Quali sono a Milano e Provincia i canali utilizzati dalle imprese per assumere nuovo personale? Ebbene, in ben quattro casi su dieci l’azienda fa ricorso alla “raccomandazione“, ovverosia all’acquisizione di segnalazioni, anche attraverso le conoscenze personali, di potenziali candidati al posto di lavoro. Questo è quanto ha rilevato la Camera di Commercio di Milano in accordo con un’elaborazione effettuata dall’Ente camerale prendendo a riferimento i dati del sistema Excelsior, ed avvalendosi del coordinamento e del sostegno da parte dell’UE, Ministero del Lavoro ed Unioncamere. Nonostante la percentuale del 40% di assunzioni attraverso segnalazioni e conoscenze personali sembri alta, su tutto il territorio lombardo questa comunque cresce al 44,4%, mentre addirittura a livello nazionale si sale al 49,7%.
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Famiglia o lavoro: le donne hanno bisogno di scegliere
Famiglia, lavoro o entrambi? Per la donna nel nostro Paese la scelta in merito non è solo obbligata, ma spesso anche forzata visto che non sempre sul territorio vengono promosse adeguate politiche di conciliazione tra il lavoro e la cura della famiglia. Eppure più lavoro per le donne significa anche più fertilità; a metterlo in risalto è la Regione Lombardia nel porre l’accento sul fatto che la ricchezza familiare risulta essere strettamente correlata al tasso di occupazione femminile, e come l’occupazione delle donne sul territorio di norma cresca in funzione di un adeguato livello di offerta per quel che riguarda i servizi all’infanzia. Su tali basi nella Regione nei giorni scorsi si è insediato il Comitato Strategico Conciliazione Donna Famiglia Lavoro per fare in modo che le politiche di conciliazione possano essere sempre più al centro delle azioni e delle misure messe a punto dall’Amministrazione regionale.
Occupazione Lombardia: aumentano i posti di lavoro a progetto
Nella Regione Lombardia quest’anno i posti di lavoro con contratto di collaborazione a progetto cresceranno di ben l’8% con un andamento in netta controtendenza rispetto al dato a livello nazionale che, per effetto della crisi, segna invece un calo pari al 3%. Questo è quanto, tra l’altro, ha rilevato la Camera di Commercio di Monza e Brianza in base ad un’elaborazione effettuata prendendo a riferimento i dati del Sistema Informativo Excelsior del 2010 e del 2009. Complessivamente sul territorio nazionale sono comunque aumentati i cosiddetti lavoratori “flessibili”, di ben 700 mila unità andando tra l’altro a definire una nuova figura del precario che rispetto al passato non è più correlata ad un basso livello di istruzione ed alla mancanza, ad esempio, di una laurea o di un diploma. Il “nuovo” precario, infatti, è oramai sempre più spesso diplomato, ma anche con una preparazione universitaria, è un tecnico oppure ricopre comunque delle posizioni lavorative specializzate. Trattasi di lavoratori che troviamo tra i collaboratori a progetto, ma anche tra gli stagisti ed i cosiddetti lavoratori interinali.
Giovani e lavoro: sogni infranti
Giovani e Lavoro…oggi come non mai l’accostamento di queste due parole ci spinge a storcere il muso. Tanta l’ironia che ruota attorno a questa tematica e mentre i comici e i vignettisti, fanno i soldi su questo tema, i giovani tra un sorriso e una smorfia scivolano sempre di più in una dimensione fatta di incertezze, disillusioni, paure e crisi economica.
Da giorni impazza la pubblicità di un sito, all’interno del quale sono riportate le caratteristiche che deve possedere un giovane per entrare nel mondo del lavoro. Sono esposte in maniera “divertente” una serie di consigli utili per chi cerca lavoro (strisciare, rinunciare alla crescita professionale, scendere a compromessi, ecc. Al di là dell’aspetto simpatico, sono presenti frasi che dipingono il tragico quadro nazionale. Tra queste abbiamo:
- perdita di ogni fiducia verso la realizzazione lavorativa;
- precarietà rispetto allo stipendio mensile;
- necessità di adattarsi ad ogni situazione lavorativa…flessibilità dirà qualcuno…si, se non fosse che, nella maggior parte dei casi, sembra essere più svalutazione delle competenze personali e professionali;
Avvocatura: Bando Inps per la pratica forense
A favore di circa 400 avvocati, nei giorni scorsi è stato aperto un Bando per la pratica forense presso l’avvocatura dell’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale. A darne notizia è stato proprio l’Inps nel far presente in particolare come il Bando sia partito lo scorso 25 ottobre, e come le domande, solo ed esclusivamente in via telematica, potranno essere presentate entro e non oltre le ore 24 di lunedì 22 novembre 2010. Il Bando, in accordo con quanto riferisce l’Inps, rappresenta un altro tassello alla riforma dell’avvocatura dell’Istituto, e prevede l’ammissione alla pratica forense con gli stessi criteri e con le stesse modalità che sono previste dall’Avvocatura dello Stato. La domanda, come sopra accennato, si presenta per via telematica collegandosi online al sito Internet dell’Inps, www.inps.it, e non è ammessa in merito alcuna modalità alternativa di trasmissione al fine di poter inoltrare la richiesta; questo significa che l’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale, ai fini dell’accesso al Bando, non accetterà domande cartacee o con qualsiasi altro mezzo presentate presso gli Uffici dell’Inps, così come non saranno accettate quelle che dovessero eventualmente arrivare a mezzo posta.
Lavoro e crisi: quando un imprenditore guadagna meno di un precario
Nel nostro Paese non ci sono solamente i lavoratori dipendenti e quelli parasubordinati appartenenti alla “generazione 1000 euro”, ma ci sono anche parecchie decine di migliaia di piccoli imprenditori che guadagnano meno di un precario. A rilevarlo è stata la Camera di Commercio di Monza e Brianza in base ad un Rapporto del proprio Ufficio Studi prendendo a riferimento i dati del Registro delle Imprese. Ma quanti sono in Italia gli imprenditori che guadagnano meno di un precario? Ebbene, la Camera di Commercio di Monza e Brianza ha rilevato che questi sono il 2% del totale, corrispondenti a 128 mila imprenditori che hanno un giro d’affari medio pari ad appena mille euro circa. E se a Monza e Brianza gli imprenditori “a 1.000 euro” sono 1.250, a livello regionale la Lombardia svetta in Italia con 17.770 imprese con un giro d’affari confrontabile con il reddito annuo di un lavoro precario; ma ce ne sono tante imprese di questo tipo, ben 17.255, nella Regione Lazio, mentre con 12.426 la Campania si attesta sul gradino più basso del podio.
Voucher lavoro occasionale ed accessorio sempre più utilizzato
A partire dal mese di agosto dell’anno 2008, quando sono stati introdotti, e fino al corrente mese di ottobre, sono stati venduti in Italia oltre dieci milioni di voucher, i cosiddetti buoni lavoro per la regolarizzazione di rapporti di lavoro occasionale ed accessorio. A darne notizia è stato l’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale (Inps) nel porre l’accento sul fatto che grazie alla vendita dei voucher in tabaccheria l’accesso a questi strumenti è diventato sempre più facile. Su un totale di 10.135.646 di voucher venduti, 800 mila sono stati emessi in modalità telematica, mentre i restanti 9,3 milioni circa sono stati acquistati dai datori di lavoro in formato cartaceo. D’altronde i voucher, introdotti prima in via sperimentale solo per la vendemmia, sono al giorno d’oggi utilizzabili per la regolarizzazione delle prestazioni di lavoro occasionale ed accessorio in molti settori della nostra economia. Ai buoni lavoro, tra l’altro, possono accedere anche i cassintegrati in modo tale da poter integrare il proprio reddito e far fronte alle difficoltà di natura occupazionale.
Corsi di formazione: truffa scoperta a Genova
Oggi vorremmo segnalarvi un’importante operazione della Guardia di Finanza, svoltasi il 25 Ottobre, che ha visto coinvolti enti di formazioni e aziende della Regione Liguria e della Provincia di Genova. Gli attori coinvolti nella vicenda scandalosa avrebbero, secondo quanto accertato dalla Finanza, architettato una truffa ai danni della Regione e della Provincia di Genova e aggiungerei anche ai danni dei cittadini.
La truffa che ammonterebbe ad oltre 1.160.000 euro ha visto coinvolti gestori degli enti di formazione, docenti dei corsi, consulenti e aziende che avrebbero creato ad hoc dei corsi fantasma. La creazione di detti corsi, mai avviati ha comportato l’emissione di fatture false per l’acquisto di beni mai acquistati che sarebbero dovuti servire all’avvio e allo svolgimento dei corsi.
Lavoro femminile: le donne guadagnano fino al 23% in meno
Nel nostro Paese, a parità di ruoli, competenze e caratteristiche, le donne continuano ad essere svantaggiate rispetto agli uomini in termini di paga. Sussiste infatti quello che l’Isfol definisce come il gap retributivo di genere che, in media, vede la donna percepire un salario medio orario inferiore del 7,1% rispetto ai colleghi uomini; ma ci sono anche alcune specifiche categorie dove la donna arriva a prendere, malgrado lo stesso ruolo, il 22,9% in meno rispetto al collega maschio. Per la donna, quindi, in Italia non basta avere la stessa preparazione, e svolgere lo stesso ruolo, per percepire una paga in linea con il proprio “compagno di stanza”. Al riguardo l’Istituto per lo Sviluppo della Formazione Professionale dei Lavoratori (Isfol) ha condotto un’indagine, dal titolo “Rompere il cristallo“, con la quale è stato misurato il gap retributivo di genere che tra l’altro cresce sensibilmente sopra la media tra le donne che lavorano a fronte di un basso livello di scolarizzazione.
Occupazione: quando il lavoro è a portata di clic
Si chiama “Cliclavoro”, ed è un nuovo Portale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali utile sia per chi un lavoro lo sta cercando, sia per le imprese grazie ai servizi offerti. In particolare, per le imprese il sito Internet offre un’ampia panoramica informativa per quel che riguarda gli incentivi alle assunzioni, l’apprendistato, la certificazione dei contratti, ma anche la sicurezza sul lavoro, gli ammortizzatori sociali e la formazione professionale. Per i cittadini alla ricerca di un’occupazione, su www.cliclavoro.gov.it, c’è tra l’altro la possibilità di accedere alla rete Eures, ovverosia al sistema più semplice sia per reperire informazioni, sia per accedere ad un’ampia offerta di lavoro e di studio nel Vecchio Continente. In materia di lavoro e immigrazione sul Portale trova spazio anche Flexi, l’innovativo sistema informatico che è stato realizzato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali al fine di poter gestire la domanda e l’offerta di lavoro tra le aziende italiane ed i cittadini stranieri.
Lavoro di padre in figlio: Bando-premio al ricambio generazionale
Fare impresa creando una realtà di successo, in grado di potersi affermare sul mercato, di certo non è facile; ma non è facile allo stesso modo valorizzare e proseguire il lavoro del padre nell’ottica di un ricambio generazionale che renda l’impresa longeva. Per questo, a livello nazionale, la Camera di Commercio di Milano, assieme a quella di Monza e Brianza ed Iperion Corporate Finance, promuovono “Di padre in figlio – il gusto di fare impresa“, il Bando-premio che, giunto alla sua terza edizione, consiste in un’onorificenza per le capacità professionali ed imprenditoriali di chi con dedizione ha saputo prendere in mano l’impresa del padre garantendone la continuità. La premiazione avverrà entro il prossimo mese di dicembre, mentre per le domande da presentare c’è tempo fino e non oltre la giornata di venerdì prossimo, 29 ottobre 2010, attraverso una scheda di adesione che si può scaricare direttamente dal sito Internet www.iperionfinance.it.
Disoccupati: incentivi dalla Regione Lazio
La disoccupazione è sempre un fenomeno largamente diffuso nel nostro paese e che sembra davvero non risparmiare nessuno: diplomati, laureati, giovani, meno giovani. Tuttavia occorre ricordare anche che mancano: installatori di infissi, panettieri, pasticceri, sarti ma anche falegnami e cuochi. Secondo i risultati di uno studio Confartigianato che ha provveduto ad elaborare i dati relativi al Rapporto 2010 Excelsior-Unioncamere sembrerebbe che a fronte di circa 550.000 nuove assunzioni previste per questo anno le imprese avranno difficoltà a coprire ben 147.000 posti. Insomma sembrerebbe che il lavoro ci sia ma che nessuno abbia voglia di farlo: come mai?
Lavoro in rosa: Lombardia, aumentano le ditte individuali femminili
Sul territorio lombardo, nonostante tutto, il lavoro in rosa mostra una buona tenuta ed in particolare nel terziario dove nell’arco di un anno le ditte individuali femminili sono cresciute dello 0,7%. A rilevarlo è stata la Camera di Commercio di Milano in base ad un’elaborazione prendendo a riferimento i dati del registro delle imprese del corrente anno confrontati con quelli del secondo trimestre dello scorso anno. A trainare l’ascesa delle ditte individuali sul territorio lombardo è la Provincia di Monza con un +7,3%, ma anche Lodi, con un +3,4%, cresce ben oltre la media. Le donne imprenditrici lombarde, quindi, resistono alla crisi ed anzi crescono tra il 3% ed il 4% in settori come quello dell’istruzione, dell’assistenza sociale e della sanità.
Tre donne cinesi sono le più ricche del mondo
Le signore più ricche del mondo sono cinesi; almeno questo è quanto scrive il quotidiano britannico Financial Times, commentando la China Rich List diffusa dalla rivista Hurun Report di Rupert Hoogewerf.
La più ricca è Zhang Yin, che con la sua Nine Dragons Paper vanta una ricchezza personale di ben 5,6 miliardi di $. Hoogewerf ha dichiarato
La Cina è chiaramente leader nel mondo per le donne imprenditrici non c’è nessun altro Paese che si avvicina ad avere lo stesso numero di self-made woman