relativo al lavoro è un tema non solo attuale, ma anche scottante. In molte aree del nostro Paese ci sono ancora sacche di crisi che hanno messo in ginocchio molte imprese, con la conseguenza che ci sono decine di migliaia di lavoratori in bilico. Trattasi, spesso, di over 50 che, se licenziati, difficilmente troveranno una nuova occupazione; ancor più critica è la situazione, in Italia, per un giovane su tre, ufficialmente disoccupato in base ai più recenti dati dell’Istat, Istituto Nazionale di Statistica. Ne consegue che quasi sempre in televisione la politica cerca di sviare il tema del lavoro, in quanto argomento “perdente” visto che la situazione è quella che è, e c’è poco da dire e molto da agire. Anche in televisione l’argomento non viene trattato con la dovuta attenzione visto che di sicuro programmi del genere farebbero meno ascolti di un reality.