Come diventare food stylist

di Piero 81 Commenta

Continuiamo la nostra piccola rassegna delle professioni che è possibile abbracciare o, perché  no, quasi inventare. Contrariamente a quello che si pensa nel mondo vi sono persone che svolgono i lavori più strani, ma senza rivolgersi ad ambiti troppo di nicchia, vogliamo semplicemente cercare di fare maggiore luce su professioni meno note che possono  rappresentare buone opportunità di mercato. Il lavoro di cui oggi vogliono parlare è quello di un altro professionista del cibo, il food stylist. Quello del food stylist è un lavoro creativo. Per coloro che in questo momento si stanno chiedendo quali compiti svolga un professionista di questo tipo diciamo che ha a che vedere con la rappresentazione e l’immagine del cibo nel mondo della  comunicazione e della pubblicità. 

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Quella del food stylist è una professione ancora poco conosciuta nel nostro paese, ma sicuramente ampiamente utilizzata. Dietro infatti alle immagini estremamente invitanti dei cartelloni pubblicitari che trattano il cibo c’è sempre il tocco di un professionista di questo tipo. Vediamo quindi quali sono le capacità richieste a coloro che svolgono questo lavoro e quali sono gli step necessari per abbracciare tale professione.

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Come diventare food stylist

Il compito del food stylist è quello di rendere i piatti e i cibi delle immagini pubblicitarie più accattivanti e gustosi possibili. In una parola irresistibili. Per far venire letteralmente l’acquolina in bocca a chi guarda, è necessario però dedicare la massima attenzione anche ai dettagli che possono sembrare più banali, come il colore e lo stile dei piatti, delle posate e delle tovaglia o gli altri oggetti e i colori di fondo.

Per diventare food stylist in Italia non vi sono al momento corsi di formazione specifici da seguire, ma ci si può avvalere di conoscenze abbastanza approfondite di fotografia, per comprendere il ruolo della luce nelle immagini e le diverse potenzialità di una inquadratura, oppure svolgere dei corsi di marketing e comunicazione visiva. Un professionista di questo tipo deve possedere anche alcune doti culinarie.

In Italia ci sono però due istituzioni che offrono dei corsi abbastanza mirati per ottenere questo tipo di formazione. Si tratta dello IED, l’Istituto Europeo di Design, che organizza un Master in Food Design, e del Master of Food Culture and Communications dell’Università di Scienze gastronomiche di Bra.

Coloro che desiderano intraprendere questa professione devono inoltre crearsi una propria esperienza lavorando a contatto di professionisti già esperti del settore, che possano trasmettere tutti i loro segreti. La professione del food stylist si può intraprendere anche senza avere un proprio studio o laboratorio personale, perché si tratta di una figura che lavora su diversi set e location, anche se questi ultimi devono essere sempre dotati di una cucina.

I piatti preparati da un food stylist, tuttavia, non potrebbero mai essere mangiati. La comunicazione visiva richiede espedienti che la cucina non potrebbe mai tollerare, e neanche il comune gusto. Molte volte i cibi sono trasformati così tanto per rispondere a requisiti estetici da non essere più commestibili.

Il food stylist è un libero professionista che lavora con agenzie pubblicitarie e aziende del settore e che viene remunerato per ogni progetto portato a termine.

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