Calciatori sempre più stressati

di Francesco Pentella Commenta

L’Inail, il nostro istituto di riferimento nel settore della sicurezza e infortunio sul lavoro, ha espresso alcune considerazioni sullo stato di stress di alcune categorie di lavoratori, in particolare sui calciatori quali Pato e Maggio che stanno orientando i medici dello sport a valutare le possibili implicazioni tra pressioni psicologiche e infortuni muscolari.

In effetti, per l’Inail questi particolari lavoratori possono soffrire di malattie professionali come ogni lavoratore. fare ipotizzare una relazione diretta tra stress e cedimenti muscolari è il fatto che questi campioni, prima di ogni nuovo “knockout”, sono clinicamente dichiarati sani, anche se, appena messo piede in campo, ecco manifestarsi nuovi impedimenti a gambe e polpacci. Per l’Inail si tratta di una sorta di “stress da lavoro” anche se il nesso è ancora tutto da dimostrare, ma gli esperti di medicina sportiva sembrano ritenere questo nesso plausibile.

Illuminante, in tal senso, è un’intervista rilasciata a Calciomercato.com da Piero Volpi, responsabile del settore medico dell’Inter dal 1995 al 2000.

Le cause dell’alto numero di infortuni vanno ricercate anche nella fisicità dei giocatori di oggi, che sono mediamente più forti e con masse muscolari più grandi rispetto ai calciatori di venti o trenta anni fa. Altri elementi da valutare: l’impeto agonistico e perfino gli allenamenti, là dove i tecnici chiedono agli atleti di dare prova comunque di un’elevata intensità

Altro fattore, ancora, è legato all’età. Infatti, secondo la nota diffusa dall’Inail, il problema riguarda soprattutto per le squadre di vertice italiane che hanno una media di età particolarmente elevata e un giocatore di 30, 32 anni ha più probabilità di infortunarsi, oltre a metterci un pò più tempo poi a recuperare rispetto a un ventenne. Secondo le valutazioni di Volpi, rispetto alle squadre inglesi o alle squadre tedesche quelle italiane hanno una media d’età un pò più alta nelle squadre che giocano le coppe. All’estero, poi, fanno il vero turnover, sfruttano appieno l’intera rosa. Il nostro è un campionato fortemente dispendioso anche perché si cerca sempre di far giocare i migliori, anche per evitare polemiche per le esclusioni eccellenti.

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