Lavorare in banca: ecco le nuove professioni

 Il vecchio e caro lavoro di “cassiere” (o addetto allo sportello) in banca può ancora attrarre i giovani che desiderano entrare a far parte dei principali istituti di credito italiani, ma appartiene oramai al passato. In contesti di evidente difficoltà finanziaria, le banche puntano su profili più specializzati e di alto livello. Vediamo allora quali sono alcune delle nuove professioni bancarie che potrebbero presto essere fortemente richieste dalle aziende di credito nazionali.

Trattamento fine rapporto: scelta di assegnazione Tfr per i contratti inferiori a 6 mesi

 La scelta di assegnazione del trattamento fine rapporto in caso di contratti inferiori a 6 mesi merita un discorso a sé. Infatti, il lavoratore può scegliere fra le opzioni possibili quella più adatta al suo caso, ma deve soprattutto valutare tempi ed effetti della sua scelta: in caso di contratto inferiore a 6 mesi o a 3 mesi, ad esempio, o di riassunzione presso un nuovo datore.

Ammortizzatori sociali dal 2013: la Cigs va in pensione


La riforma del lavoro e delle pensioni introdurrà delle modifiche anche nella disciplina degli ammortizzatori sociali. Infatti, dal 2013 la Cassa integrazione straordinaria sarà eliminata per diverse tipologie di imprese, entrerà a regime per alcune categorie e dal 2013 sarà sostituita dal Fondo di Solidarietà.

Lavorare con internet: è boom di occasioni professionali

 Il web sta diventando sempre più miniera di nuove opportunità professionali, con un incremento del 20 per cento nella richiesta di profili professionali specializzati. I nuovi media si confermano pertanto come bacini invidiabili di attrazione di giovani e brillanti talenti, con le compagnie operanti nel settore digital in grado di agire in controtendenza rispetto alle società più “tradizionali”, in termini di gestione delle risorse umane. Insomma: se volete trovare un nuovo posto di lavoro, sappiate che le possibilità si concentrano soprattutto all’interno dei segmenti a maggior tasso di innovazione tecnologia.

Pagamenti aziende prodotti agricoli

 L’art. 62 del d.l. 1/2012, convertito con modifiche nella legge 27/2012, sta apportando grandi cambiamenti ai rapporti tra fornitori e rivenditori di prodotti agricoli, stabilendo, in particolar modo, che il pagamento del corrispettivo della cessione degli stessi prodotti deve essere eseguito entro il termine legale prescritto pari a 30 o 60 giorni. Cerchiamo allora di capire da quando parta questo termine, e quali sono le principali caratteristiche della decorrenza dei pagamenti tra aziende del settore.