Contratti collaborazione con partita Iva, dopo la riforma del lavoro

di Redazione Commenta

I contratti di collaborazione con partita Iva nel mirino della riforma Fornero.

Con la riforma del lavoro articolo 9 nuove norme per le partite Iva. In particolare, la nuova norma per i contratti di collaborazione con partita Iva parte con l’obiettivo di evitare l’utilizzo elusivo dei contratti atipici, quali ad esempio i contratti a progetto e i contratti a termine, e delle collaborazioni di titolari di partita Iva. In effetti, queste tipologie contrattuali possono nascondere un rapporto di lavoro subordinato tra il datore di lavoro e il lavoratore. La riforma mira, quindi, a contrastare l’abuso di queste tipologie contrattuali per evitare elusioni.

Sui contratti di collaborazione con partite Iva, con la riforma del lavoro è scattata la presunzione del rapporto di lavoro subordinato, che può produrre la trasformazione del rapporto in una collaborazione coordinata e continuativa e in un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, se il progetto manca oppure se non è stato perfezionato al momento della stipula del contratto d’opera tra le parti. Per questo motivo, la riforma ha introdotto una presunzione in presenza di alcuni requisiti. Naturalmente il datore di lavoro può dimostrare che si tratta solo di un contratto di collaborazione.

La norma punta, dunque, a fare chiarezza sui rapporti in cui il lavoratore titolare di partita Iva firma un contratto di collaborazione, ma in realtà è alle dipendenze economiche del datore di lavoro. In questo caso, pur essendo di fatto lavoratore dipendente, non fruisce delle tutele di legge riservate proprio ai lavoratori dipendenti o parasubordinati. Il motivo è chiaro: poiché gli incassi professionali sono legati ad un unico committente, si arriva ad un utilizzo fraudolento delle partite Iva con un rapporto di lavoro che di fatto è subordinato o parasubordinato. E questa è elusione.

NOTA
Se il professionista lavora per otto mesi in monocommittenza con un datore di lavoro scatta la presunzione di un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa. È possibile, quindi, che la nuova norma produca cambiamenti di vario genere compresi quelli previdenziali oppure la trasformazione del rapporto di collaborazione in un rapporto di tipo subordinato a tempo indeterminato, ad esempio. Parleremo di seguito delle altre novità della riforma del lavoro sulle tipologie di attività con partita Iva.

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