Il posto fisso non esiste

Il posto fisso non esiste: dobbiamo prenderne atto ed andare avanti senza arrendersi mai. Già perché se il posto stabile nella sua concezione più antica, quella conosciuta dai nostri nonni e dai nostri genitori, garantito per tutta la vita nel nostro paese è – purtroppo – diventato una chimera si possono comunque trovare delle valide alternative.  Quali? Ad esempio quella del lavoro flessibile o del lavoro da casa; la flessibilità così come il telelavoro possono portare numerosi vantaggi in termini quantitativi e qualitativi sia per il datore di lavoro che per il dipendente; quest’ultimo avrà più tempo da dedicare alla famiglia e non si troverà più nella spiacevole ed antipatica situazione di dover scegliere tra un’occupazione e il creare una famiglia mentre dal canto suo il datore di lavoro avrà un risparmio in termini di costi e una migliore e maggiore produttività.

Se sei giovane non lavori

Una delle poche certezze è che l’Italia è quel paese in cui i giovani non riescono ad entrare nel mondo del lavoro mentre i più anziani non riescono più ad uscirne; questo come è facilmente intuibile ha ripercussioni negative sull’economia italiana che continuerà a non crescere. Non si assiste a quel passaggio generazionale tanto auspicato e necessario; un passaggio indispensabile per un paese che continua ad invecchiare e dove per via di questa interminabile crisi i giovani sono sempre più scoraggiati e pronti con la valigia in mano a partire e ricominciare a vivere e sperare in un altro paese.

Garanzia Giovani 2016: come accedere al credito agevolato e ai prestiti

Nel corso del 2016 il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha messo a disposizione a livello nazionale nuovi fondi attraverso cui i giovani senza lavoro o in cerca di occupazione possono avere accesso a credito agevolato per avviare imprese e attività imprenditoriali in proprio. Si tratta del Fondo rotativo Nazionale da 124 milioni di euro del progetto Selfiemployment collegato con il programma italiano e internazionale Garanzia Giovani 2016.

> Bonus Giovani 2016: nuovi incentivi per aziende e imprenditori

Bonus Giovani 2016: tutte le agevolazioni per stage, tirocini e apprendistato

Una delle iniziative comprese quest’anno all’interno del programma Garanzia Giovani, conosciuto anche sotto il nome di Bonus Giovani 2016, è la possibilità per i datori di lavoro e le aziende di beneficiare di sgravi contributivi e altre agevolazioni fiscali offrendo tirocini e stage finalizzati all’inserimento dei giovani all’interno del mercato del lavoro.

Bonus Giovani 2016: Selfiemployment, le agevolazioni per i nuovi imprenditori

Una delle più originali iniziative comprese quest’anno all’interno del programma Garanzia Giovani, conosciuto anche sotto il nome di Bonus Giovani 2016, è la possibilità per i giovani che vogliono mettersi in proprio e aprire una nuova attività imprenditoriale di accedere ad agevolazioni economiche e credito agevolato per poter fondare la propria impresa.

Bonus Giovani 2016: ecco tutti gli incentivi per le assunzioni

Bonus Giovani 2016: ecco tutti gli incentivi per le assunzioni

Il Bonus Giovani 2016 costituisce una delle principali iniziative inserite quest’anno all’interno del programma Garanzia Giovani. Come abbiamo anticipato in un articolo pubblicato in precedenza, saranno erogati infatti incentivi statali alle aziende, agli imprenditori e persino ai liberi professionisti che assumeranno giovani con una età compresa tra i 18 e i 29 anni iscritti già precedentemente al programma.

Bonus Giovani 2016: nuovi incentivi per aziende e imprenditori

Bonus Giovani 2016: nuovi incentivi per aziende e imprenditori

Anche nel corso del 2016 torna il cosiddetto Bonus Giovani, una iniziativa nazionale che prevede l’accesso a fondi ed incentivi destinati alle aziende e agli imprenditori che assumono giovani in cerca di occupazione. E’ stato infatti rinnovato e ampliato il programma europeo della Garanzia Giovani 2016, attivo nel nostro paese sin dal 2014, che mira a creare un maggior numero di posti di lavoro veri, favorendo la stabilità lavorativa e riducendo i tirocini. 

Nailbox offre 48 mila euro l’anno per mettere lo smalto

Chi non ha mai pensato di mollare tutto per trovare il proprio lavoro dei sogni, sicuro e ben retribuito, e che magari si può anche svolgere comodamente da casa? Ebbene, ogni tanto i sogni si avverano! Nailbox, una azienda che produce smalti, sta attualmente cerando un tester per smalto per unghie, che possa lavorare da casa, al quale assicura uno stipendio annuo da 35 mila sterline – circa 48 mila euro!

Redditi inferiori ai 10 mila euro per un terzo degli italiani

Come appaiono in queste ultime settimane i redditi e gli stipendi dei lavoratori italiani? La crisi economica colpisce ancora famiglie e imprese? A quanto pare sì. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha infatti di recente pubblicato i dati relativi alla comunicazioni Irpef aggiornate rispetto al mese di aprile 2015, le quali hanno tracciato un quadro non troppo entusiasmante della situazione.

“Silicon Wadi” rivela rischi e pericoli del pensionamento

Contrariamente a quello che si pensa, smettere di lavorare non è affatto un evento positivo per la maggior parte delle persone. Il momento del pensionamento, infatti, rappresenta per molti ex lavoratori più che l’inizio di una fase della vita dedicata alla costruzione di sé e al riposo, l’inizio di un oscuro e logorante viaggio all’interno dell’abuso di alcol e dell’uso di sostanze nocive. Routine difficili da disinnescare una volta entrate in azione, che, nella più tarda età della pensione, possono essere indotte anche dalla concomitanza di altri eventi negativi e dolorosi, come la scomparsa delle persone care o la progressiva perdita della salute. 

Silicon Wadi: boom delle aziende hi-tech israeliane

Il settore hi – tech sta diventando sempre di più un settore di punta per l’economia di Israele. Il centro di ricerca Israel Venture Capital, che si riconosce nella sigla IVC, ha infatti riferito che le imprese israeliane attive nell’ambito dell’innovazione tecnologica hanno raccolto, nel corso del solo 2014, 3,4 miliardi di dollari, una cifra record che corrisponde a circa 3 miliardi di euro. 

Lavoro in nero? No, grazie

Lavoro in nero? No, grazie! Abbiamo parlato proprio di questo, del lavoro in nero, qualche giorno fa sulla nostra pagina Facebook invitando a non accettare questo tipo di lavoro che, sebbene sia meglio di niente, non offre alcuna garanzia; da una parte abbiamo il datore di lavoro che così facendo risparmia perchè non paga tasse, contributi & Co. e dall’altra abbiamo il lavoratore che sì lavorerà anche ma è come se non lo facesse. E, se durante l’orario di lavoro si fa male? Potrà farci molto poco visto che non figura come dipendente. E di certo non potrà inserire nel cv quell’attività lavorativa.