Conciliazione lavoro e famiglia: finanziamenti alle Regioni

di Filadelfio Commenta

Concedere finanziamenti alle Regioni per il sostegno alle lavoratrici, ed in particolare per agevolare la conciliazione tra i tempi di lavoro e quelli da dedicare alla famiglia. E’ questo l’obiettivo del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri che al riguardo, e così come previsto dal Piano Italia 2020, ha sottoscritto con Toscana, Umbria, Regione Piemonte, Sicilia e Regione Emilia Romagna, le prime convenzioni per la concessione dei finanziamenti. In particolare, nell’ambito di Piano Italia 2020, il progetto sottoscritto da Maurizio Sacconi, Ministro del Lavoro, e da Mara Carfagna, Ministro per le Pari Opportunità, il sostegno finanziario alle Regioni per la conciliazione lavoro-famiglia avviene attraverso uno stanziamento pari a complessivi 40 milioni di euro. Dopo la firma delle convenzioni da parte delle Regioni sopra citate, a breve, in accordo con un comunicato ufficiale emesso dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, firmeranno anche l’Abruzzo, il Lazio, il Veneto, la Regione Lombardia, le Marche, la Regione Liguria, ed a seguire poi anche tutte le altre Regioni italiane.

Grazie ai finanziamenti le Regioni potranno sia mettere a punto, sia potenziare i servizi per permettere l’aumento dell’occupazione femminile, e per i servizi all’infanzia. Secondo quanto dichiarato dal Ministro Mara Carfagna, in una fase come quella attuale occorre aumentare il sostegno alle donne che lavorano. Al riguardo, tra l’altro, sono stati aperti, presso le Pubbliche Amministrazioni, alcuni asili nido grazie a finanziamenti congiunti tra il  Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero per la Pubblica amministrazione e l’Innovazione, ed il Dipartimento per le politiche della Famiglia.

A fronte della concessione dei finanziamenti le Regioni si impegneranno nello specifico a mettere a punto iniziative per far crescere il numero dei “posti-bimbo” incentivando la formazione della nuova figura della “mamma di giorno”, ovverosia la cosiddetta tagesmutter; inoltre, dovranno essere promossi gli albi comunali delle badanti e delle babysitter, unitamente all’erogazione di voucher per gli asili nido a favore delle famiglie a basso reddito.

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