Sostegno per la conciliazione lavoro-famiglia in Puglia

di Anna Carbone Commenta

Nasce in Puglia il Fondo per la flessibilità a sostegno della conciliazione lavoro famiglia per lavoratrici e lavoratori attivi nelle PMI del turismo aderenti all’EBT-Puglia.

L’iniziativa parte dall’Ente Bilaterale del Turismo Puglia che, insieme all’Assessorato al Welfare della Regione Puglia, ha creato il fondo per il sostegno alla flessibilità, allo scopo di favorire l’utilizzo di forme flessibili di lavoro che possano garantire la conciliazione tra lavoro e famiglia delle lavoratrici e dei lavoratori del turismo

Per l’accesso al fondo per la flessibilità, destinato alle lavoratrici e ai lavoratori attivi nelle PMI del turismo aderenti all’EBT-Puglia, come già anticipato, servono precisi requisiti: anzitutto un reddito ISEE del nucleo familiare non superiore a 30mila euro e la documentazione della necessità di sistemi di conciliazione per svolgere la funzione di genitore

Agli aventi diritto e requisiti sarà erogato dal Fondo un contributo per l’utilizzo del congedo maternità in astensione obbligatoria fino al 90% della retribuzione, oltre ad un contributo per l’utilizzo del congedo parentale in astensione facoltativa fino al 50% della retribuzione.

Un contributo è previsto anche per la retribuzione e contribuzione volontaria all’INPS per i lavoratori e le lavoratrici che ricorrono al lavoro part-time allo scopo di ridurre l’orario per esigenze familiari.

Degne di segnalazione le iniziative in Puglia per favorire l’ocupazione in genere e quella femminile in particolare. Come ha recentemente scritto Serenella Molendini, Consigliera regionale di parità in Puglia, in un articolo per la Rivista di Scienze Sociali,

“la Regione ha scelto – con l’avvio della programmazione dei fondi europei 2007-2013 – di lavorare sull’esigibilità dei diritti sociali e del diritto al benessere e alla dignità di tutti i cittadini, e in particolare delle cittadine pugliesi. Con l’obiettivo di dimostrare che anche nel settore sociale gli investimenti “produttivi” generano nuova e buona occupazione, e concorrono a determinare le condizioni di attrattività del territorio regionale e la qualità della vita dei cittadini”.

Tra le azioni a favore della conciliazione lavoro-famiglia da segnalare i Patti Sociali di Genere, accordi territoriali per la sperimentazione di modalità alternative di organizzazione dell’orario di lavoro nelle amministrazioni pubbliche e nelle imprese private. I Patti Sociali di Genere, per i quali la Regione ha stanziato circa 2.7 milioni di euro, costituiscono un nuovo modello di programmazione dei servizi.

“Questi, infatti – spiega la Molendini – presuppongono la definizione di programmi condivisi, favoriscono la cooperazione tra pubblico e privato, stimolano il coinvolgimento dei soggetti locali, e mobilitano infine potenziali risorse presenti sul territorio indirizzandole verso obiettivi di sviluppo innovativi. Al termine di un’accurata fase di analisi dei progetti presentati, che includono attività sperimentali di telelavoro, contrattazione decentrata, azioni per l’imprenditoria e contrattazione per atipici, sono state selezionate 16 iniziative”.

APPROFONDIMENTI
*Il bonus di conciliazione, un nuovo sistema di sostegno alla famiglia
*Conciliazione lavoro e famiglia: finanziamenti alle Regioni

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