Il posto fisso non esiste

di Martina Commenta

Il posto fisso non esiste: dobbiamo prenderne atto ed andare avanti senza arrendersi mai. Già perché se il posto stabile nella sua concezione più antica, quella conosciuta dai nostri nonni e dai nostri genitori, garantito per tutta la vita nel nostro paese è – purtroppo – diventato una chimera si possono comunque trovare delle valide alternative.  Quali? Ad esempio quella del lavoro flessibile o del lavoro da casa; la flessibilità così come il telelavoro possono portare numerosi vantaggi in termini quantitativi e qualitativi sia per il datore di lavoro che per il dipendente; quest’ultimo avrà più tempo da dedicare alla famiglia e non si troverà più nella spiacevole ed antipatica situazione di dover scegliere tra un’occupazione e il creare una famiglia mentre dal canto suo il datore di lavoro avrà un risparmio in termini di costi e una migliore e maggiore produttività.

 

E’ fondamentale però che un lavoro flessibile non diventi sinonimo di precarietà: i lavoratori devono quindi farsi sentire. E’ a loro, a noi che spetta il dovere di cambiare le sorti di questo paese a partire dal non accettare sempre e comunque le condizioni imposte dai datori di lavoro che troppo spesso si approfittano del bisogno che si ha di lavorare per proporre lavori in nero e/o sottopagati.

Sì quindi al lavoro flessibile purché tuteli il lavoratore: qualche certezza ci vuole, è necessaria.

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