In arrivo le quote “rosa” nelle società pubbliche

di Francesco Pentella Commenta

Il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali detiene anche la delega alle pari opportunità e, in ragione di questo ruolo, ha deciso finalmente di voltare pagina introducendo il criterio delle quote rosa nei consigli di amministrazione delle società detenute da soggetti pubblici.

Nel corso della seduta del 3 agosto, il Consiglio dei Ministri ha approvato lo schema di regolamento, anche, a detta di alcuni, contiene delle lacune. Infatti, in caso di violazione del nuovo regolamento non si prevedono sanzioni.

L’iter non è però concluso visto che il testo dovrà essere sottoposto al parere del Consiglio di Stato  data la natura della materia. In virtù del nuovo regolamento, le società possono modificare i propri statuti per assicurare l’equilibrio tra i generi. In base al testo del regolamento, si raggiunge l’equilibrio quando il genere meno rappresentato ottiene una quota di almeno un terzo dei componenti eletti: questo criterio di riparto si applica per tre mandati consecutivi.

Per Il ministro del lavoro, Elsa Fornero, il provvedimento rappresenta

un’altra importante tappa nel cammino verso l’affermazione di una nuova cultura della parità di genere. La previsione di quote è un passaggio significativo, ancorché obbligato, per consentire l’effettiva partecipazione delle donne a momenti decisionali di così rilevanti attori economici, rimuovendo pregiudizi e conservatorismi anacronistici

Queste disposizioni si applicano a decorrere dal primo rinnovo degli organi di amministrazione e degli organi di controllo delle società quotate in mercati regolamentati.

Per gli effetti dell’articolo 3, le disposizioni si applicano anche anche alle società, costituite in Italia, controllate da pubbliche amministrazioni ai sensi dell’articolo 2359, commi primo e secondo, del codice civile, non quotate in mercati regolamentati.

Il nostro Paese intende così recepire le indicazioni più volte sollevate dalla comunità europea al fine di assicurare la rappresentanza anche alle donne in settori con un’alta presenza maschile.

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