
Torniamo a parlare di contratti di lavoro prendendo in esame il contratto di apprendistato. Si tratta di un contratto in piena regola in cui il lavoratore percepisce uno stipendio da parte del datore di lavoro. Datore di lavoro che si impegna a fornire le competenze necessarie per la crescita professionale del lavoratore.
La legge Biagi del 2003 ha individuato tre principali tipologie di contratto di apprendistato:
1) Quello per il diritto – dovere di istruzione e formazione. I destinatari sono i più giovani ed è stato creato per consentire loro una facilità maggiore di accesso al mondo del lavoro. Ha una durata massima di 3 anni.
2) Un apprendistato cosiddetto professionalizzante. Destinatari in questo caso sono i giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni. Questo tipo di apprendistato permette di ottenere una qualifica grazie ad una formazione sul lavoro. Può durare da 2 a 6 anni.
3) Il terzo tipo di apprendistato riguarda invece un diploma o un percorso di alta formazione.
L’apprendistato si può applicare in qualsiasi settore di attività. Il contratto di apprendistato deve avere forma scritta ed indicare in maniera dettagliata quali sono le mansioni a cui l’apprendista sarà adibito.
L’apprendista può godere delle ferie e degli assegni familiari.
Il datore di lavoro gode di numerosi vantaggi dal punto di vista del versamento dei contributi previdenziali che risultano essere minori. L’apprendista all’interno dell’azienda viene seguito da un tutor.
Anche nel caso del contratto di apprendistato il datore di lavoro può prevedere un periodo di prova. Allo scadere del contratto non vi è obbligo da parte del datore di lavoro di assumere il lavoratore. Deve tuttavia comunicarlo con un certo preavviso.
Ricordiamo anche che un’azienda che non abbia tra i dipendenti personale specializzato (o ne abbia meno di tre) può assumere fino a tre apprendisti.
L’apprendistato ha assunto nel corso degli anni un peso sempre più grande.





