Gli impegni dopo il voto, occupazione e anziani non autosufficienti

di Redazione Commenta

La CGIL ha voluto sollevare una questione annosa, ovvero fino a che punto il futuro governo intenderà affrontare il problema degli anziani non autosufficienti che, insieme al problema dell’occupazione, rappresenta una vera emergenza nazionale.

Infatti, secondo i dati diffusi dalla SPI CGIL, in Italia si sono oltre 2,3 mln di anziani non autosufficienti tanto da richiedere una risposta vera a livello nazionale.

Secondo le informazioni diffuse dal maggiore sindacato italiano, uno su cinque usufruisce di Assistenza domiciliare integrata e oltre 300mila vivono in strutture residenziali.

La SPI CGIL denuncia che

La popolazione italiana continua ad invecchiare e di conseguenza cresce il numero degli anziani non autosufficienti, che è arrivato a toccare quota 2,3 mln di cui due terzi con più di 75 anni. Ad oggi però solo un anziano su cinque usufruisce dell’Assistenza domiciliare integrata (Adi) mentre cresce il numero dei ricoveri presso strutture residenziali, che sono arrivati ad oltre 300mila

Non solo, per il Sindacato dei pensionati della CGIL

Sulla non autosufficienza pesa l’azzeramento da parte del governo Berlusconi del Fondo per la non autosufficienza, la cui dotazione fino al 2010 era di 400mln di euro. Il governo Monti invece ha ripristinato solo parzialmente le risorse da destinare al Fondo per una cifra di 275mln di euro, che sono assolutamente insufficienti e che non bastano per affrontare quella che è a tutti gli effetti una vera e propria emergenza nazionale. Qualcosa in più è stato invece fatto sul fronte dell’Adi attraverso la riprogrammazione dei Fondi per la Coesione territoriale che ha visto lo stanziamento di 380mln destinati alle regioni del Mezzogiorno

Non solo, sempre secondo la CGIL l’occupazione rappresenta la cartina di tornasole per evidenziare la vera ripresa del Paese e i dati ISTAT non sono per nulla incoraggianti.

A questo proposito, il Segretario Confederale della CGIL, Elena Lattuada, commentando i dati sulla produzione industriale diffusi dall’ISTAT

Segnali inquietanti, come quelli drammatici sulla cassa integrazione di pochi giorni fa, perché fotografano un Paese che ha sempre tratto forza dalla sua caratura manifatturiera e che rischia di non farcela e di rendere irreversibilmente strutturale il suo declino

Per il Segretario Confederale occorre sbloccare le risorse per la cassa in deroga e il rifinanziamento degli sgravi per i lavoratori licenziati da piccole imprese.

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