Lavoro usurante, regime transitorio

di Francesco Pentella Commenta

Si è finalmente concluso l’iter legislativo sui benefici da attribuire ai lavoratori usuranti: un cammino tortuoso e a tratti quasi impossibile, ma che oggi permette ai lavoratori dipendenti che svolgono lavorazioni particolarmente faticose e pesanti (lavori usuranti), il diritto a conseguire la pensione di anzianità con requisiti inferiori a quelli previsti per la generalità dei lavoratori dipendenti.

Ricordiamo che il beneficio spetta ai lavoratori impegnati in mansioni particolarmente usuranti di cui al decreto del 19 maggio 1999, agli addetti alla linea catena, ai conducenti di veicoli pesanti adibiti a servizi pubblici di trasporto di persone, ai lavoratori notturni che svolgono attività per almeno 3 ore tra la mezzanotte e le 5 del mattino per l’intero anno lavorativo o per almeno 78 notti di lavoro all’anno.

Il governo ha predisposto due differenti tipologie di benefici, ovvero a regime o transitorio.

Il testo predisposto dal governo prevede che dal primo luglio 2008 al 31 dicembre 2012, ovvero periodo transitorio, i soggetti che maturano i requisiti si stabilisce che l’anticipo varia tra 1 e 3 anni in riferimento all’età anagrafica e una quota in relazione alla somma di età anagrafica e anzianità contributiva.

Ricordiamo che la quota si raggiunge qualora si possa vantare, ad esempio, con quota 94 con 57 anni di età e 37 anni di contribuzione o, in alternativa, con 59 anni di età anagrafica e 35 anni di contribuzione.

Rimane fermo l’età minima di 57 anni con una contribuzione, sempre minima, di 35 anni.

Se i requisiti si sono raggiunti il secondo semestre del 2008 si può andare in pensione con una quota 92, ovvero 57 anni di età e 35 anni di contribuzione.

Con il primo semestre 2009 sono sempre richiesti 57 anni di età e 35 anni di contributi.

Dal secondo semestre del 2009 è richiesta una quota di 93, ovvero 57 anni di età e 36 anni di contribuzione o 58 anni di età e 35 anni di contribuzione.

Dal primo semestre 2010 è necessario invece rispettare quota 94.

Il tutto cambia nel periodo a regime, ovvero dal primo gennaio 2013.

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